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Parte il semestre europeo italiano: la Puglia spera nel Corridoio 8
05 luglio 2003

BARI – 6.7.2003 L'Italia si è sempre accreditata come una convinta fautrice della causa comunitaria. Sin dagli anni '50, quando venne posta la prima pietra per un'Europa unita, e dopo aver conquistato una poltrona nel gruppo dei sei fondatori, il nostro Paese ha continuato a contribuire in modo decisivo all'evoluzione di questo ambizioso progetto europeo. All'epoca erano stati anche il forte contributo e le idee di uno storico intellettuale pugliese, Altiero Spinelli, a far si che noi italiani potessimo godere dello status di cittadinanza europea. Dal 1° luglio al 31 dicembre ecco che l'Italia torna, per l'undicesima occasione, nella cabina di regia dell'Unione, questa volta dando anche una speciale importanza allo sviluppo delle aree Mediterraneo e Balcani. Il ruolo di presidenza cui siamo vincolati ha inizio in un periodo molto delicato della vita comunitaria, in cui sarà nostro compito riprendere il dialogo tra gli Stati membri e correggere o smentire un acerbo umorismo straniero sulla nostra “idoneità esecutiva”. Gli obiettivi sono alquanto impegnativi: un programma articolato e completo incentrato su Conferenza intergovernativa, politica estera di sicurezza comune, rilancio economico, integrazione e sviluppo. Procedendo con ordine nell'agenda delle priorità, sembra che la conferenza intergovernativa incaricata di definire il testo del nuovo Trattato, sia il principale impegno politico-istituzionale. Gli anni passano, e l'Italia resta sempre in primo piano. Fu infatti il nostro Paese ad ospitare nel 1957 la delegazione per la firma del Trattato di Roma che istituiva la Comunità Economica Europea. Lo stesso contributo sarà dato sempre in Italia, per il varo definitivo della Magna Charta europea e la costruzione di una “grande Europa” più partecipe e operosa sullo scenario internazionale. Medio Oriente e Balcani sono le altre due linee guida di questo semestre in tricolore. Temi, questi, che riscoprono un forte legame tra alcune aree geografiche “sfavorite” e le nostre regioni del Mezzogiorno e la Puglia in particolare. Godendo di una particolare posizione strategica nel panorama geopolitico, l'Italia dovrà impegnarsi nella risoluzione del problema sul traffico clandestino di immigrati, nella ricerca di un piano di pace per il Medioriente, e nello sviluppo di una vasta rete di grandi infrastrutture europee come i corridoi con l'area balcanica. La Puglia è interessata in modo particolare al Corridoio 8 (l'insieme di infrastrutture di trasporto che collegheranno l'Unione europea con Albania, Bulgaria a partire da Bari e Brindisi, di cui parleremo in un prossimo articolo), il cui iter è stato bloccato e si spera possa essere riavviato al più presto, come auspicano molti nostri imprenditori che hanno investito nell'area balcanica. Ed è stato proprio il ministro degli esteri, Frattini ad annunciare nel corso di un vertice a Tirana che il semestre europeo avrà “una corsia preferenziale per assicurare la realizzazione del Corridoio 8”. L'ultima promessa sarà poi quella di spiegare l'esistenza di un nesso logico molto forte tra il processo di unificazione da 15 a 25 e il processo di riforme europee. Insomma l'Italia pensa all'avvenire dell'Europa, augurandosi di trasformare in risultati concreti le sfide che si è lanciata in questo turno di presidenza europea. Siamo tutti consapevoli del tipo di percorso complesso e impegnativo da noi intrapreso, e per questo speriamo che anche la nostra regione, in qualità di territorio fortemente coinvolto nella crescita e nell'assistenza verso alcune aree geografiche, possa mantenere le promesse più opportune a questo processo evolutivo italo-europeo. Lucrezia Pagano
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