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Parco nazionale dell'Alta Murgia: via libera del Consiglio dei ministri
16 marzo 2004

BARI – 16.3.2004 Dopo una lunga gestazione, il Consiglio dei ministri ha finalmente firmato il decreto istitutivo del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Si è avviata, così, la fase finale per la realizzazione del tanto atteso Ente sottoposto alla vigilanza del ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. Un Parco Nazionale che secondo la definizione del sistema delle aree naturali protette rappresenta un'area terrestre contenente uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l'intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future. Il nodo gordiano è stato sciolto. E solo chi da anni ha seguito appassionatamente il tormentato iter per la sua istituzione, può oggi ben gioire e salutare con soddisfazione il suo compimento. Due questioni avevano in particolar modo arrestato il Parco proprio sulla linea del traguardo, rinviandone la firma del decreto. La prima concerneva alcune obiezioni poste dal ministro della Difesa, Antonio Martino, per la presenza nella perimetrazione di servitù militari e cinque poligoni militari. La seconda, invece, poneva l'accento su alcuni possibili problemi occupazionali derivanti dall'istituzione del Parco, con la Regione, risolti successivamente a cominciare da un ridimensionamento del perimetro del Parco stesso. La riflessione che va invece fatta, come giustamente ha osservato anche il ministro dell'Ambiente Matteoli, è che i Parchi sono sempre stati istituiti in tutto il mondo da ormai decenni. L'Italia ha invece sempre applicato una differenza di fondo rispetto agli altri Paesi. Negli stati Uniti d'America, ad esempio, i parchi vengono istituiti per rendere la zona godibile per i cittadini. In Italia, invece, ci si limitava a perimetrale un'area sottraendola proprio ai cittadini, che pertanto la hanno avversata culturalmente. La gente ha avuto contentezza solo dei vincoli e non dei vantaggi. La Murgia arriva in ritardo proprio per questo, visto che in due anni si è lavorato per arrivare ad un punto di intesa che consiste in un'area più piccola, ma condivisa dalle popolazioni interessate. Diversamente il Parco avrebbe avuto vita breve. Oggi il Parco sarà la 23° area protetta d'Italia e la seconda in Puglia, dopo il Parco del Gargano (complessivamente i parchi nazionali italiani coprono oltre un milione e mezzo di ettari, pari al 5% circa del territorio nazionale). Esso integra e completa la salvaguardia operata dai parchi regionali, e viceversa, occupandosi di territori alquanto vasti e coinvolgendo, in un territorio di 68.000 ettari, 13 Comuni della provincia di Bari e le Comunità Montane della Murgia nord-orientale e della Murgia sud-orientale. Il tesoro naturalistico della Murgia ha ricevuto il suo più importante e meritato riconoscimento con la legge 426 del 2 dicembre 1998: il decreto del Presidente della Repubblica che, su proposta del ministro dell'Ambiente, di intesa con le regioni interessate e previa consultazione dei Comuni e delle province interessati, istituisce il Parco nazionale dell'Alta Murgia. Il Parco può vantarsi non solo di importanti giacimenti culturali, tra cui il sito dell'Homo arcaicus di Altamura, la Valle dei dinosauri, il Castel del Monte e il museo Jatta di Ruvo. Ma anche di produzioni di qualità che vanno dal pane di Altamura al vino di Castel del Monte. L'area protetta, riconosciuta anche dalla Direttiva Habitat dell'Unione Europea, si contraddistingue infatti per le sue vaste aree steppiche, caratterizzate da associazioni vegetali molto simili a quelle delle steppe della regione Euro-Asiatica. Insomma, un patrimonio che l'istituzione del Parco nazionale consentirà di tutelare e valorizzare sul piano economico, turistico e culturale. Un legame che dovrà essere sempre preservato con particolari cure e straordinarie attenzioni. Oltre alla pianificazione e alla vigilanza, allora, il Parco Nazionale dell'Alta Murgia dovrà esaltare la sua missione di strumento di collegamento e valorizzazione delle realtà locali: trovando, nella bellezza e nella delicatezza del territorio, l'elemento di coesione, la risorsa chiave del loro sviluppo. Lucrezia Pagano
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