L’insubordinazione della musica di Vinicio Capossela al Duomo di Molfetta
Foto di Daniele Anaclerio
MOLFETTA - Vinicio Capossela si è esibito al Duomo di Molfetta con un concerto unico dal titolo “Santi e innocenti”. L’evento, gratuito, parte della programmazione comunale per le festività di fine anno, è stato un appuntamento fuori programma di Festival Viator. Sul palco, insieme a Capossela, ci sono stati Alessandro “Asso” Stefana, Raffaele Tiseo e Giovannangelo De Gennaro. L’evento ha visto la partecipazione di Claudia De Candia e della Banda Comunale Città di Bisceglie.
Si è trattato di un evento di grande valore artistico, in cui Vinicio Capossela ha saputo ripercorrere, in chiave laica, alcune figure centrali della tradizione cristiana, evidenziando il valore del loro insegnamento, ben al di là dell’ambito religioso. Le figure raccontate da Capossela, che si richiama, nella sua produzione artistica, alla tradizione dei narratori e dei cantastorie, incarnano una radicalità etica. Si tratta di santi, personaggi, figure archetipiche che mostrano, in modi vari e in contesti dei più disparati, come sia possibile mettere in crisi la voce dei potenti. La musica, in questo quadro, si fa veicolo di resistenza, articolando sonorità non canoniche, indocili.
Qui, fondamentale è la ricerca di Vinicio Capossela, che investe non solo le biografie di queste soggettività resistenti, ma anche musicalità marginali, che si sono sviluppate ai bordi della musica mainstream. I santi diventano specchio dell’umano, e in particolare di quelle vocazioni alla giustizia e alla convivialità mai del tutto cancellate dal potere.
Il riferimento, essenziale a Molfetta, è a Don Tonino Bello, citato dallo stesso Vinicio Capossela. La sfida, sotto il segno del vescovo di Molfetta, è quella di parlare attraverso parabole e motivi archetipali di un orizzonte di resistenza che attraversa le matrici religiose e culturali, e che connette chi ascolta Vinicio in una narrazione politica, conflittuale, di resistenza. Non è la politica portata in nota: piuttosto, è la narrazione di questo spazio sempre eccedente, incomprimibile entro le logiche della disciplina e della normalizzazione, a descrivere un possibile gesto di anarchica insubordinazione.
L’evento ha riempito di bellezza e di effervescenza il Duomo di Molfetta: sicuramente eventi di questo calibro devono continuare a costituire un tassello importante della programmazione artistica cittadina e non solo.
© Riproduzione riservata
Autore: Giacomo Pisani