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Olimpiadi, Marinella Falca ce l'ha fatta: è in finale con la squadra azzurra
27 agosto 2004

ATENE - 27.8.2004 Marinella Falca, la ginnasta molfettese impegnata alle Olimpiadi di Atene nella ginnastica ritmica ce l'ha fatta: è in finale con la squadra azzurra che ha contribuito a trascinare al successo. La diciottenne atleta al suo debutto olimpico non ha tradito alcuna emozione, anzi con una fermezza degna di una ginnasta esperta, ha eseguito i suoi esercizi portando la nazionale olimpica al secondo posto a pochi punti dalla squadra russa, classificatasi prima e con un paio di punti di distacco dalle bravissime bulgare, piazzatesi terze. Si è aperta così la strada per la finale che si disputerà sabato alle 16,30 (15,30 in Italia). Le azzurre saranno le prime ad esibirsi con palle e cerchi e le terze con i nastri. Il risultato delle eliminatorie fa ben sperare, se il risultato fosse confermato, almeno in una medaglia d'argento. Le azzurre della ginnastica ritmica, infatti, puntano dritto al podio, soprattutto ora che Ucraina e Polonia sono state eliminate. Reduci da un annata di eccellenti piazzamenti nelle competizioni internazionali, le giovanissime italiane (età media 17 anni) approdano alla finale olimpica di sabato con il secondo miglior punteggio. Meglio di loro hanno fatto solo le russe. La squadra italiana (Elisa Santoni, Elisa Bianchi, Fabrizia D'Ottavio, Daniela Masseroni, Marinella Falca e Laura Vernizzi) ha stupito la giuria con un esercizio impeccabile, che ha ricevuto più punti di quello delle pur bravissime ragazze bulgare. Questi i numeri: Russia 25,325; Italia 25,175 e Bulgaria 24,600. In finale si ricomincerà da zero, ma le azzurre arrivano con il morale alle stelle. «Il nostro obiettivo - dice la direttrice tecnica Marina Piazza - è quello di mettere i piedi sul podio. Il gruppo delle ragazze, completamente rinnovato rispetto a quello di Sidney, ha avuto risultati di altissimo livello e una medaglia non sarebbe una sorpresa. Pensavamo di essere da bronzo, ma il risultato di oggi ci dice che possiamo anche puntare più in alto. Spero che le ragazze mantengano la concentrazione e la tranquillità che hanno dimostrato di avere: perchè dal punto di vista tecnico e fisico hanno i numeri per arrivare in alto e per rompere lo strapotere delle nazioni dell'est europeo». Marinella si è esibita davanti al papà Gigi, alla mamma Rosa e alla sorella Antonella, arrivati appositamente dall'Italia (15 ore di traghetto e 2 di pullman) per fare il tifo per lei. Marinella è fiduciosa: "Siamo contente di come è andata finora, dobbiamo solo migliorare un po' con i nastri e mantenere la concentrazione. Guardateci in tv, non vi deluderemo". Ma nella giornata dell'esordio la tv ha tradito le attese dei tifosi di Marinella e non ha mandato in onda le immagini, preferendo trasmettere quelle del basket, uno sport che fa più audience. Ma non importa. Oggi, se come tutti sperano ci sarà la tanto sospirata medaglia le italiane si prenderanno la rivincita e Molfetta - con Giovinazzo sua città di adozione (Marinella abita da anni nella città vicina, per colpa dei noti prezzi alti delle case nella nostra città) - avrà la sua regina olimpica. Noi di "Quindici" facciamo tutti il tipo per lei e la nazionale italiana di ginnastica ritmica. Felice de Sanctis
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Non voglio polemizzare con i provocatori. Né mi va di scendere al loro livello. Intanto chiarisco che non c'è volontà polemica, ma solo correttezza nel dare le informazioni, tant'è che abbiamo contributo a fare chiarezza sulla città di Marinella, dopo la confusione che stanno facendo tutti i grossi giornali. La Falca è nata a Terlizzi perché lì c'è l'ospedale, risiede a Giovinazzo perché la famiglia è stata costretta a scegliere quella residenza per i prezzi alti delle abitazioni a Molfetta e gareggia per una società di Monopoli. Ma si sente molfettese a tutti gli effetti, tant'è che lo ha detto oggi in tv al termine della gara ad Atene: "ciao Molfetta". Aggiungo per l'anonimo amico, visto che oltre a non avere il coraggio di firmarsi, non legge neanche i giornali, cosa che io faccio anche per mestiere, che sul "Corriere del Mezzogiorno" (inserto pugliese del Corriere della Sera, per chi non lo sa) di oggi, in un articolo dal titolo "Ceri e sms per la medaglia di Marinella", la zia Adele di Molfetta rivendica l'appartenenza della ginnasta alla "comunità molfettese": "Macché Giovinazzo - dice testualmente - mio fratello abita lì, perché lì ha trovato casa. Loro sono di qua. E Marinella con Terlizzi non ha nulla a che vedere, è solo nata, perché lì c'è l'ospedale". Soddisfatto? Al Sig. Salvemini dico soltanto che le considerazioni sulla scelta della Rai di trasmettere il basket erano dettate più dalla delusione di chi come me e altri volevano vedere l'esibizione della propria concittadina. Non per campanilismo, ma perché come "Quindici" abbiamo seguito Marienlla passo passo nel corso di questi mesi di allenamenti. Anche perché, lei forse non lo sa, l'atleta molfettese ha scritto per noi un diario che abbiamo pubblicato sul giornale. Non avevamo bisogno di vedere l'esibizione di Marinella per fare l'articolo, perché le notizie le ho di prima mano, direttamente da Atene o attraverso le agenzie di stampa. Non dimentichi che questo è il mio mestiere. Infine, una considerazione sulla mia competenza sportiva visto che lei si permette di fare osservazioni offensive che non mi toccano perché la compassione dovrei averla io verso chi poveretto si attacca a queste cose, dimostrando ignoranza. Intanto l'articolo non era sportivo, ma di cronaca (si faccia spiegare da qualcuno la differenza); inoltre, forse lei non lo sa, ma nella mia lunga carriera giornalistica (sono ormai oltre 30 anni) ho anche scritto di sport, anzi ho cominciato con lo sport quando avevo solo 16 anni e scrivevo del Molfetta in serie D sul quotidiano nazionale "Il Messaggero". Questo non lo dico per vanità, ma solo per sua informazione, visto che mette in dubbio alcune capacità delle persone. Mi scusi, ma prima di fare affermazioni sulle competenze, cerchi di informarsi e piuttosto lei lo sport e qualcos'altro lo lascia ad altri. La ringrazio comunque per l'"ottimo". Cordialità

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