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Nomine ai vertici delle partecipate del Comune di Molfetta: l’incoerenza dell’ex maggioranza di “ciambottisti” sconfitti e l’attaccamento alle poltrone e la scorrettezza istituzionale dei vertici delle municipalizzate
14 luglio 2026

MOLFETTA – Come sempre alcune forze politiche, quando sono in maggioranza, si comportano in un certo modo (male), poi quando vanno all’opposizione, pretendono di approvare quello che hanno negato in maggioranza. “Fai come dico io, non fare come faccio io” avrebbe commentato la nonna.

E’ il caso della nomina dei rappresentanti del Comune negli enti e aziende comunali (a proposito, come mai i presidenti delle partecipate, non si sono ancora dimessi, dopo l’insediamento della nuova amministrazione? Distrazione o attaccamento alle poltrone? Sicuramente è una scorrettezza istituzionale) per i quali l’opposizione ha chiesto “di rafforzare il requisito dell’esperienza e competenza”.

Guarda caso, è quello che chiedeva il centrosinistra quando era all’opposizione e il governo ciambotto respingeva. Ora i neo ciambottisti, passati all’opposizione, hanno la “faccia di bronzo” di fare la stessa richiesta ricordando che era stata avanzata dal centrosinistra. Siamo alla farsa.

Ma andiamo con ordine. A rendere pubblico questo contrasto è il centrodestra, con il candidato sindaco sconfitto Adamo Logrieco, che, però, per amore di verità, non era nel ciambotto, ma all’opposizione di Tommaso Minervini. E, quindi, non si può dire che pecchi di incoerenza.

Diverso il discoro per le altre “facce di bronzo” del ciambotto sconfitto anch’esso dai cittadini in questa tornata elettorale. Richiamandosi alla richiesta del centrosinistra dell’epoca, chiedono oggi quello che hanno negato ieri. Ma prima devono spiegare per quale motivo allora si sono opposti all’emendamento. Non lo faranno, perché non sanno cosa dire.

Ecco il testo del comunicato del centrodestra dopo la bocciatura dell’emendamento: «Durante il Consiglio comunale del 9 luglio si è consumato il secondo evidente cambio di rotta rispetto agli impegni assunti durante la campagna elettorale. La maggioranza ha bocciato un emendamento del centrodestra alla delibera relativa agli indirizzi per la nomina dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende (ASM, Multiservizi, MTM) e istituzioni.

L’emendamento, presentato dai consiglieri Adamo Logrieco e Mariangela Azzollini, chiedeva semplicemente di rafforzare un requisito fondamentale: che i rappresentanti del Comune fossero scelti tra persone in possesso di una comprovata e documentata esperienza tecnica, giuridica o amministrativa, adeguata all’incarico da ricoprire.

Una proposta di buon senso attinta in forma identica da un emendamento formulato proprio dal centrosinistra nello scorso mandato, quando erano all’opposizione.

Nel 2022, quando c’erano altri al governo della città, questo emendamento era stato presentato dal centrosinistra come necessario per assicurare una competenza dimostrata dei soggetti a cui affidare la gestione delle nostre aziende partecipate, mentre oggi che sono loro ad amministrare questa cautela non è stata considerata opportuna.

Un classico esempio del doppiopesismo della sinistra.

Come già avvenuto per la Giunta, per la cui composizione sono prevalse scelte di equilibrio politico tra liste, la maggioranza vuole avere mani libere e scegliere nuovamente secondo logiche spartitorie anche gli importanti incarichi gestori nelle aziende partecipate.

Eppure, nei loro interventi, Sindaco e consiglieri di maggioranza hanno sottolineato la complessità della situazione di ASM e Multiservizi, che consiglierebbe di scegliere con massimo rigore gli organi dirigenti.

Questo cambio di posizione merita una spiegazione politica, che probabilmente avremo quando verranno resi pubblici i nomi prescelti per la guida degli enti partecipati.

Noi continueremo a sostenere che gli incarichi pubblici debbano essere assegnati privilegiando professionalità, esperienza e competenza, perché la qualità delle decisioni dipende anche dalla qualità delle persone chiamate a ricoprire ruoli di responsabilità.

La politica vive di scelte.

E la coerenza non si misura con gli slogan pronunciati in campagna elettorale, ma con i voti espressi in Consiglio comunale».

Al centrodestra si potrebbe chiedere come mai al governo questo criterio non viene rispettato, e il Meloni occupa tutte le poltrone possibili non con persone competenti, ma fedeli? E qui si perde la coerenza, merce rara, almeno a livello di partito.

A questa posizione ha replicato con un comunicato il centrosinistra, oggi in maggioranza: «Partecipate, cambia il metodo nella scelta dei rappresentanti del Comune: competenza e professionalità al centro delle nomine

Il Consiglio comunale svoltosi giovedì scorso ha già evidenziato un primo evidente segnale di discontinuità rispetto al passato. Per la prima volta dopo decenni, infatti, la delibera riguardante gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso gli enti e le aziende partecipate (che, per legge, va approvata nel primo Consiglio Comunale di ogni nuovo mandato) prevede che gli stessi siano scelti secondo criteri di “professionalità e competenza adeguati alla funzione da ricoprire”.

Si tratta di un requisito non negoziabile (mai introdotto in passato) e che si affianca a quello del rapporto fiduciario che è connaturato a incarichi di questo tipo, dovendo i rappresentanti del Comune dare concreta applicazione a un preciso indirizzo politico.

La disciplina è ulteriormente rafforzata dal momento che la delibera approvata prevede espressamente che i candidati debbano comprovare, mediante apposita documentazione, il possesso dei suddetti requisiti di competenza e professionalità, oltre a quelli previsti espressamente dalla legge (e cioè essere cittadini italiani o cittadini di uno degli Stati dell'UE, non avere riportato condanne penali definitive per delitti non colposi, avere i requisiti per la nomina a Consigliere comunale e non trovarsi in nessuna delle condizioni di ineleggibilità, incompatibilità, incandidabilità ed inconferibilità previste dal Testo Unico degli Enti Locali, ecc.).

La scelta compiuta dall’amministrazione guidata dal Sindaco Manuel Minervini e dalla maggioranza progressista a suo sostegno va, tra l’altro, esattamente nella direzione indicata dal Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica che prevede espressamente il requisito della professionalità nell’attribuzione degli incarichi nelle partecipate.

Questa delibera rappresenta un netto cambio di paradigma rispetto al passato. Per la prima volta vengono introdotti criteri che valorizzano, accanto alla legittimazione politica, anche la competenza e la professionalità dei soggetti designati.

Si supera così una prassi consolidata per cui, nelle precedenti amministrazioni – sia quelle di centrodestra guidate dal Sen. Antonio Azzollini sia quelle civiche di Tommaso Minervini –, gli incarichi venivano attribuiti prevalentemente sulla base del consenso elettorale e delle preferenze ottenute dai candidati della maggioranza, senza una specifica valorizzazione dei requisiti professionali richiesti per ricoprire tali ruoli.

Saranno naturalmente i fatti a dimostrare, ora, la bontà della scelta fatta dalla nostra coalizione: le nomine dovranno essere coerenti con gli indirizzi approvati dal Consiglio e potranno essere valutate pubblicamente da tutti i cittadini, nella massima trasparenza.

Partito della Rifondazione Comunista – Rinascere – Partito Democratico – Movimento 5 Stelle – Spazio Riformista – Più di Così – Demos - AVS».

Ristabilita la verità documentale (il ciambotto avrebbe fatto meglio a tacere, per evitare un altro scivolone su quel disastro amministrativo che si rivela sempre più un piano inclinato) si attendono ora le dimissioni dei vertici delle partecipate, che hanno amministrato male, soprattutto l’Asm dove sono stati accumulati ingenti debiti, che richiedono ai vertici di farsi da parte, anche per questo).

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