Omicidio La Forgia a Molfetta, due fermi per il delitto: contestate premeditazione e motivi futili
Antony La Forgia
MOLFETTA - Svolta nelle indagini sull'omicidio di Antony La Forgia, il 22enne ucciso a Molfetta lo scorso 16 giugno con alcuni colpi di pistola alla testa mentre era in auto con la sua ragazza.
Nella notte tra domenica e lunedì i Carabinieri hanno eseguito due provvedimenti di fermo nei confronti di un uomo di 53 anni, di una nota famiglia criminale e di un giovane di 23 anni. Entrambi sono accusati, in concorso con un ragazzo di 16 anni, di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai motivi abietti o futili. Nei loro confronti vengono contestati anche i reati di porto abusivo di armi e violenza privata.
I provvedimenti, emessi dal pubblico ministero della Procura di Trani, Francesco Chiechi, si basano sul ritenuto concreto pericolo di fuga. Il 53enne è stato bloccato nel porto di Bari mentre, secondo gli investigatori, era in procinto di imbarcarsi per Durazzo, forse per sfuggire ad un agguato. Nell'inchiesta risultano inoltre indagate altre cinque persone.
Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta, sono partite subito dopo l'agguato in cui La Forgia fu raggiunto da diversi colpi d'arma da fuoco nel quartiere Ponente. Il giovane venne trasportato all'ospedale "Don Tonino Bello", dove arrivò già privo di vita.
Gli accertamenti svolti nelle settimane successive hanno portato gli investigatori a ritenere che non si sia trattato di un delitto d'impeto, ma di un omicidio pianificato nei dettagli, circostanza che ha portato alla contestazione dell'aggravante della premeditazione.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due indagati e il minorenne avrebbero attirato in una Citroën C4 un 19enne, amico della vittima, con il pretesto di trascorrere del tempo insieme. Una volta salito a bordo, il giovane sarebbe stato minacciato con due pistole e aggredito fisicamente, venendo costretto a telefonare a La Forgia e a chiedergli di raggiungerlo con la scusa di un problema appena accaduto.
Gli investigatori ritengono che il gruppo abbia quindi raggiunto l'area tra via San Pio X e viale Giovanni XXIII. Qui il 23enne e il 16enne, entrambi con il volto coperto da passamontagna, avrebbero obbligato il 19enne a scendere dall'auto, a sdraiarsi sul marciapiede e a ricontattare telefonicamente La Forgia, mentre loro si sarebbero nascosti nelle vicinanze in attesa del suo arrivo.
Quando il 22enne è giunto sul posto a bordo di una Renault Symbioz insieme alla compagna, avrebbe invitato l'amico a salire in auto per allontanarsi. In quel momento, secondo la ricostruzione investigativa, il 23enne e il minorenne sarebbero usciti dal nascondiglio e il sedicenne avrebbe esploso diversi colpi di pistola contro La Forgia, provocandone la morte.
Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e definire le eventuali responsabilità di tutti gli indagati.
A Molfetta i cittadini sono sconcertati per l'escalation ella violenza, l'uso spregiudicato delle armi che i criminali riescono a procurarsi con grande facilità.