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Tentato omicidio a Molfetta, quattro misure cautelari: un 18enne minacciato con una pistola inceppata
07 luglio 2026

MOLFETTA – Quattro misure cautelari sono state eseguite dai Carabinieri di Molfetta nell'ambito delle indagini su un tentato omicidio avvenuto nel marzo scorso nel centro cittadino. Il provvedimento, disposto dalla Procura della Repubblica di Trani, riguarda quattro persone ritenute coinvolte nell'aggressione ai danni di un 18enne residente a Giovinazzo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane sarebbe stato raggiunto in piazza Roma da due motocicli, un Aprilia Scarabeo e un Yamaha T-Max, sui quali viaggiavano gli indagati insieme a un minorenne. Durante l'aggressione, uno dei presenti avrebbe estratto una pistola, l'avrebbe armata e puntata contro il ragazzo, tentando di fare fuoco. L'arma, tuttavia, si sarebbe inceppata, impedendo l'esplosione dei colpi.

Subito dopo il mancato sparo, il 18enne sarebbe stato colpito con calci e pugni dal gruppo. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato al Policlinico di Bari, dove ha ricevuto le cure necessarie prima di essere dimesso nelle ore successive.

Le indagini, supportate dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, hanno consentito ai Carabinieri di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare i presunti responsabili. La Procura ha quindi richiesto l'emissione di quattro misure cautelari: tre in carcere e una agli arresti domiciliari. Uno degli indagati è stato successivamente rimesso in libertà.

Secondo quanto riferito dalla vittima agli inquirenti, il movente dell'aggressione sarebbe riconducibile a motivi di natura sentimentale e non a vicende legate allo spaccio di sostanze stupefacenti, ipotesi inizialmente temuta dai familiari del giovane.

Sul tema della sicurezza è intervenuto anche il sindaco Manuel Minervini, che ha ribadito l'impegno dell'amministrazione comunale nel rafforzare il presidio del territorio in collaborazione con le forze dell'ordine. «Siamo consapevoli del momento particolare vissuto dalla città – ha dichiarato – e stiamo lavorando per aumentare la presenza nei quartieri più esposti. La sicurezza passa certamente dalla repressione, ma anche dalla prevenzione e dall'educazione».

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