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Molfetta, il sindaco: allo studio Calvani-Abbattista, parcella da 288mila euro del Comune per una consulenza Azzollini: «È il certificato di sana e robusta sfacciataggine che consegnerò a chi dall'opposizione fa prediche sul rispetto del denaro pubblico»
20 aprile 2009

MOLFETTA - «Consegnerò di persona un certificato di sana e robusta sfacciataggine all'avvocato Giovanni Abbattista per la sua abilità di fare prediche agli altri sul rispetto del denaro pubblico, pur sapendo di doverle fare soltanto a se stesso». Il sindaco Antonio Azzollini (foto) replica così ai rilievi avanzati nei giorni scorsi dal capogruppo del Partito Democratico in merito al caso della nuova foresteria della Capitaneria di Porto in costruzione su Banchina San Domenico. «Stiamo conducendo una battaglia durissima per tentare di impedire uno scempio urbanistico e ambientale a pochi passi dal mare e invece c'è chi ha la sfacciataggine di fare prediche sull'uso rigoroso del denaro pubblico. Quel che è assurdo è che tali prediche giungano dal beato pulpito di chi, pochi anni fa, con lo studio professionale “Calvani-Abbattista”, ha incassato dalle casse comunali una parcella di oltre 288mila euro per una consulenza su una transazione giudiziaria rivelatasi poi quantomeno inutile. Quel che è peggio – ricorda il sindaco Azzollini, rileggendo gli atti pubblici conservati nell'archivio del Comune – è che il conto enorme presentato al Comune è stato completamente saldato ricorrendo ai debiti fuori bilancio, gravando realmente sulle tasche dei cittadini molfettesi». Il «Dossier Abbattista» - come lo definisce il sindaco Azzollini - fa riferimento a una consulenza legale affidata, nel 2004, allo studio professionale “Calvani-Abbattista” per risolvere una controversia amministrativa che vedeva contrapposto il Comune di Molfetta alla società Orfeo Mazzitelli Spa. «Come è noto, quella consulenza si concluse con una transazione fra le due parti rimasta soltanto sulla carta. Nonostante tutto, lo stesso studio legale (del quale ancora oggi è contitolare l'avvocato Giovanni Abbattista) presentò al Comune di Molfetta una parcella di ben 288.871,46 euro, parcella saldata fino all'ultimo centesimo attraverso debiti fuori bilancio spalmati sui conti del 2004, 2005 e 2006. Un'analoga transazione è stata stipulata recentemente dall'amministrazione da me preseduta con un costo in consulenze pari a zero euro: ecco perché consegnerò di persona tutto l'incartamento a Mister 288 mila euro, affinché si compiaccia della sua sfacciataggine».
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Oddio! Il S.S.P. ha perso le staffe! Quale novità, evidentemente anche lui ha i suoi "talloni di Achille", oppure incomincia ad essere stressato. Personalmente trovo che la sua uscita, in questo specifico caso, sia un pò come darsi la fatidica "zappa sui co... piedi". Cerco di spiegarmi. Correva, se ho capito bene, l'anno 2004; e chi governava a Molfetta?: il C.D.!. Fu affidata la gestione di una "lite" giudiziaria (Comune vs Mazzitelli) ad uno studio legale (Calvani Abbattista; avrebbe potuto essere anche, ad esempio, Azzollini A. e Associati, oppure Pinco, Pallo e Co.: non è importante) Quello che importa è: Lo studio professionale, in rappresentanza del Comune, ha fatto tutto quello che era lecito per prevalere sulla controparte?, o meglio, ha transato alle migliori condizioni possibili per il proprio patrocinato? - Se la risposta è negativa, allora che ragione ci è stata per erogare la parcella, nella sua totalità, allo Studio Calvani-Abbattista? Questo interrogativo retorico allora innesca un altro filone: - se è stata erogata una parcella immeritata, chi l'ha avallata, perché, con quale autorizzazione? (non posso pensare che i Titolari dello studio si siano presentati alla tesoreria, con una rivoltella per riscuotere il non dovuto). - Se invece, a prescindere dall'utilità o meno dell'esito della transazione (se il Comune ha pagato, può darsi che ritenesse soddisfacenti le conclusioni raggiunte) la questione è stata ritenuta "chiusa", è abbastanza giusto che sia stato saldato TUTTO il dovuto, anche con i tempi biblici con cui di solito la pubblica Amministrazione salda le sue fatture. In questo caso, secondo la mia non dotta opinione, l'Abbattista avrebbe, in solido con il suo Socio, tutto il sacrosanto diritto di far valere le sue ragioni nelle sedi opportune. Altro discorso è poi quello relativo alla...congruità... della parcella! Caro Sindaco S.P., se non mi sbaglio ella è un...Principe del foro, quindi se ne intende di parcelle. Allora, sembra esoso l'esborso? e quanto avrebbe dovuto essere l'ammontare vero? e perché, visto che verosimilmente la questione, se ho ben capito, innescata nel 2004, come minimo si è risolta (si fa per dire) negli anni successivi, nessuno, all'epoca ha avuto nulla da obiettare, e lo fa lei, con anni di ritardo ed inspiegabile silenzio fino ad ora? Io fossi in lei, ma evidentemente lei non è in me, farei attenzione prima di "erogare" certificati di ogni genere (provi a ricordare l'immagine allegorica che evocava..."l'uomo nudo che martellava su di una incudine", coniata su un lato della indimenticata moneta da Lit. 50). A me sembra tanto di rivivere la querelle della Foresteria, in cui ci si accorge dopo che le cose erano sbagliate. Assisteremo forse alla nascita "spontanea" di comitati pro ..."congruità delle parcelle"? Sarebbe tanto bello avere lumi e chiarimenti, anche su questa edificante faccenda, magari anche dalla controparte, o da chi sa come sono andate realmente le cose. Sapete, in queste faccende pruriginose, sviluppo una curiosità morbosa per capire dove potrà mai finire l'infingardaggine di tutti noi!!!!!!!!!!! Grazie in anticipo a chi vorrà chiarire.



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