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Molfetta: frasi provocatorie inneggianti al fascismo sui muri dell'Arci
29 novembre 2008

MOLFETTA - Spesso camminando per le strade si scorgono sui muri vecchi e nuovi eroi vestiti per l'occasione di frasi veloci, toni lenti o combattivi, note simpatiche o appassionate. Tanti giovani cercano quei muri per dire al mondo il proprio essere, per non sentirsi sempre oggetto dello sguardo denudante e onnipresente dell'altro, per travolgere la visuale altrui con un tocco di se stessi, con qualcosa che è proprio e che tale resti, pur arricchendo gli sguardi che passeranno. Ma c'è chi trova sui muri il facile ponte fra il disprezzo e la provocazione, per riportare alla ribalta sentimenti di odio e pregiudizio, colorati per l'occasione. “Feccia rossa”, “Anti-anti fa'”, sono queste le frasi che hanno sporcato ieri il muro della sede dell'Arci di Molfetta, società culturale da tanti anni attiva nel territorio con la sua proposta sempre vivida, nonostante i tempi bui. Tornano le frasi inneggianti ad un'idea ripresa forse per appariscenza, forse per incoscienza, a quell'abbozzo confuso di arroganza tinta da pseudo - fascismo che sembra continuare a fomentare alcuni gruppi di giovani molfettesi. Già due anni fa la città si riempì di scritte di questo genere, e tempestiva fu la risposta, il giorno della Liberazione, di alcuni ragazzi molfettesi che, armati di pittura e pennello, eliminarono le frasi dai muri. Sembra che ancora la comodità di sopraffare il confronto con una voce unica e autonoma trovi in certe lontane idee di oppressione, autorità, dominio e sfruttamento il carburante ideale per provocare. Pare che le voci a senso unico, le prospettive uniche e piatte, vogliano ancora sporcare l'orizzonte variopinto del pensiero, con tinte nere e indelebili, come quelle sui muri dell'Arci.
Autore: Giacomo Pisani
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Sono questi i risultati di un inquadramento giovanile, senza un concorso storico. Essere antifascista dovrebbe essere l'elemento essenziale dell'italiano democratico: chi sta a sinistra, chi sta a destra, chi sta a centro, chi sta da nessuna parte, non dovrebbe avere alcun dubbio sul fatto che il fascismo è stato il male assoluto dell'Italia dello scorso secolo. Una delle ultime affermazioni di G.Fini:"La destra politica italiana deve riconoscersi nei valori costituzionali di libertà e giustizia sociale che sono i valori antifascisti." Questo vale anche per i "comunisti": sono cambiati i tempi e le generazioni, sono cambiati i traguardi e le strade per raggiungere le mete prefisse dall'uomo per la sua continuità di vita sul pianeta. Dovrebbero prestare molta attenzione gli uomini politici chiamati a governare il popolo, nelle loro dichiarazioni populistiche che facilmente trascinano alla contestazioni, giovani intellettualmente acerbi e pronti a commettere atti di inciviltà, a volte per puro protagonismo. Molto facilmente oggi, senza capirne il contenuto, si etichetta una qualsiasi opinione, di destra o di sinistra, comunista o fascistoide. Dobbiamo rifarci alla storia, facendo attenzione anche ai suoi contenuti, perchè chi l'ha scritta è stato il "vincitore" filtrandola dal vaglio del potere, da sole testimonianze, dall'informazione e dal caso. Il futuro ci appartiene: prendiamo il destino nelle nostre mani, cerchiamo di capire quello che è valido per tutti , discutendone democraticamente senza falsi orgogli di colori politici e di parte. Il fine dell'uomo è unico per tutti. I previlegi e la pretesa di essere migliore o superiore all'altro, porta alla ribellione feroce e distruttiva.

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