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Luci spente per un'ora nei negozi contro l'apertura domenicale indiscriminata Questa la forma di protesta adottata stasera dalle associazioni dei commercianti cittadine contro l'amministrazione
09 febbraio 2007

MOLFETTA - Alle 19 in punto le insegne e le luci delle vetrine dei negozi sono state spente. È la forma di protesta scelta dai commercianti molfettesi contro l'amministrazione Azzollini, chiedono di poter essere ascoltati, che sia presa in considerazione la loro proposta in merito alla questione delle aperture domenicali, che le decisioni vengano concertate e non imposte, così come fino ad ora è stato fatto. Riuniti nel salotto cittadino di Corso Umberto, all'altezza della Galleria Patrioti Molfettesi, il luogo classico per i volantinaggi, le manifestazioni, le proteste, alcuni commercianti ed i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno cercato di far capire le loro ragioni, alla stampa così come ai passanti, sorpresi dall'aspetto funereo, più in sintonia con la quaresima che con il periodo carnascialesco, assunto all'improvviso dalla via principale della città. I negozi sono rimasti al buio per un'ora: “Sono soddisfatta di com'è andata questa nostra iniziativa di protesta - ha dichiarato a Quindici on line Raffaella Altamura, responsabile della Confesercenti di Molfetta -. La categoria è compatta nelle sue rivendicazioni. Quel che è accaduto stasera è un segnale che il sindaco deve cogliere, il malcontento ha raggiunto livelli di guardia”. A quanto dichiarato dai commercianti, l'amministrazione fino ad ora non è parsa disponibile ad ascoltare le loro ragioni, tese a trovare un punto di equilibrio che parta sempre “dal riconoscimento che l'elemento di base della trattativa, la normalità, è che la domenica si sta chiusi ed è piuttosto l'apertura l'eccezione”. “Il sindaco nell'ultima incontro fatto - ha proseguito Raffaella Altamura – ha definito schematica la nostra mentalità, lui, per cultura politica, è schierato con la deregulation, che favorisce i consumi”. La questione, come a Molfetta sanno anche i bambini che vanno a comprarsi le figurine, è quella dell'outlet, è il centro commerciale ad avere tutto l'interesse di star aperto anche nei festivi, perché lo possa fare, l'amministrazione deve decretarlo per tutti, anche grazie al fatto di aver fatto dichiarare Molfetta “città d'arte”. È su questa scelta che ha richiamato l'attenzione Michele Palombella, titolare di un negozio di ferramenta: “Ci sono dei requisiti in base ai quali Molfetta ha avuto tale riconoscimento, chiediamo che si accerti che essi siano ancora validi; per es. dove sono i tre musei cittadini e sono aperti di domenica? Perché si fa riferimento al Pulo che è inagibile e, fra le altre cose, dove sono le attività culturali, visto che per il 2007 non sono stati stanziati fondi per esse?”. Corrado Minervini, presidente cittadino della Assoimprese e segretario di Molfetta shopping, ha affermato: “Ci auguriamo che il sindaco ci convochi e che scelga di confrontarsi con la realtà locale, anche tenendo conto che tutte le associazioni sono d'accordo sulla necessità di concertare il numero delle giornate festive di apertura”. “Combatteremo fino alla fine – concordano tutti – a prescindere dal colore dell'amministrazione: Non è un discorso politico, ma di sopravvivenza della categoria, devono essere difesi gli interessi nostri, e quindi dei cittadini che serviamo, tanto quanto si ha cuore quelli del Fashion District”.
Autore: Lella Salvemini
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