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Le figure del dissimile di Paolo Lunanova a 54 arte contemporanea Fil rouge è la storia artistica del Novecento; ogni tela è intitolata a un artista
15 luglio 2023

È stata inaugurata la nuova mostra di Paolo Lunanova, Figure del dissimile Luglio 2023, visitabile dal martedì al sabato presso la Galleria “54 arte contemporanea”, in via Baccarini a Molfetta. È un allestimento che, nel dialogo tra pittura a olio e scultura, torna a conferma della raffinata cifra di un artista che non utilizza il colore per rappresentare le cose, ma ne fa elemento, forma, soggetto allo scopo di “rendere visibile l’invisibile”. Fil rouge è la storia artistica del Novecento; ogni tela è intitolata a un artista e cerca di coglierne in qualche modo l’ “aura”, puntando all’essenza delle cose. L’omaggio a Mondrian, ricrea l’atmosfera di Broadway e l’omaggio al boogie woogie, in un gioco che, se rivela il sognante rutilare della vita notturna, si distingue per luminosità e per la forza serenatrice di un sogno d’arte e bellezza. Lunanova gioca ancora con i tableaux di Mondrian presso il Guggenheim, ideando e realizzando forme cromatiche che ne rievocano l’allure. Di Fontana è richiamata l’innovazione del concetto spaziale, in cui i tagli in violetto esprimono la volontà di andare oltre la superficie stesstesso. Stavolta non si consuma il tradimento della ragione veicolato dalle immagini; è l’image stessa a essere soppressa. Resta invece lo sfondo monocromo, in cui forme geometriche e segmenti sembrano suggerire un percorso beffardo nel quale possibile è perdersi. L’omaggio a Guernica ci conduce nel cuore di una delle più terribili tragedie della storia. Lunanova si spinge oltre l’uso dei toni grigi, neri e bianchi di Picasso, perché, avendo del tutto eliminato le figure umane e animali e avendo affidato al colore l’essenza del racconto, vuole restituirne le molteplici e complesse sfumature. C’è dunque il giallo, che richiama la luce della lampada, simbolo di speranza. Se v’è il rosso del cruore dei cadaveri, v’è anche il verde che richiama forse la fioritura in prossimità della spada spezzata. Il bianco ci sembra invece alludere alla figure umane urlanti, ma la decrittazione del movimento rievocato dal pittore potrebbe a nostro avviso variare a seconda della sensibilità e della lettura che l’osservatore ne compie. Notevole anche la suggestione delle sculture, omaggio alla nostra città, alle teorie di bitte, barche ed elementi marinareschi che connotano il paesaggio del borgo e ne determinano la fascinazione. Esse giungono a suggello di un percorso, quello di queste Figure del dissimile, in cui forza dell’idea guida e festa dello sguardo muovono all’unisono. © Riproduzione riservata

Autore: Gianni Antonio Palumbo
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