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La “Margherita” di Molfetta a difesa della sanità pubblica
01 novembre 2003

MOLFETTA - 1.11.2003 Molto pubblico alla manifestazione organizzata dalla “Margherita” di Molfetta sul problema della sanità in Puglia e per chiedere l'immediata utilizzazione dell'ex Preventorio. Comuni cittadini che hanno punteggiato con i loro interventi sentiti le relazioni politiche, denunciando casi d'inefficienza, d'abbandono, di disinteresse nei confronti del malato, ma anche medici dell'ospedale di Molfetta, a segnalare la medesima situazione, anche se vista da un'altra prospettiva, quella di chi vede sminuita la propria professionalità e si trova spesso solo e con mezzi insufficienti a fronteggiare gravi emergenze. Ad un anno dalla sua approvazione, definita “frettolosa” sia da Maria Sasso, consigliere comunale della “Margherita”, che dal sen. Antonio Gaglione, cardiologo, rappresentante di questo stesso partito nella commissione Igiene e Sanità del senato, il piano di riordino ospedaliero fortemente voluto dal presidente della Regione Fitto, mostra appieno quell'assurdità che le opposizioni, non solo quella molfettese, hanno denunciato dal momento in cui fu reso noto. Un piano sbagliato fin dall'impostazione, modellato su un unico criterio, quello economicistico. Solo un obiettivo: risparmiare Al punto da prevedere un premio ai direttori generali che raggiungano un certo livello di riduzione della spesa. I soli dati presi in considerazione per decidere chiusura di reparti, ridimensionamento di alcuni ospedali e potenziamento di altri, quelli sull'utilizzo dei posti letto, mai censiti i bisogni del territorio, trascurate le caratteristiche dei singoli ospedali, favoriti gli uni o gli altri soprattutto in base alla forza di contrattazione dei loro padrini politici. Con il risultato di avere strutture, ma nel piano di riordino piuttosto che di ospedali si parla di stabilimenti, quasi che trattassero pezzi di motore e non esseri umani, che funzionano male, con medici demotivati e pazienti che, se possono, si affidano alla sanità privata e, se non possono, al loro santo protettore. Maria Sasso ha affondato il suo attacco in particolare sul Preventorio. Venendo a Molfetta lo scorso agosto Fitto aveva promesso che “a giorni” sarebbe stato pronto il progetto per la sua utilizzazione come centro di riabilitazione. Ne sono passati molti di più e la struttura, pronta dal '98 dopo una ristrutturazione costata circa 10 miliardi di lire, 41 000 mq, 300 posti letto, è lì abbandonata e per di più costa alla ASL circa 6000 euro il mese per la guardiania e la manutenzione del verde e degli impianti. Maria Sasso ha denunciato anche la passività del sindaco Tommaso Minervini che, avendo come massima preoccupazione quella di non dispiacere a Fitto, ne ha accettato supinamente le decisioni. E ha concluso affermando che: “Urge la mobilitazione dei cittadini, devono tutelarsi, perché il sindaco pensa solo a tutelare se stesso”. Il sen. Gaglione ha provveduto a chiarire che la situazione di Molfetta, sia pur grave, non è che lo specchio di quella regionale, caratterizzata da una gestione clientelare e che nonostante lo sbandierato tentativo di razionalizzazione, conosce solo sprechi. Lella Salvemini
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