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La carta dei valori del Volontariato
18 giugno 2001

La Fondazione Italiana per il Volontariato ed il Gruppo Abele hanno elaborato una proposta di "Carta dei Valori del Volontariato", che dal mese di Aprile è stata presentata al mondo del volontariato (associazioni e singoli volontari) per essere discussa, criticata, modificata, al fine di giungere, ad una stesura definitiva e condivisa della stessa, che dovrebbe essere presentata in una manifestazione di rilevanza nazionale, che si terrà a Roma presumibilmente nella prima settimana di Dicembre. Perché un Codice etico del volontariato? La proposta della Carta è un invito a riflettere sulla natura costitutiva e sulla specifica identità del volontariato, che in questi ultimi anni ha conosciuto un periodo di crisi a causa di due problemi concomitanti: da una parte la maggiore propensione a collaborare con il pubblico, come conseguenza della L. 266/91; dall'altra la necessità di riconoscersi e di distinguersi nell'eterogeneo, e spesso confuso, mondo del terzo settore. Mentre il Terzo Settore attraversa, soprattutto nelle forme di economia sociale, un periodo di forte crescita, il volontariato è attualmente in una fase di transizione, a causa di alcuni nodi problematici irrisolti. In primo luogo il volontariato ricerca il riconoscimento pubblico al fine di collaborare con le istituzioni locali e di essere attivo protagonista delle politiche sociali, ma questo collegamento con le istituzioni (modello della integrazione) rischia di attenuare la valenza critica e creativa del volontariato, per fare spazio a forme di strumentalizzazione o compromissione con il potere politico. In secondo luogo, l'afflusso ingente di risorse economiche e di progetti finanziabili, insieme alla complessità crescente dei problemi da risolvere, stanno portando alla professionalizzazione degli operatori, che spesso vengono remunerati o "rimborsati" in cambio delle prestazioni offerte: questa prassi da una parte conduce al miglioramento delle professionalità in campo, ma dall'altra allontana l'azione dal principio che più la dovrebbe caratterizzare, la gratuità. Infine, non dobbiamo dimenticare i rischi che, alle volte, i singoli volontari corrono dentro le organizzazioni: potrebbero essere utilizzati in termini sostitutivi, marginalizzati nel processo decisionale, strumentalizzati dal punto di vista dell'immagine esterna che le organizzazioni, grazie al loro utilizzo, acquisiscono. In quest'ottica la Carta dei valori pone la gratuità come elemento caratterizzante l'agire volontario: "essa significa assenza di guadagno economico, ma anche assenza di rendita di posizione, libertà da ogni forma di potere, assenza di vantaggi diretti ed indiretti. E' testimonianza di libertà rispetto alle logiche dell'utilitarismo economico e dell'assolutizzazione del profitto". Fondazione Italiana per il Volontariato - Gruppo Abele
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