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Impianto compostaggio, interviene il consigliere regionale Silvestris
15 giugno 2002

L'impianto di compostaggio di “Torre Pettine” della Ditta Mazzitelli (e sulla cui proprietà esiste un lungo contenzioso con il Comune di Molfetta), torna nell'occhio del ciclone, dopo i due incendi dei rifiuti provenienti dalla Campania (nella foto). A sollevare la questione è il consigliere di Alleanza Nazionale, Sergio Silvestris, presidente della Commissione Sanità della Regione Puglia, che, in un'interrogazione urgente rivolta al presidente della Giunta Regionale Raffaele Fitto, al presidente del Consiglio regionale, Mario De Cristofaro, e al Commissario delegato Emergenza Rifiuti, chiede venga fatta immediata chiarezza sulle modalità di gestione dell'impianto e su quelle di smaltimento dei rifiuti. In particolare, viene messo in luce che all'impianto di Molfetta vengano affidati anche rifiuti provenienti dalla Campania dei quali non si conosce la composizione. Una vicenda che, a detta del Consigliere, necessita rapidi chiarimenti considerato che, laddove la situazione di smaltimento dei rifiuti in Campania venga definita d'emergenza, stessa cosa si possa dire anche per la Puglia. Come se non bastasse, Silvestris, che aveva già sollevato la questione in febbraio, con una richiesta specifica al coordinatore del settore ecologia dell'Assessorato all'Ambiente, Luca Limongelli, mette anche in luce il fatto che “in un impianto destinato alla trasformazione in compost della frazione organica dei rifiuti, già selezionata a monte, provengano rifiuti indifferenziati per quantità enormi, per i quali è oggettivamente difficile immaginare un trattamento diverso dal conferimento in discarica, che dunque nulla ha a che vedere con il trattamento in impianto di compostaggio”. Per questo motivo, Silvestris chiede di sapere sotto quale forma di gestione venga condotto l'impianto di compostaggio di Molfetta e per quale ragione i Comuni del bacino Ba/1 non abbiano a tutt'oggi coordinato un conferimento di tutto il compost prodotto. Silvestris chiede anche di sapere se lo smaltimento in Puglia di rifiuti provenienti da altre regioni risulti autorizzato, se l'impianto molfettese sia in grado di provvedere ad un bacino più grande di quello locale, quale sia la destinazione finale del compost prodotto e quali siano le tipologie di rifiuti che possono essere smaltite dall'impianto, considerando che la struttura dovrebbe essere destinata esclusivamente alla frazione umida dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata.
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