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Il Pd: il sindaco Azzollini ignora il problema sicurezza in città Il segretario del Pd, Abbattista interviene dopo gli ultimi episodi di criminalità
03 giugno 2009

MOLFETTA - «Una bomba carta, esattamente la terza in pochi mesi, ha mandato definitivamente in frantumi le certezze che Molfetta sia una città tranquilla e soprattutto i proclami del Sindaco Azzollini che in campagna elettorale aveva promesso più sicurezza con i nuovi impianti di video sorveglianza e con l'aumento della vigilanza… A un anno dalla sua elezione non c'è nulla di tutto questo». Esordisce così il segretario del Partito Democratico di Molfetta, Giovanni Abbattista (foto), che raccoglie anche l'allarme lanciato da “Quindici” sulla sicurezza e commenta gli ultimi episodi di criminalità: evidentemente – aggiunge - ha ritenuto maggiormente prioritaria l'istallazione dei cassonetti interrati. Sul fronte della sicurezza c'è da segnalare invece una escalation degli episodi, finora derubricati da questa maggioranza cieca al governo della città, a “isolati casi di microcriminalità”. Prima le rapine, poi le auto date alle fiamme, i proiettili contro l'associazione antiracket, gli incendi delle bancarelle della frutta, infine le bombe carta davanti a negozi e case. È il quadro di una situazione preoccupante per chi vive la città e che può ignorare forse solo chi passa la maggior parte della sua settimana a Roma. Il silenzio su questi episodi di criminalità diffusa da parte del Sindaco Azzollini e del suo seguito è grave. Le promesse di una città sicura sono lontani proclami di fine anno dimenticati e mai attuati. Molfetta ha già conosciuto tempi bui della criminalità dai quali è faticosamente uscita. Oggi non solo da quegli stessi quartieri giungono segnali allarmanti ma sono sempre più i pezzi di città sottratti all'ordine e al controllo della forza pubblica. Chi governa ha il dovere di assicurare l'ordine pubblico, invece a partire dagli ambulanti in troppi si prendono gioco delle regole stabilite. Così come da parte delle stesse istituzioni cittadine c'è stato il tentativo di riscrivere le regole in corsa, in sfregio allo statuto comunale o al piano regolatore del porto. Nella nostra città c'è un abusivismo diffuso, un vuoto di potere, una colpevole dimenticanza della cultura della legalità nel quale la criminalità trova terreno fertile per organizzarsi, colpire e restare impunita. Occorre che si smetta di favorire la cultura dell'impunità di fronte anche alle regole basilari della convivenza civile. Non lasciamo sole le forze dell'ordine cui spetta la giusta repressione di questi fenomeni. Il sindaco chieda la convocazione di una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza e poi venga a riferirne gli esiti in consiglio comunale. La sicurezza dei cittadini è un tema che ci sta a cuore. Anche noi siamo disposti a fare la nostra parte – conclude il segretario del Pd, Abbattista, per tornare a sviluppare nella comunità molfettese i giusti anticorpi che, a cominciare dalla centralità dei luoghi decisionali, arrivino fino alle periferie geografiche e delle coscienze».
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