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Il giudice Livia Pomodoro inaugura a Molfetta la Cittadella degli artisti
23 luglio 2015

MOLFETTA - Dai rifiuti al teatro: ne ha fatta di strada l'ex capannone dell'Asm sulla statale per Bisceglie. Dopo quasi 10 anni dalla sua prima progettazione, legata a un finanziamento di "Bollenti spiriti" è stata inaugurata la Cittadella degli artisti, il cui iter ha avuto un percorso travagliato. 

A tagliare il nastro un ospite d'eccezione, la dott.ssa Livia Pomodoro (foto) di origini molfettesi, già presidente del Tribunale di Milano e oggi signora del teatro in quella che fu la creatura della sua sorella gemella Teresa alla quale è stato dedicato il teatro della Cittadella.
Visibilmente soddisfatta il sindaco Paola Natalicchio: "abbiamo raccolto tante eredità incompiute e le stiamo portando a termine. Questa della Cittadella degli artisti è un’opera iniziata col contributo di “Bollenti spiriti”, sospesa per una serie di difficoltà e problemi che abbiamo risolto e oggi possiamo inaugurare con orgoglio. 
L’opera rientra anche nel nostro progetto di spendere e bene per le politiche giovanili e il Centro per minori con ritardi “La Bussola” annesso alla cittadella è uno di questi. Vogliamo che la Cittadella diventi un posto di scambio di esperienze e di cultura e poi finalmente abbiamo un teatro, anche se piccolo, ma è pur sempre un punto di partenza. Averlo intitolato a Teresa Pomodoro, sorella gemella di Livia, di origini molfettesi e grande animatrice a Milano di stagioni teatrali di successo, è per noi motivo di orgoglio.
Infine il sindaco ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare anche all’ing. Orazio Lisena che ha portato a termine il progetto.
Dopo il rituale taglio del nastro e la benedizione impartita da mons. Mimmo Amato, vicario vescovile che regge le sorti della diocesi in attesa del nuovo vescovo, è stata la volta dell'attore Michele Placido che ha deliziato l'udito rio con la lettura di alcune liriche.
Quindi la conduzione della serata è stata affidata a Ugo Sbisà, critico musicale della "Gazzetta del Mezzogiorno", che ha ripercorso le tappe della costruzione della struttura e dei vari protagonisti che si sono avvicendati per la sua realizzazione.
Poi si è soffermato sull'intero l'azione del teatro a Teresa Pomodoro: Teresa e Livia Pomodoro hanno tenuto alto il nome della città - ha detto Sbisà - la prima per la carriera teatrale e la seconda per i prestigiosi incarichi ministeriali e giuridici all’interno del Tribunale di Milano. Oggi il magistrato Pomodoro si dedica interamente al teatro, a un lavoro fatto di emozioni, per proseguire quello iniziato dalla sua sorella gemella, mettendo anche in questa nuova esperienza tutto l’impegno profuso nella sua vita professionale.
Quindi la dott.ssa Pomodoro, ha parlato della sua nuova attività: "Amo essere dietro le quinte e anche prima di lasciare per limiti di età il mio lavoro di magistrato ho sempre avuto grande attenzione per l’arte, la bellezza. Il teatro è di tutti, perché la cultura è patrimonio di tutti, anche di chi non se lo può permettere. Per questo chi entra nello Spazio No’hma, un’ex palazzina dell’acqua potabile (come questo ex capannone dell’Asm di Molfetta) trasformata 10 anni fa da sua sorella in teatro a Milano, non paga il biglietto. Come ha ricordato altre volte il giudice Pomodoro è un teatro molto speciale “nudo, senza veli né ipocrisie che cerca di dar voce agli ultimi, che voce non ne hanno, un teatro di senso e di pensiero, con l’ideale dell’inclusione”.
Ecco il legame ideale con il sindaco Natalicchio e la giunta di centrosinistra di Molfetta. La dott.ssa Pomodoro gestisce questo Spazio dal 2008, data della morte della sorella. 
“Noi vogliamo far capire a tutti che quel teatro è la loro casa, loro sono i protagonisti, noi teatranti siamo al servizio del pubblico per crescere tutti insieme, non alcuni sì e altri no. Il teatro è espressione della libertà di pensiero, ed esprime ciò che di più importante e significativo esiste nella realtà e dona serenità a tutti. Mi auguro che questo posto, che ringrazio per aver dedicato a mia sorella Teresa abbia questo obiettivo di coinvolgimento di tutti. Non importa che sia grande o piccolo, lo spazio dell’anima è sempre immenso, le condizioni dell’anima entrano ed escono dagli spazi.
La cultura è sacrifico e anche se maltrattata, alla fine vince e riesce sempre a germogliare, come sanno bene gli artisti che uniscono la speranza e la bellezza dell’umanità. Ed è proprio all’armonia e alla bellezza – ha concluso Livia Pomodoro – che sarà ispirata la prossima stagione del suo teatro milanese. Infine il magistrato si è dichiarata felice di essere tornata a Molfetta e si augura di farlo ancora, in occasione di qualche spettacolo nel nuovo teatro Teresa Pomodoro.
Ad occuparsi della Cittadella per i prossimi cinque anni sarà un' associazione temporanea di imprese, con a capo la Cooperativa Fantarca aggiudicataria della gara: Presidente Pietro Montefusco (Fantarca), vice presidenti Dino Signorile (cooperativa Tiberio Fiorilli), Grazia Vulpis (Gea), il compito di occuparsi dei rapporti istituzionali e della programmazione culturale è stato affidato a Pietro Centrone (Fondazione Valente). Sono previste convenzioni con il conservatorio di Lecce, Ico della Magna Grecia di Taranto, Jazz Studio Orchestra di Paolo Lepore.

La Cittadella ha due piani, nel primo sono collocati il foyer e il cine-teatro da 220 posti. Al piano superiore è stata realizzata una libreria con sala lettura e bar, uno spazio espositivo che oggi ospita una mostra di Zaza, e una terrazza. un ampio spazio espositivo coperto e una terrazza. Il centro sociale per minori gestito dalla Gea, con spazi per laboratori, sala prove e altri spazi, è stato sistemato a piano terra.

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