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Gli artypo di Mimmo Rotella in mostra a Molfetta
16 luglio 2009

MOLFETTA - Gli artypo di Mimmo Rotella in esposizione a Molfetta. Venerdì 17 luglio alle ore 19.30 sarà inaugurata, nel suggestivo scenario dell'Ospedaletto dei Crociati, la mostra “Mimmo Rotella – Artypo 1966-1975”. L'evento espositivo, organizzato dall'associazione culturale il Cavalletto del maestro Franco Valente, e sotto la direzione artistica di Gaetano Centrone, si avvale della collaborazione tecnica di Opera Arte e Arti di Matera, e del patrocinio della Fondazione Rotella, nonché del Comune di Molfetta e della Provincia di Bari. Alla serata inaugurale interverranno il direttore della Fondazione Rotella, Piero Mascitti; il sindaco di Molfetta, Antonio Azzollini, e il direttore di Opera, Enrico Filippucci. Sarà possibile visitare la mostra fino al 31 agosto, dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 21, con ingresso libero (infotel 3405190119 – 3478680032). Questo evento si propone come primo di una serie che avrà come protagonisti artisti consacrati cosi come artisti emergenti del panorama nazionale e internazionale. Gli artypo rappresentano la scoperta di una ricerca particolarmente attuale attorno e sull'immagine, realizzata in un momento di grande felicità nel percorso artistico di Mimmo Rotella (Catanzaro, 1918 – Milano, 2006). L'artista, considerato uno dei protagonisti della seconda metà del XX secolo e scomparso nel 2006, è internazionalmente noto per i suoi décollage. Questa mostra sarà invece l'occasione per vedere riuniti, in uno stesso percorso, esempi eccezionali di una tipologia che si rivelerà ai visitatori come particolarmente attuale, contemporanea e meno nota, quasi inedita al grande pubblico. Per realizzare gli artypo, l'artista seleziona in tipografia una serie di fogli di prove di stampa (usati per gli avviamenti di macchina, su cui lo stampatore in genere controlla immagini e colori), sui quali sono stampate una sull'altra casualmente diverse immagini, per poi trasporli su tela, plastica o lamiera. Rotella, in parallelo alle ricerche della Pop Art americana, dà così vita alla sua immagine del mito di un'Italia internazionale, giocosa e colorata, che il miracolo economico apre agli orizzonti globali della comunicazione. Esposti per la prima volta nell'estate del 1966 al teatro La Fenice di Venezia, gli artypo vengono indicati dall'artista nella sua autobiografia come “quadri fatti con prove di stampa, affiche che mi sono procurate a Milano e Roma. Vengono fuori immagini, forti, suggestive”. È straordinario come alcuni logotipi, immagini ingigantite, close up di oggetti e di scritte, appaiano oggi di una eccezionale freschezza e contemporaneità, quasi fossero anticipazioni delle ricerche grafiche attuali.
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