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Folena: unità a sinistra contro il trasformismo e per il cambiamento della città
22 novembre 2005

MOLFETTA 22.11.2005 Si è definito un “viandante della politica”, una sorta di sintesi vivente delle diverse anime della sinistra, anzi di quelle che lui ha chiamato al plurale “le sinistre”, l'On. Pietro Folena, parlamentare di Rifondazione Comunista, ieri, nel suo intervento a Molfetta a sostegno di Mino Salvemini, candidato alle primarie del 4 dicembre, appoggiato da Rifondazione Comunista, Democratici di Sinistra, Socialisti democratici e Comunisti italiani. “È un segnale positivo - ha affermato Folena che le forze della sinistra si siano unite attorno al nome di Mino Salvemini, non semplicemente il candidato di quattro partiti, perché su di lui si coagulano le espressioni della sinistra sociale, culturale, del volontariato, del pacifismo. È la ricchezza del riconoscimento di questi pluralismi e di queste differenze in un unico progetto di riscatto”. Anche per sfatare il mito che si vinca esclusivamente con candidati moderati e centristi, piuttosto si vince se “si possiede una fisionomia chiara, se si esprime la forza autonoma di un progetto”, aggiungendo, però, “guai a pensare che la sinistra da sola possa prevalere, che possa da sola rispondere ai problemi di Molfetta, ma è il fattore decisivo del cambiamento”. Un cambiamento di cui Molfetta ha estrema necessità, secondo Mino Salvemini (nella foto) , dopo un sindaco che si dice manager, maè ormai autoreferenziale, chiuso nelle sue stanze, mente fuori imperversa “il brulichio di piccoli pescecani, che operano secondo la negazione assoluta del principio di uguaglianza dei cittadini, divisi ormai in clienti e non clienti”. Cambiamento e processo di riscatto ed uguaglianza, costituiscono l'identità del progetto di unità delle sinistre. Quindi, sono state le parole più forti pronunciate da Folena: “No al riproporsi di forme di centrismo trasformista, di vecchi papocchi. È un pericolo che c'è. Ci sono settori dell'attuale sistema di potere, che ne hanno costituito l'ossatura, che pensano di riciclarsi, di dar vita ad operazioni trasformistiche. L'unica garanzia perché ciò non accada è che vinca un candidato che non si presterebbe mai ad operazioni di questo tipo, non solo per caratteristiche personali, ma per la sua identità politica, perché da uomo di sinistra rappresenta il punto di vista dei lavoratori, degli emarginati, dei ricattati, dei precari, cui deve offrire una concreta chance di riscatto sociale, di lotta, di riconquista della dignità”.(nella foto, da sinistra Civer, Folena, Salvemini). In tutti gli interventi, a partire da quello introduttivo di Franco Cives, segretario cittadino dei Comunisti italiani, è stato anche ribadito che il ricorso alle primarie rappresenta un passaggio vitale, non solo per far ridiventare protagonisti della politica i fatti della vita reale ed i cittadini, ma anche per rendere maggiormente coesa la coalizione, in modo che vada al di là di un mero accordo fra partiti. Mino Salvemini ha così concluso il suo intervento: “Vogliamo una città che abbia qualità civili e politiche e, perché no, che riscopra il valore della bellezza, dove non ci siano sudditi, ma cittadini”. Lella Salvemini
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