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Finalmente la verità sui lavori al porto di Molfetta. Il sindaco Natalicchio: operazione trasparenza. Le responsabilità dell'attuale paralisi è tutta della passata amministrazione, noi stiamo cercando di sbloccare una situazione ingarbugliata con risvolti penali. Smascherate falsità e chiacchiere di sedicenti comitati Online per la prima volta tutti gli elaborati progettuali, i dati sui monitoraggi ambientali e sullo sminamento. Attesa per l'avvio dei lavori di messa in sicurezza del parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici disposto dall'autorità giudiziaria nel dissequestro e di quello dell'Autorità nazionale anti corruzione richiesto dal Comune. Il sindaco: “Nessuno vuole vedere il cantiere fermo. Ma dobbiamo agire in piena legittimità e legalità. E avviamo un dibattito vero sul futuro dell'intera area portuale e sincronizziamolo sui reali interessi economici della città”
05 novembre 2015

MOLFETTA – Finalmente la verità sul porto di Molfetta, sui motivi dei ritardi della messa in sicurezza. Dopo che nei giorni scorsi la città era stata tappezzata dai soliti manifesti di propaganda dei fan dell’ex sindaco sen. Antonio Azzollini sulla paralisi del porto, sulle bugie relative al blocco del cantiere, alla disperazione di centinaia di famiglie di operai (sono solo 9) e al crollo dell’economia locale per il mancato avvio del nuovo porto, l’amministrazione comunale di centrosinistra del sindaco Paola Natalicchio ha voluto fare chiarezza, smascherando i bugiardi e cancellando in un sol colpo tutte le chiacchiere di servi sfaccendati e disturbati, di imprenditori interessati, di imprenditori forestieri poco informati e di politici cancellati e in cerca di riabilitazione.

Questo è avvenuto innanzitutto con una straordinaria operazione di trasparenza, della quale va dato atto all’amministrazione, e che rappresenta il vero segno del cambiamento rispetto al passato, quando nessuno sapeva alcunché del porto, nessuno poteva partecipare alle decisioni e alle scelte fatte con i soldi dei cittadini per proprie ambizioni e velleità personali, non fondate su dati e studi di fattibilità e di mercato per un’opera che doveva celebrare nei secoli un faraone, oggi sotto inchiesta proprio per quell’opera. Insomma, dai silenzi del passato, quando perfino le sedute del consiglio comunale venivano vietate alle telecamere, si è passati alla casa di vetro, dove nulla viene nascosto ai cittadini.
L’operazione trasparenza è quella della realizzazione di un sito dedicato al porto http://www.nuovoportomolfetta.it/ sul quale sono state inserite, a disposizione di tutti, tutte le carte relative alla situazione, documenti che da soli smentiscono tutte le falsità, raccontate negli ultimi due anni da un’opposizione di centrodestra che sembra voler raccogliere gli ultimi 4 gatti rimasti, per attaccarsi all’unico argomento a loro disposizione in uno sbandamento generale, che vede personaggi e gruppi politici correre a genuflettersi davanti al nuovo presidente della Regione, di centrosinistra, Michele Emiliano. Che si fa pur di rimediare una presidenza, vero consigliere Tammacco?
E così i quattro gatti hanno organizzato un convegno per pochi amici, con il sen. Azzollini in prima fila e la presenza perfino di qualche ex assessore regionale che, in passato, si era schierato contro la gestione del porto condotta dal senatore e oggi, pur di contrastare il sindaco, getta a mare tutto quello che ha detto e scritto negli ultimi anni. Insomma, un convegno per soli intimi, al quale il sindaco e la stampa (tranne quella servile e amica) non sono stati invitati. Obiettivo: attribuire all’amministrazione comunale ritardi nella ripresa dei lavori, che, come ha dimostrato la Natalicchio, non sono imputabili a questa amministrazione, bensì alla precedente, come ben sanno i cittadini, che hanno assistito alle vicende giudiziarie penali dell’appalto del porto, con il coinvolgimento dell’ex sindaco, che, forte della sua immunità parlamentare, continua a sottrarsi al confronto con i magistrati e quindi alla ricerca della verità.

Insomma, se tutto è fermo e se cresce il rischio che i cassoni galleggianti danneggino la navigazione portuale, la responsabilità è esclusivamente di chi ha avviato i lavori, senza tenere conto dei problemi che avrebbe comportato e delle relative conseguenze.

Il sindaco Natalicchio, di essere pronta a dialogare, ma ha confermato di non volere fare le cose contro la legge o addirittura improvvisando, come è avvenuto in passato. Di qui la prudenza e soprattutto l’attesa di decisioni che non spettano all’amministrazione comunale, bensì alla magistratura, al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici e all’Autorità anticorruzione. Il resto è frutto solo di propaganda e falsità raccontate in giro da persone interessate o a scarsa conoscenza degli argomenti. Ora potranno informarsi anche loro, il non meglio identificato Enzo Tatulli, personaggio di destra, qualificatosi come promotore dell’iniziativa, ma che non sa di cosa parla quando confonde il porto turistico con quello commerciale (una buona lettura delle carte non gli farebbe male), l’imprenditore Vito Totorizzo chiaramente interessato ai traffici marittimi per il suo lavoro di spedizioniere e un imprenditore settentrionale un certo Enzo Poli, anch’egli poco informato, ma forse unico giustificato vista la sua provenienza territoriale. La manifestazione chiaramente politica del centrodestra dei giorni scorsi, è stata anch’essa oggetto della conferenza stampa del sindaco, che ha ricordato di essersi insediata quando il pasticcio porto, con annessi e connessi giudiziari, era già avvenuto e che con grande difficoltà lei sta cercando di tirare fuori dalle sacche una nave già mezza affondata dalla precedente gestione. Per fare questo non vuole ripetere gli errori del passato, quando a suo parere si è agito in assenza di regole e senza aspettare le necessarie autorizzazioni. Oggi è tutto sub judice, come ha confermato l’avvocato penalista del Comune Michele Laforgia, che, sollecitato dalle domande del direttore di “Quindici”, Felice de Sanctis, ha chiarito la complessità della situazione (PER CONOSCERE I CONTENUTI VI RIMANDIAMO AL PROSSIMO NUMERO DELLA RIVISTA MENSILE “QUINDICI” IN EDICOLA LA PROSSIMA SETTIMANA).

Intanto parliamo del nuovo portale open data del Nuovo Porto Commerciale di Molfetta che è già on line e che è stato presentato ieri mattina in conferenza stampa. All’indirizzo http://www.nuovoportomolfetta.it/ sono stati raccolti e pubblicati per la prima volta tutti gli elaborati progettuali e tutte le informazioni relative alle successive fasi, dall’avvio dei lavori alle recenti progettazioni dei lavori di messa in sicurezza. Sono pubblici tutti i dati dei monitoraggi ambientali effettuati nel corso dei lavori e il report della bonifica da ordigni bellici effettuata nelle acque portuali. Oltre 500 documenti consultabili e scaricabili.
"Una grande operazione trasparenza, che mette nelle condizioni i cittadini di Molfetta con un semplice click di accedere a tutte le informazioni sui lavori del Porto, sulla bonifica, sullo stato dell’aria, dell’acqua, del posidonieto", ha spiegato il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio nel corso della conferenza stampa affiancata da tutta la giunta, dal Direttore tecnico di ECO Logica che ha realizzato il sito, Massimo Guido, e dall’avv. Michele Laforgia, uno dei legali incaricati dall’amministrazione per il  supporto alle modalità procedurali e i rapporti con le imprese appaltatrici, con l’Autorità di Vigilanza sui LL.PP. e con la Procura della Repubblica di Trani (Nella foto: Guido, Naralicchio, Laforgia).
"Offriamo alla città uno strumento di lavoro – ha continuato il sindaco – consegniamo ai partiti, ai movimenti, ad Agenda 21 che sta lavorando al profilo ambientale della città importanti dati. Questa operazione è propedeutica a una serie di dibattiti che vogliamo  svolgere in città sul futuro della nostra portualità, di cui si è parlato poco finora. In passato hanno deciso da soli che porto costruire e oggi la città vede i progetti che per la prima volta pubblichiamo. Allora disarmiamo il dibattito dai manifesti urlati e dalle manifestazioni di pseudo comitati che mascherano iniziative politiche.
Il dibattito deve riguardare tanto la fine dei lavori del porto commerciale quanto un ripensamento generale delle varie funzioni del nostro porto, legato anche al nuovo PUG e al nuovo Piano Regolatore Portuale che abbiamo in animo di lanciare. Parlare del Porto di Molfetta, infatti, significa per la nostra amministrazione riflettere su tutte le funzioni dell’area. Quali servizi servono attorno al vecchio porto e alla zona cantieri? E quale nuovo Porto commerciale ci serve se vogliamo collegarlo davvero alla nostra zona artigianale e industriale? Da qui anche la necessità di avviare una discussione sul ‘business plan’ del Porto con la città, in collegamento alle riflessioni con l'Autorità Portuale del Levante. Sincronizziamo il dibattito sul porto sui reali interessi economici della città". 
E a proposito dell'Autorità portuale il primo cittadino ha definito fuori dalla storia il dibattito sul punto. "In un sistema portuale che in Italia va verso la contrazione delle autorità portuali, con la riforma del Governo che dovrebbe costituire l'unica Autorità portuale pugliese, mettendo insieme la gestione dei porti di Bari-Brindisi e Taranto, vogliamo ancora stare qui a parlare di una stanza vuota con all'esterno la targhetta Molfetta Porto? Quale sarebbe il timore? Vedere la Regione finire un porto regionale, perché tale è classificato, con i soldi stanziati per il porto di Molfetta? A noi interessa finire il porto, non gestire i soldi del porto”.
Durante la conferenza stampa un ampio passaggio è stato dedicato anche ai lavori di messa in sicurezza: “I lavori premono al sindaco, che non ha piacere nel vedere un cantiere della sua città fermo. A maggio il Comune era pronto ad affidare i lavori in ragione della urgenza alla stessa Cmc. Ed è pronto a farlo ancora oggi. Sono stati predisposti i contratti. Ma l'istanza di dissequestro ha chiesto di inviare il progetto al Consiglio Superiore dei lavori pubblici e ha anche contestato in qualche modo l'ipotesi di affidarli in via diretta. Il Comune, in ragione di questo, volendo proseguire i lavori in piena legalità ha mandato il progetto al Consiglio Superiore dei lavori pubblici, come ha disposto l’autorità giudiziaria, e inviato il tutto all'Autorità nazionale anti corruzione (ANAC) per capire se è possibile affidare i lavori direttamente alla CMC, per rispondere ai requisiti di urgenza derivati dal rischio danneggiamenti. Se l'ANAC ci dice che possiamo procedere, firmiamo il contratto e avviamo i lavori di messa in sicurezza. Se l'ANAC dispone diversamente dovremo attivare le procedure di gara, e i tempi si allungheranno. Ma ci rimetteremo a quanto ci viene detto di poter fare. Il porto deve proseguire, ma solo in piena legalità”.
“Questa è la parte che non è soggetta a dibattito pubblico – ha concluso il sindaco – Possiamo dibattere sul futuro del porto ma non possiamo eseguire i lavori contro la legge. Stiamo gestendo una complessità importantissima e non possiamo fare finta che non ci sia una inchiesta penale in cui la città è parte offesa. Non possiamo lasciarci travolgere dall’ondata emotiva. Dobbiamo operare nell’interesse della città. A luglio del 2013, a un mese dal nostro insediamento, con i lavori ancora in corso la Cmc ha presentato al Comune riserve per 20 milioni di euro su cui è in corso un accertamento tecnico preventivo. La città ha già pagato un prezzo altissimo alla fretta di partire con la costruzione del nuovo porto commerciale per poi fermarsi a causa del mancato completamento dello sminamento: 7,8 milioni di euro. Un rischio che non vogliamo più correre. Oggi stiamo salvaguardando la città, i soldi dei cittadini e procedendo nel solco della legalità e della trasparenza”.

Insomma, ora con l’operazione trasparenza non ci sono più alibi e il sedicente comitato promotore per i lavori del porto non potrà più ingannare i cittadini come ha fatto finora, perché saranno i molfettesi stessi che potranno documentarsi direttamente (e non per conto terzi politicamente interessati) sul portale del porto dove saranno inseriti anche i successivi documenti e le successive informazioni sull’attività dell’amministrazione comunale relativa al nuovo porto commerciale.
Quali saranno i tempi per l’inizio dei lavori? Quali possibilità ci sono di modificare il contratto con la Cmc di Ravenna per rendere più utilizzabile il porto, anche sulla base delle novità legislative, ma anche delle reali esigenze di traffico mercantile? Sono le uniche domande poste alla conferenza stampa, le ha proposte il direttore di “Quindici”.
LE RISPOSTE DEL SINDACO E DELL’AVV. LAFORGIA LE POTRETE LEGGERE SUL PROSSIMO NUMERO DEL MENSILE "QUINDICI", IN EDICOLA LA PROSSIMA SETTIMANA.

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