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Don Ambrogio Grittani tra profezia e storia
15 maggio 2009

Dal 7 all’11 o t t o b r e 2007 si è tenuto a Molfetta presso il Pontificio Seminario Teologico un Convegno intitolato “Don Ambrogio Grittani tra Profezia e Storia. Nel primo centenario della nascita 1907- 2007” sabato, 21 marzo scorso, nell’Aula Magna dello stesso Seminario, è avvenuta la presentazione del volume che raccoglie gli Atti del Convegno, edito da Ed Insieme di Terlizzi. Il libro si avvale di lavori più schiettamente dottrinali di numerosi studiosi, raccoglie le vivide testimonianze di chi conobbe il Sacerdote, ma anche di chi con diuturna abnegazione, ne custodisce e tramanda tuttora il lascito morale e caritativo. Senza voler far torto ad alcuno, ma per meri problemi di spazio, citerò brevemente tre fra i tanti contributi meritevoli di menzione. La Comunicazione del prof. Mons. Michele Luigi de Palma “La chiesa di Molfetta al tempo di Don Grittani”, inserisce la figura di Ambrogio nell’ampio contesto della chiesa e diocesi molfettese, retta dal 1935 al 1978 da Monsignor Achille Salvucci. Il lungo episcopato, attraversato da terribili eventi, condotto con mano ferma ed insieme paterna, ed attenta alle profonde ed ineludibili trasformazioni della società e della chiesa, accompagna la rinascita economica e morale della nostra città, promuove la nascita di multiformi attività parrocchiali, idonee alle nuove esigenze dell’apostolato, e spinge il laicato cattolico ad impegnarsi nell’agone politico. Una vicenda, quest’ultima, dagli esiti alterni, spesso contraddittori, e non ancora sottoposti ad un equanime giudizio storico. Suor Giovanna Pezzulla, Madre Generale delle Oblate di San Benedetto G. Labre, traccia un breve ma intenso schizzo storico. Dallo smarrimento seguito alla morte del fondatore, alla ferma determinazione di continuarne l’opera, dal primo riconoscimento di Monsignor Salvucci del 1943, fino al definitivo Nulla Osta pontificio del 1985, che autorizzava Monsignor Antonio Bello a riconoscere le Oblate come Istituto Religioso di Diritto Diocesano, con relativo Decreto, emanato il 2 febbraio 1986. Intanto i tempi cambiavano, mutava il quadro socio-economico, nascevano nuovi bisogni: con lo stesso spirito di servizio le suore affrontano le nuove sfide. Afferma Madre Giovanna: “Oggi abbiamo gli anziani, che quasi sempre arrivano carichi di solitudine, di delusione, di rivendicazioni, di grandi aspettative, bisognosi di cura fisica e vicinanza umana”. Un’analisi lucida ed un impegno che tutta la città riconosce alle Oblate. Mi preme concludere citando la densa testimonianza del prof. Damiano D’Elia: “Molfetta… una città testimone di santi”. Una piccola storia della chiesa molfettese nel dopoguerra, vista attraverso l’opera di una schiera eletta di sacerdoti e vescovi: ma una storia anche dei laici, del loro impegno politico e sociale, oltre fittizie e comode barriere ideologiche. Generazioni, allora, “attente al bene comune”, e un sacerdozio che accompagnava i credenti nel loro “inaridito cristianesimo”. Parole pesanti, dietro le quali mi par di leggere lo smarrimento e la tristezza per il presente e per il grigiore che incombe.

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