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Disimballiamoci! manifestazione di Legambiente Un mondo diverso è possibile…producendo meno rifiuti!
15 aprile 2002

“Vogliamo quaderni in carta riciclata e buste in Mater-bi”. E' con questa richiesta che due bambine di scuola elementare concludono, giovedì 4 aprile, la manifestazione “Disimballiamoci!” che il circolo Legambiente di Molfetta ha riproposto anche quest'anno. E pare proprio che le due bambine abbiano centrato l'obiettivo della manifestazione e che con la loro semplicità abbiano dato una bella lezione ai grandi, quelli che fanno lunghi e difficili discorsi, ma che poi dimenticano il senso delle parole e delle intenzioni appena dichiarate. “L'italiano medio – sostiene Legambiente – produce una quantità di rifiuti pari a cinque volte il suo peso e in una vita riempie, con i suoi rifiuti, un appartamento di 200 m2”. Sarebbe necessario, dunque, approvare un Piano Regolatore Generale al mese e chiedere poi per giunta ospitalità ad altri comuni. Anche qui a Molfetta, ogni anno, 65.000 abitanti producono ben 23.000 tonnellate di rifiuti che significa una quantità pro capite di circa 355 kg: cinque volte il peso di ciascun individuo (stimato in 70 kg). Spesso i rifiuti sono costituiti da beni che non hanno affatto esaurito il proprio ciclo vitale per cui erano stati progettati e costruiti. Si pensi al vassoio di polistirolo con cui viene imballato l'etto di prosciutto, o alla “buatta” dei pelati: entrambi dopo aver lasciato un'“impronta ecologica” molto forte, un impatto ambientale elevato in fase di produzione, diventano, dopo poco tempo, un rifiuto e il loro smaltimento rappresenta un problema di difficile gestione e soluzione. Ma allora che fare ? Le soluzioni possono essere molteplici: produrre meno rifiuti, produrre beni che al termine del ciclo vitale siano facilmente recuperabili, riciclare il più possibile. Un punto nodale del problema rifiuti su cui Legambiente pone l'accento è quello degli imballaggi. Circa il 40% in peso e il 60% in volume di ciò che contiene il sacchetto della spazzatura di un cittadino è infatti costituito da imballi. Trasportare, proteggere e conservare le merci sono necessità che però, in funzione del sempre più elevato livello di consumi, hanno fatto crescere a dismisura la domanda di imballaggi cui si affida, tra l'altro, una nuova funzione: la comunicazione. Si acquistano prodotti perché meglio imballati, ci si illude che una grande quantità di imballaggi possa essere garanzia non solo di migliore conservazione ma soprattutto di più elevata qualità. Legambiente ha condotto un minitest sugli imballaggi di 10 prodotti di largo consumo: è risultato che il volume reale è spessissimo inferiore a 0,01 m3, un volume davvero ridotto se confrontato con il volume virtuale che può misurare anche il triplo di ciò che di un prodotto si può realmente consumare. Per sottolineare questo paradosso il circolo Legambiente di Molfetta ha esposto, sabato 30 marzo nei pressi del supermercato MD e giovedì 4 aprile nella “Fabbrica San Domenico”, un uovo di pasqua gigante con l'invito a disimballarlo. “L'uovo di pasqua è un po' il simbolo dell'eccesso di imballo – dichiara un responsabile del circolo Legambiente – deve attrarre il consumatore con i colori del suo grande fiocco e deve essere protetto perché fragile. Poca cioccolata e tanto imballo fanno sì che il rapporto tra volume reale e volume virtuale sia bassissimo”. E pensare che il consumatore paga ben due volte il costo dell'imballaggio: sia al momento dell'acquisto del prodotto sia per lo smaltimento. Ecco che allora lo slogan Disimballiamoci! può rappresentare una buona opportunità sia per affrontare correttamente la gestione dei rifiuti sia per economizzare le risorse economiche da spendere per la gestione stessa. Legambiente lancia la sfida e i commercianti ci stanno. Assoimprese e Molfetta Shopping con Legambiente e Asm si sono impegnati infatti a perseguire ogni azione utile a ridurre la quantità di imballi al dettaglio, utilizzare imballi facilmente recuperabili e a riciclare nel modo più capillare possibile gli imballaggi provenienti dalla distribuzione dei prodotti. L'intento, oltre a quello di produrre meno rifiuti, è anche cercare di quantificare lo sforzo per il recupero, e, sotto forma di incentivi, riconoscere alle categorie più impegnate in questa azione i vantaggi ottenuti. Massimiliano Piscitelli
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