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Commercianti ambulanti, minacce al comandante della Polizia urbana di Molfetta Dopo una lettera di cittadini esasperati, inviata a “Quindici”, i vigili avevano comminato una multa da 1.000 euro per occupazione abusiva di suolo pubblico
19 luglio 2010

MOLFETTA - Minacce al comandante della polizia municipale di Molfetta, cap. Giuseppe Gadaleta, da parte di un commerciante ambulante di frutta e verdura.

Tutto ha avuto, probabilmente, origine da una lettera inviata a “Quindici” da un gruppo di cittadini “L’ordinanza di Pulcinella”, che segnalavano il ritorno degli ambulanti sui marciapiedi e sulle strade cittadine, dopo il blitz dei carabinieri.
I vigili urbani avevano comminato a questo commerciante ambulante una sanzione da 1.000 euro per aver occupato abusivamente il suolo pubblico in via cap. De Candia, angolo via Mezzina (anziché angolo via Cozzoli). A questo punto l’ambulante si è recato negli uffici della Polizia municipale e ha minacciato il comandante (che già in passato aveva ricevuto minacce per aver svolto correttamente il proprio lavoro, senza favoritismi).
Questo è, purtroppo, il risultato dell’ordinanza del sindaco Antonio Azzollini che, dopo il blitz “Piazza pulita” fatto dai carabinieri su ordine della Procura di Trani (sono stati anche indagati alcuni ambulanti), ha fatto una nuova ordinanza (di Pulcinella, come dicono i cittadini) che ha permesso loro di ritornare ad occupare il suolo pubblico.
In pratica, il sindaco con questa sua decisione, ha indirettamente legittimato questi abusivi e, pertanto, i commercianti di frutta e verdura si sentono coperti fino al punto da minacciare anche il comandante dei vigili urbani.
E’ questa la legalità a cui fa riferimento il Pdl e il neo segretario promosso Pasquale Mancini? I cittadini hanno un’idea diversa di legalità, ma da chi appartiene al partito delle cricche e della P3, cosa ci si può aspettare?
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Politici e amministratori sempre più egotisti, partoriscono quelli che vengono definiti i "figli della libertà". Viviamo davvero nella società dell'egotismo? Questi esempi delinquenziali e incivili, ne sono un esempio. Passando in rassegna la congerie di slogan oggi in voga, viene la tentazione di rispondere affermativamente: caduta dei valori e della solidarietà, cultura del narcisismo, logiche rivendicative, edonismo, sono tutte espressioni che riecheggiano continuamente nello spazio pubblico. Oltre a confondere il progresso per civiltà, abbiamo anche confuso la modernità con la contemporaneità. Viviamo nel progresso, ma perdiamo in civiltà; siamo contemporanei, ma non moderni. Che cos'è la modernità dunque: un mondo di sicurezze tradizionali tramonta, e al suo posto subentra la cultura democratica di un individualismo universale giuridicamente sancito. Non stiamo vivendo una crisi culturale, nè tantomeno una caduta dei valori, ma siamo minacciati da qualcosa di molto più grave: l'elogio verbale della libertà si trasforma in azioni e in vita quotidiana, e questo mette in discussione i fondamenti della convivenza così come l'abbiamo intesa fino a oggi. La catastrofe sta nel fatto che siamo chiamati a comprendere, riconoscere e sopportare libertà molteplici e assai diverse dalle parole asettiche e dalle promesse contenute nel libro della democrazia. L'espressione "figli della libertà" significa questo: noi viviamo nelle condizioni di una democrazia interiorizzata, rispetto alla quale molti concetti e molte ricette della prima modernità sono ormai inadeguate.






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