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Chiosco della frutta incendiato a Molfetta, il sindaco Natalicchio: episodio grave, chiediamo di rafforzare il presidio del territorio Chi pagherà i danni: i cittadini o il gestore? Individuato l'autore della distruzione di piazza Minuto Pesce
20 dicembre 2015

MOLFETTA – Si sono appresi a Molfetta nuovi particolari sulla bomba che ha provocato l’incendio del chiosco di frutta e verdura di via Terlizzi. A gestire il chiosco è la compagna di un pluripregiudicato molfettese cinquantenne, arrestato qualche giorno fa in una vasta operazione della polizia a Bari e in altre province che relativa a un’inchiesta che vede coinvolte alcune persone a vario titolo responsabili di droga, estorsione, prostituzione e truffa.

Il chiosco è uno di quelli del cosiddetto “mercato diffuso” creato artificiosamente dall’ex sindaco di Molfetta sen. Antonio Azzollini e concesso ai fruttivendoli, per evitare, a suo parere, l’abusivismo commerciale. La struttura è di proprietà comunale, realizzata con i soldi pubblici e data in concessione. Cosa succederà ora? Chi dovrà pagare le spese? Si dovranno fare carico ancora una volta i cittadini della ricostruzione del chiosco oppure il danno ricadrà sul gestore? Sarà questa l’occasione per smantellare il chiosco?
Sono tutti interrogativi ai quali dovrà rispondere l’amministrazione comunale. Comunque l’episodio rimane inquietante. Dopo la distruzione dei banchi del mercato ittico di Piazza Minuto Pesce, il cui autore è stato già individuato dai carabinieri e si attende una decisione della magistratura in merito, questo è il secondo episodio di criminalità riveniente da un clima di illegalità diffusa degli ultimi 10 anni, che non si sta cercando con grande fatica di rimuovere.

A tal proposito, è intervenuto il sindaco Paola Natalicchio con una nota in cui chiede di rafforzare il presidio del territorio: «Esprimo preoccupazione per quanto accaduto stanotte nel quartiere 167 all'altezza dell'incrocio tra via Terlizzi e via Craxi, dove è stato appiccato un incendio di natura probabilmente dolosa al chiosco del mercato diffuso. Si tratta di una proprietà comunale, chiediamo a cittadini e curiosi di tenersi lontano dall'area che stiamo mettendo in sicurezza, anche per non creare problemi alle indagini corso coordinate dal Comando dei Carabinieri.

E' il secondo attentato che danneggia una struttura di proprietà comunale in pochi mesi. Già nelle prossime ore i tecnici faranno una stima dei danni subiti al patrimonio.

Quello che più ci allarma è la gravità di questo episodio e il senso di insicurezza che ne deriva. Interesseremo immediatamente il Prefetto, la Questura e il Comando provinciale per capire meglio cosa sta succedendo, chiedere di rafforzare il presidio del territorio e andare fino in fondo nelle indagini».

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