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Calcio, Molfetta Sportiva. Mister De Candia parla a 360 gradi e smentisce le voci sull’interessamento del Nardò
22 luglio 2017

MOLFETTA - La stagione appena conclusasi, è stata per mister Pasquale De Candia (foto) una delle stagioni più importanti della sua carriera. Infatti, dopo ben 15 anni di collaborazione con mister Nicola Ragno, ha deciso di cedere alle lusinghe dell’US Bitonto 1921  e di mettersi in gioco in un campionato difficile e competitivo come l’Eccellenza pugliese. De Candia, molfettese doc, ha sfiorato con la sua squadra i play-off promozione per l’accesso in Serie D, dopo aver disputato un grande campionato e giocato un ottimo calcio. Per lunghi tratti della stagione, lui e il suo Bitonto, sono state le vere e proprie sorprese della Premier League pugliese. La professionalità, la competenza pagano, e mister De Candia, dopo aver chiuso il rapporto con il Bitonto, è stato già cercato da alcune squadre di Eccellenza e negli ultimi giorni è stato accostato alla panchina del Nardò. De Candia, sempre restio a parlare con i giornalisti, ha invece gentilmente concesso quest’intervista, dove il giovane e promettente allenatore molfettese, dice la sua su molti argomenti, tra i quali, le insistenti voci di mercato che lo riguardano.

Mister De Candia, qual è l’allenatore a cui si ispira o in cui si rivede?

«L’allenatore che mi è sempre piaciuto è stato Gian Piero Gasperini, fin da quando allenava il Crotone. Ammiro anche Ivan Juric che poi è un allievo sempre di Gasperini e poi Gaetano Auteri. In questo momento, Maurizio Sarri però, è un allenatore a cui tutti noi tecnici dovremmo ispirarci, semplicemente perché è uno che viene dalla gavetta e non è arrivato in Serie A, grazie a scorciatoie».

 

Da molfettese, cosa pensa delle due realtà calcistiche cittadine, che hanno fatto entrambe il salto di categoria?

«Sono contentissimo sia della Molfetta Calcio in Eccellenza, che del ritorno del Molfetta in Serie D. A tale proposito, non nutro alcun dubbio che l’Eccellenza, sarà fatta nel miglior modo possibile, anche se non conosco le reali possibilità della società. Per quanto riguarda invece, lo Sporting Fulgor Molfetta, mi auguro che la quarta serie, venga fatta in maniera seria e organizzata, perché già in Eccellenza, non si può improvvisare e ne hanno avuto ampia dimostrazione la passata stagione con la retrocessione, figuriamoci in quarta serie. In Serie D, patron Lanza, dovrà avvalersi di professionalità e competenza ma credo, lo stia già facendo».

Qual è la sua opinione sul livello medio del calcio giocato in categorie come l’Eccellenza e la Serie D?

«Il livello qualitativo generale è buono, in Eccellenza pugliese è sempre stato alto, non a caso le pugliesi, accedono quasi sempre a play-off nazionali, per giocarsi la Serie D. Anche quest’anno, ci sono squadre attrezzatissime per il salto di categoria. La quarta serie invece, è un campionato professionistico a tutti gli effetti, ci sono giocatori e soprattutto realtà da Serie C:  Potenza, Taranto, Cerignola, Nardò, Manfredonia, solo per menzionare alcune appulo lucane, limitatamente al girone H, che è quello che posso seguire  più da vicino».

 

E’ stato cercato da alcuni club di Eccellenza e negli ultimi giorni, sui giornali, viene accostato al Nardò, club militante in Serie D. Cosa c’è di vero?

«Effettivamente, c’è stato l’interessamento della Vigor Trani e della Molfetta Calcio, che poi non si sono concretizzati per svariati motivi, addebitabili in parte anche al sottoscritto. Per quanto riguarda il Nardò, al momento non c’è nulla di concreto, ma solo voci, magari dovute al fatto che ho mantenuto un buon rapporto con il presidente Maurizio Fanuli, il vice Maurizio Fiorentino, il dirigente Salvatore Renis e il Ds Andrea Corallo, ma in genere con tutto l’ambiente granata».

Chiudiamo con una domanda doverosa: qual è la sua ambizione per la prossima stagione?

«La mia ambizione, è quella di lavorare in una squadra e in un club, organizzato come quello dove sono stato l’ultima volta. Con l’US Bitonto, mi sono trovato benissimo, ho avuto la possibilità di lavorare al meglio ed è inutile nascondere, che la sconfitta ai play-off patita in quel modo, è ancora cocente. Mi sarebbe piaciuto dare a tutto l’ambiente bitontino, la possibilità di accedere ai play-off nazionali per giocarsi la D. Ora però, bisogna necessariamente guardare avanti e magari avere l’opportunità di lavorare in un club, che mi dia la possibilità di divertirmi, di continuare a studiare calcio perché da sempre prediligo l’aspetto tattico ed infine, avere un rapporto schietto e diretto con i giocatori, che per me è un aspetto fondamentale».

© Riproduzione riservata

Autore: Massimiliano Napoli
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