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Arriva una pioggia di soldi sul porto INCHIESTA – Per i lavori infrastrutturali disponibili 54 milioni di euro
15 novembre 2002

A cento giorni dalla pubblicazione sulla G. U. (08.08.02) della legge 174 del 30.07.02 che concede al Comune un finanziamento di 2,5 milioni di euro l'anno per 20 anni, pari a 50 milioni di euro per lavori infrastrutturali nel porto, l'incertezza sulla disponibilità reale di tali risorse è stata spazzata via dall'iscrizione nel bilancio statale dei fondi per il porto da parte della Ragioneria dello Stato. In sostanza: i soldi ora ci sono. Le leggi “bancomat” La legge 174 autorizza il Comune a contrarre mutui ventennali per lavori di completamento, banchinamento, dragaggio e raccordo stradale della diga frangiflutti. In pratica questa legge per il Comune diventa una sorta di bancomat: ogni hanno preleva dallo Stato 2,5 milioni di euro per pagare le quote dei mutui. A conti fatti i 50 milioni di euro di mutui corrispondo a circa 33 milioni in conto capitale (il costo delle opere) e il resto la quota degli interessi. A questi soldi bisogna aggiungere i circa 4,65 milioni di euro (1,550 milioni per ogni anno per il 2001-02-03) per il completamento della diga foranea, previsti da un'altra legge “bancomat”, la 428 del dicembre 2001, che dovrebbero essere già nella disponibilità della Regione, quindi immediatamente spendibili. In totale 54,65 milioni di euro. Il porto che verrà Questa pioggia dorata di euromilioni finanzieranno gli interventi previsti nel Progetto Generale del Porto redatto dalla Regione nel lontano '87 e inserito nel Piano Regolatore Generale del Comune. I più importanti interventi riguardano: spostamento verso il mare di 50 mt. dei cantieri navali (in questa zona si costruirà anche la nuova caserma della Guardia Costiera) che consentirebbe l'apertura della strada di collegamento tra la banchina San Domenico e il viale che porta alla Madonna dei Martiri; la località “Secca dei Pali” verrebbe destinata a servizi per il diportismo e turismo nautico ed infine l'opera più costosa e più strategica oggetto dei suddetti finanziamenti: banchinaggio, radicamento a terra della diga frangiflutti, raccordo stradale con un ponte a scavalcare la statale 16 per il collegamento con la statale 16 bis e la zona industriale. Ovviamente occorrerà effettuare lavori di dragaggio per adeguare i fondali alle esigenze del trasporto marittimo. Un Piano che comunque dovrà essere rivisto, perché, come è stato sottolineato al recente Salone Nautico di Genova, in futuro non sarà più possibile la convivenza nello stesso bacino, del porto mercantile con quello turistico. Come pure sarà da rivedere la costruzione di un ponte per scavalcare la 16, in favore di una economica e funzionale rotonda per eliminare l'incrocio con la statale. In questo modo si eviterebbe d'intaccare lo sfondo della Basilica Madonna dei Martiri. Scenari e opportunità La realizzazione di queste opere aprirebbero scenari significativi, perché il porto si troverebbe integrato direttamente col sistema del trasporto terrestre della dorsale adriatica (16 bis, autostrada A14 e ferroviaria BA-BO), inserito non marginalmente nel circuito delle cosiddette “Autostrade del mare”, cioè “Corridoio Adriatico” e “Corridoio Transnazionale Ottavo” che interessa l'Albania, Macedonia, Romania e l'area del Mar Caspio fino al Caucaso. Un sistema infrastrutturale ottimale non riscontrabile in nessuna realtà portuale non solo della Puglia, a beneficio delle realtà manifatturiere e dell'agroalimentare del Nord-Barese e della nostra zona Asi, che in cinque anni, nonostante i 13 milioni di euro spesi per le urbanizzazioni dei primi 45 ettari, conta solo una decina di aziende, un po' poco rispetto allo scempio del sterminio degli uliveti. Sulle potenzialità della zona Asi il vicesindaco Mauro Magarelli ci ha confermato l'interesse di importanti gruppi industriali, un interesse però congelato dall'inadeguatezza della struttura portuale. Scenari certamente futuri, ma non fantasiosi e ancora una volta, come spesso è successo nella storia, sarà il Porto con le sue potenzialità il nodo strategico di un pezzo importante del futuro della città Francesco del Rosso SCHEDA Le caratteristiche del porto Il bacino portuale è delimitato a Nord-Nord/Est dal braccio principale di forma articolata di 820 mt. costituito da tre moli accostati denominati “Foraneo” (520 mt.), “San Michele” (180 mt.) e “San Corrado” (120 mt.), ad Est dalla banchina “Seminario” (140 mt), a Sud dalla banchina “San. Domenico” (360 mt.), ad Ovest è ubicato il molo “Pennello” (285 mt.), a Ponente ci sono i cantieri navali. Per proteggere il Porto dai venti di Nordo-Nord/Ovest, negli anni '40 fu costruita la diga frangiflutti “Salvucci” inizialmente di 400 metri, allungata a 750 con la costruzione di una nuova diga antemurale. I fondali prevalentemente di natura rocciosa degradano sensibilmente dai 7,50-8,00 metri dall'estremità Nord del molo “Foraneo”, fino ai 4 metri a ridosso della banchina “Seminario”, con punta minima di 3 metri in corrispondenza della radice del molo “Pennello” e dello scalo di alaggio dei cantieri e 2 metri a ridosso della la banchina “San Domenico”. La struttura portuale, oltre dall'attività peschereccia, dagli anni '50 è stata sempre più utilizzata dal traffico mercantile che a tal fine ha utilizzato per intero il molo “Foraneo”, con l'approdo di navi mercantili di medio tonnellaggio.
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