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Asm, la pupa travestita di Molfetta: bilancio 2010 approvato, ma sull'orlo del default Preoccupante lo squilibrio strutturale dell'azienda, arena politica in cui si consumano le diatribe del Pdl. Bilancio, operazione di maquillage contabile: -940mila euro il deficit reale. I contenziosi
30 aprile 2012

MOLFETTA - Qualche conto non torna. Anche qualcos’altro. Un bilancio consuntivo inapprovabile per l’opposizione, quello dell’Asm relativo all’anno 2010 (passato con soli voti di maggioranza), giunto in consiglio con notevole ritardo. Gravi le problematiche: non solo evidenziano il rapporto politico fittizio tra azienda e amministrazione comunale, ma manifestano un preoccupante squilibrio strutturale.
Lacerante l’intervento di Mino Salvemini (Pd), consigliere di opposizione, nella discussione durante il Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio dell’Asm. L’ultimo consultabile dai consiglieri perché, costituita lo scorso anno la srl, in attesa della New.co. (società costituita dai Comuni di Molfetta, Ruvo, Terlizzi e Corato, per il servizio d’igiene urbana e raccolta differenziata), i prossimi bilanci saranno al vaglio del solo Comune di Molfetta (socio unico). Un “meccanismo” che stenderà il silenzio sui futuri e possibili buchi di bilancio, soprattutto se l’istituzione della nuova società, annunciata per l’inizio del 2012, dovesse slittare ancora.   
 
ASM, ARENA POLITICA.
281mila euro, la perdita segnata in rosso nel bilancio. In realtà, si tratta di quasi 940mila euro: un buco finanziario di proporzioni vertiginose, che potrebbe anche svalutare la posizione di Molfetta nella New.co.. Possibile che il disavanzo sia solo determinato da fattori esterni (costi carburante e di smaltimento, espansione urbana, ecc.), come dichiarato dal neo presidente dell’Asm, Paolo Ragno?
«Le perdite non piovono dal cielo», caustico il consigliere di opposizione Gianni Porta (Prc), di fronte a una relazione descrittiva di fine consuntivo che pare gettare in politica un disastro contabile che è tutto strutturale. Inadeguato il corrispettivo contrattuale, la srl è divenuta negli ultimi anni un’arena politica: «lo scontro politico intorno all’azienda non nasce forse in sede politica», il commento di Porta, perché l’Asm sembra essere oggi l’unica sede amministrativa locale che garantisce una certa libertà decisionale politica.
Anzi, per il rientrante consigliere di opposizione, Pino Amato (Udc), è necessario capire le reali motivazioni delle dimissioni irrevocabili di Giovanni Mezzina dalla presidenza Asm lo scorso dicembre 2011, forse provocate dalla «cultura del potere in cui vince il più forte».
È la «liquidità della conduzione politica dell’azienda», il nodo da sciogliere per Porta. Cosa si nasconde in controluce nel bilancio aziendale? L’Asm, tenendo conto dei dati forniti da Ragno (ma il bilancio è a firma di Mezzina), avrebbe la possibilità di sanare il deficit.
Molfetta è la prima città nell’ambito BA1 per la raccolta differenziata, rende servizi a terzi, ma, pur consumando per il servizio di igiene urbana quasi 1,5milioni di euro (30 operatori), Molfetta è una pattumiera. Si sta ampliando il capannone di recupero della plastica, creando un secondo impianto di selezione alla discarica di Coda della Volpe (anche se da molti mesi i lavori sono stati interrotti), sono pronti i finanziamenti per l’impianto di compostaggio, ma dal 2009 si sono accumulate perdite superiori a 600mila euro (più di 1,3milioni di euro, se si considera il reale disavanzo 2010). Per di più, l’impianto aziendale sarebbe il sesto in Italia, benché il serbatoio dell’azienda sia a rosso fisso: ci sono degli utili e/o non si riportano?
Come è possibile che Molfetta, virtuosa per la raccolta differenziata e con un impianto di eccellenza, abbia i conti sempre in rosso, anche con tutti i maquillage contabili messi in atto?
Quando il sindaco Antonio Azzollini firmerà l’ordinanza sul decoro, per introdurre i portavolantini nei portoni e impedire che le cartacce imbrattino le strade? Ennesimo spot pubblicitario? Il mutuo da 600mila euro contratto per l’ampliamento del capannone a Coda della Volpe, è invece un’iniezione per tamponare il bilancio, visto la condizioni del sito?
 
WINDOW DRESSING: SULL’ORLO DEL DEFAULT.
Come ha sottolineato lo stesso Salvemini, il bilancio è un vero e proprio maquillage contabile, attuato con la rivalutazione dei cespiti (i valori materiali e immateriali del patrimonio aziendale) su disposizione dell’amministrazione Azzollini. Manovra non prevista dal Codice Civile. Dunque, inapplicabile. E persino rigettata dall’organo dei Revisori dei Conti, secondo cui il bilancio 2010 è in deroga all’art.2423 del Codice Civile. «Bilancio falsato», il lapidario commento del consigliere Amato.
È possibile rivalutare dei cespiti aziendali a fine 2011 e postare il dato rivalutato nel consuntivo 2010?
Infatti, per evitare il default, l’azienda avrebbe rivalutato alcuni mezzi e proprietà. Ad esempio, alcuni camion immatricolati negli anni ’90 sono stati rivalutati in modo sproporzionato rispetto al loro reale valore di mercato (alcuni da 0 euro nel 2009 a un valore compreso tra i 10mila e i 30mila euro nel 2010), come anche la stessa piattaforma della discarica di Coda della Volpe, rivalutata quasi 688mila euro (solo 253mila euro nel 2009). Il valore di quella recinzione (diroccata) del sito è stato portato da mille euro circa a 60mila euro, dopo una perizia del 2011 tutta interna all’azienda (valore retrodatato al consuntivo 2010).
Un’operazione programmata ad hoc per travestire la “pupa” di Molfetta? È questa la causa del ritardo per l’approvazione del bilancio del 2010? Insomma, manovra mal riuscita e subito svelata. Infatti, affamata l’Asm dall’amministrazione Azzollini negli ultimi anni, appostando la perdita di 940mila euro nella riserva straordinaria, «sarebbe avanzata un’ulteriore perdita da ripianare e avremmo dovuto mettere mano al portafogli»: invece, ha spiegato Salvemini, con la rivalutazione dei cespiti «abbiamo rimpinguato il fondo di riserva straordinaria e salvato il Comune di Molfetta. Ma la direzione dell’Asm ha realmente agito in uno stato di necessità per colpa dell’amministrazione?
Il Comune sta scaricando l’Asm, per Nicola Piergiovanni (Sel), consigliere di opposizione, invece di impostare un programma di razionalizzazione e riorganizzazione del servizio.
Intanto, dopo l’emendamento del consigliere di maggioranza, Mauro Spaccavento, sarà il fondo di riserva aziendale a sanare il deficit, riducendosi a soli 200mila euro. Asm povera, ancora più povera. Strozzata dai debiti ai fornitori: quasi 5milioni di euro.
 
SPESE LEGALI DA 38MILA EURO
Due i procedimenti verso Mazzitelli. Un altro sostenuto dalla Procura di Trani contro gli amministratori e il direttore dell’azienda, dott. Silvio Binetti, per presunti abusi d’ufficio commessi nel 2001, risoltosi con l’assoluzione. Infine, un secondo giudizio promosso dalla stessa Procura contro il direttore Binetti e il capo area tecnica per eventuali violazioni delle norme ambientali, verificatesi negli ultimi mesi del 2006.
Quale la conclusione del procedimento? «Assoluzione con formula piena», la risposta di Binetti alla domanda del consigliere Amato. Eppure, nel bilancio, stranamente, questa assoluzione non è stata riportata, rispetto all’altra assoluzione. Ma dopo questa domanda, in aula si è avvertita una strana tensione.
 
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Autore: Marcello la Forgia
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