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Anima mea, Salotto Napoletano: viaggio lungo quattro secoli di musiche a Molfetta Martedì 23 settembre (ore 20.30) – Museo Diocesano di Molfetta; Mercoledì 24 settembre (ore 20.30) – Palazzo de' Mari di Acquaviva delle Fonti; Rosario Totaro (tenore), Beppe Naviglio (baritono), Nando di Modugno (chitarra)
22 settembre 2014

MOLFETTA - Il titolo è un invito all’ascolto e a mettersi comodi, per un viaggio lungo quattrocento anni. Sono, infatti, racchiusi quattro secoli di tradizione partenopea nel concerto «Salotto Napoletano» con cui il festival internazionale di musica antica «Anima Mea» diretto da Gioacchino De Padova inaugura ufficialmente l’edizione 2014 dopo l’anteprima barese con Buddadhev Das Gupta, protagonista di un’affascinante escursione nei raga indiani.

Due brillanti interpreti vocali, il tenore Rosario Totaro e il baritono Beppe Naviglio, e un chitarrista di straordinarie qualità, Nando Di Modugno, spazieranno dalla villanella alla canzone napoletana nei due concerti in programma entrambi alle ore 20.30, e con ingresso libero, martedì 23 settembre all’Auditorium Diocesano di Molfetta e mercoledì 24 ottobre nella Sala Colafemmina di Palazzo de’ Mari ad Acquaviva delle Fonti.

I tre artisti pugliesi proporranno composizioni che vanno dal Sedicesimo secolo di Giovanni da Nola, Antonio Scandello e Giovan Tomaso di Maio a brani di autori a cavallo tra Ottocento e Novecento come Francesco Paolo Tosti, Vincenzo Valente, Ernesto De Curtis e Mario Pilati, passando per le musiche settecentesche del pugliese Leonardo Leo, di Giovanni Battista Pergolesi e Domenico Cimarosa, tra i massimi esponenti della cosiddetta «scuola napoletana».

Sarà dunque un viaggio dentro uno di quei mondi, il canto napoletano, appunto, da sempre luogo dove si sciolgono maggiormente i confini tra popolare e colto. Un mondo fatto di antologie di «villanelle» del Cinquecento, genere che coinvolse spesso musicisti del nord Europa, della cosiddetta «canzone classica napoletana» e delle «commedie pe’ musseca», vero laboratorio del melodramma barocco. Comune denominatore, i versi di innumerevoli poeti, di lingua madre e non. La continuità è, infatti, rappresentata dalla lingua, l’idioma col quale persino Gabriele D’Annunzio volle misurarsi. Ma il filo rosso, riconoscibile senza sforzo, è la musica, la scienza dell’armonia che ha continuato per secoli ad offrire alla dottrina accademica materiali inesauribili, lineari e sapienti allo stesso tempo.

Il festival «Anima Mea» prevede anche delle visite guidate (per gruppi di 25 persone) a cura di FeArt ai dipinti inediti di Corrado Giaquinto della Collezione Piepoli-Spadavecchia, in mostra al Museo Diocesano di  Molfetta. E la prima è in programma proprio prima del concerto di martedì 23 settembre, alle ore 19.30. La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo info@museodiocesanomolfetta.it

Tutti i dettagli del festival su www.orfeofuturo.it/animamea

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