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Angelo Amato torna da cardinale a Molfetta: qui ho le mie radici umane e cristiane
15 luglio 2011

Due giornate che Molfetta custodirà nella sua memoria. Un prezioso tesoro per chi lo ha vissuto in prima persona. Il Cardinale Angelo Amato è già una pagina indelebile di storia e tradizione molfettesi. «Avverto fortemente il mio radicamento a Molfetta. Qui ho i miei cari defunti, i miei parenti. Qui ho le mie radici umane e cristiane. A Molfetta rimango abbarbicato, come una vecchia quercia al terreno fertile che l’ha fatta crescere». Dolcissimo il ricordo del Cardinale Amato per la sua Molfetta durante l’omelia della messa in Cattedrale, che ha aperto la sua prima visita uffi ciale dopo la nomina a Cardinale della diaconia di Santa Maria in Aquiro il 20 novembre 2010 (erano due secoli che un sacerdote molfettese non era elevato alla dignità cardinalizia). «Di Molfetta porto sempre con me il profumo del mare, il sapore della cucina - ha continuato nell’omelia - mi mancano tanto “u cembott”, la nostra inimitabile zuppa di pesce, il suono inconfondibile del dialetto, i cortei della Settimana Santa, oltre alle statue dei misteri». Immagini che toccano, come i polpastrelli di una mano, «“u pizzaridde”, la festa estiva di San Corrado, la processione a mare della Madonna dei Martiri, i gelati dal gusto imbattibile, i dolci caratteristici delle varie ricorrenze, ad esempio, “1 calzngicch” o “r cartddat” di Natale». Momenti di grande commozione, «è un giorno di gioia perché accogliamo un fi glio della nostra terra», il saluto iniziale di Mons. vescovo Luigi Martella, che ha donato al Cardinale una croce pettorale in argento, in cui è stata incastonata una reliquia del patrono San Corrado. Nonostante la brevità della visita (9-10 luglio), Sua Eminenza si è recato al cimitero, sostando in preghiera davanti alle tombe dei suoi genitori, e alla parrocchia Immacolata, dove fu battezzato nel 1938 (scoperta una lapide in suo onore). Infi ne, all’Oratorio salesiano della parrocchia San Giuseppe, luogo della sua prima formazione salesiana in cui ha maturato la sua vocazione sacerdotale e religiosa. Donati alle due comunità parrocchiali un suo ritratto, alcuni paramenti e oggetti sacri, con delle reliquie del Beato Giovanni Paolo II (capelli). Come nelle segrete di un palazzo, il Cardinale ha liberato i ricordi «un’infanzia serena e felice, vissuta in questo pezzo di terra non appariscente, ma che lascia nel cuore di chi vi si allontana una nostalgia perenne». In particolare, le «lunghe e assolate estati di bambino»: «ho imparato a nuotare da piccolissimo, fra le braccia di mia madre, nuotatrice esperta, la quale con una mano nuotava e con l’altra m’insegnava a galleggiare. Con i miei amici, poi, dallo scoglio d’Inghilterra ci spingevamo lontano dalla riva fi no a contemplare Molfetta, Giovinazzo, Bisceglie, che ci apparivano lontane, come piccole cartoline illustrate. Il ritorno a casa era poi accompagnato da un dissetante “gratt marian”». Molfetta non si ferma solo ai ricordi di Mons. Amato. Anche Papa Benedetto XVI è legato a Molfetta e «ogni tanto mi chiede vostre notizie». Infatti, «quando ero Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede avevo convinto il Cardinale Ratzinger, allora Prefetto di quel dicastero vaticano, a venire qui a Molfetta, il 9 luglio del 2005, per rendere onore a San Corrado, un santo della sua terra - ha raccontato - poi venne la sua elezione a Papa e non poté più venire, anche se la sua prima visita fu proprio in Puglia a Bari, per il Congresso Eucaristico Nazionale ». Il «Sigillo della Città». «Questa medaglia d’oro è un tesoro e rappresenta il cuore della mia città che è un cuore d’oro». Valore aff ettivo inestimabile, quello della medaglia del Sigillo, donato dal Comune di Molfetta in una seduta straordinaria del Consiglio comunale nell’Auditorium del Seminario Vescovile di Molfetta. Il sindaco Antonio Azzollini ha donato al Cardinale uno speciale estratto con l’attestato di scuola media e le pagelle scolastiche risalenti agli anni in cui Sua Eminenza frequentava l’Istituto Tecnico Nauti-co, mentre il Cardinale ha omaggiato Molfetta di un suo ritratto, delle monete di nuovo conio della Città del Vaticano e di due volumi di papa Benedetto XIV. Prima del consiglio straordinario, Mons. Amato ha visitato la Capitaneria di Porto di Molfetta, il nuovo porto e i cantieri navali alla località Spiaggia Maddalena (Banchina San Domenico), dove ha incontrato Giovanni Salvemini, uno dei più anziani (e ultimo) maestri d’ascia della città. «Un giorno di festa e di grande orgoglio per Molfetta», l’esordio del sindaco Antonio Azzollini, che vede nella vita adolescenziale di Sua Eminenza quella di molti cittadini. Simbolo di sobrietà, incisività e forza, il Cardinale accede al pantheon delle grandi personalità intellettuali e religiose di Molfetta, accanto ai Servi di Dio, don Ambrogio Grittani e Mons. Antonio Bello. Un «principe della chiesa», secondo il consigliere di opposizione Nicola Piergiovanni. Infatti, Mons. Amato è oggi una delle personalità cardinalizie più importanti: nominato da Benedetto XVI pro-prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi nel 2008, si ritiene sia tra gli estensori principali della dichiarazione Dominus Jesus. Anche consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede, del Pontifi cio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e della Congregazione per i Vescovi, nel 2002 è stato eletto segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Nel suo intervento Piergiovanni ha ribadito con un pizzico di emozione l’importanza dell’esempio off erto a tutta la politica dalla personalità del Cardinale, che «ha saputo unire tutta la comunità cittadina e il Consiglio comunale» e può indicare la strada per la ricerca del bene comune, del rispetto e della tutela della dignità della persona. Per questo, «la sua visita incide sui rapporti umani, restituisce serenità, unità e speranza per Molfetta», ha aggiunto il consigliere di maggioranza Leonardo Scardigno, attraverso i principi di umiltà e umanità, basilari di fronte alle sfi - de della vita. «Al di là del colore politico - ha spiegato il Cardinale Amato - compito degli amministratori è interpretare al meglio le istanze della città e dei cittadini e off rire a questi la migliore risposta»: questo il «ministero del buon governo», che deve ispirarsi al discernimento, alla rifl essione, all’equilibrio e a percorsi di sviluppo per «la ricerca del bene comune », prerogativa dei tanti santi della Chiesa. Anche in quest’occasione non è mancata una carrellata di ricordi, a tal punto che Livia Pomodoro, nata a Molfetta e presidente del Tribunale di Milano, nel suo intervento per la cerimonia ha descritto la visita del Cardinale come «un tenero ricordo». Mons. Amato ha raccontato altri momenti della sua adolescenza da scolaro all’istituto nautico, in particolare il prof. Domenico Casamassima, appartenente all’allora partito socialista, che obbligava i suoi studenti a conoscere a memoria la biografi a di Alessandro Volta, Guglielmo Marconi, Giuseppe Garibaldi e don Giovanni Bosco, quest’ultimo «benefattore dell’umanità». Tutti questi personaggi storici sono accumunati da una «sporgenza sociale» che il Cardinale riconosce anche a don Grittani e don Tonino. Prossima visita del Cardinale Angelo Amato a settembre per la festività patronale della Madonna dei Martiri.

Autore: Marcello la Forgia
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