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Angelo Amato secondo Cardinale della storia di Molfetta
15 dicembre 2010

CITTA’ DEL VATICANO – Molfetta festeggia il suo Monsignore, Angelo Amato, che il 20 novembre insieme a 23 neo eletti, è stato scelto da Papa Benedetto XVI a rivestire la carica di Cardinale nel terzo concistoro dell’era Ratzinger. Dopo la fi gura di Nicola Riganti, elevato allo stesso rango da Papa Pio VII nel 1816, Amato è la seconda fi gura religiosa di Molfetta che vestirà l’abito rosso porpora. La città è ancora in festa, lo aspetta ed è orgogliosa per il grado raggiunto dal proprio concittadino. Sono stati 150, forse più, i cittadini pugliesi che hanno raggiunto la capitale per assistere all’incantevole cerimoniale e salutare, abbracciare, festeggiare Amato per il l’incarico a cui è stato chiamato. Tra i presenti alla cerimonia della nomina, anche Antonia Spagnoletta e Cosimo De Bari, coppia di origine molfettese che dagli Stati Uniti ha raggiunto Roma con il gruppo dei 54 fedeli della Chiesa di San Giuseppe di Molfetta, parrocchia dove il religioso ha “mosso” i primi passi verso la fede cristiana. Antonia è un’amica che, quasi dall’infanzia, è sempre rimasta amica ed in contatto con Amato. LA CELEBRAZIONE NELLA BASILICA DI SAN PIETRO Nel corso della cerimonia, iniziata sabato alle 10.30 nella Basilica di San Pietro e durata oltre due ore, hanno assistito circa 4.500 persone riempiendo ogni spazio della Chiesa. il Papa ha iniziato la sua omelia invitando i 24 nuovi cardinali a non considerarsi dei padroni perché nella Chiesa sono tutti uguali proprio come Gesù spiegò ai suoi discepoli. «Porsi come servitori – ha esordito il pontefi ce - Il primo di voi sarà schiavo di tutti. La grandezza di Dio non consiste nel dominio ma nel sevizio agli altri, anche come dono della propria vita». Un messaggio valido allora per gli apostoli e oggi soprattutto per coloro che hanno compiti di guida come i Cardinali. I membri del nuovo Conclave, disposti a semicerchio ai lati dell’altare della Cattedra, hanno chinato il capo sia alle parole di Benedetto XVI che al ruolo della nuova investitura, avvenuta con il rito della consegna della berretta e delle tonaca cardinalizia. Per 24 volte infatti si è ripetuto il gesto dell’imposizione della berretta rossa, con il neo cardinale inginocchiato davanti al Pontefi ce a riceverla insieme alla bolla del Titolo o la Diaconia assegnata. Infi ne, a suggello della cerimonia, l’abbraccio tra il Papa e i cardinali appena creati per un Collegio dove i rappresentanti italiani sono passati da 19 a 25. Il rito cattolico è culminato domenica alle 9.30, quando ogni neo eletto ha ricevuto l’anello d’oro papale che una volta indossato simboleggia il raff orzato legame con la Chiesa; un intimo sposalizio “fi no al punto di versare il vostro sangue”, ha ricordato il Santo Padre, al fi ne di diff ondere la fede cristiana. Nel salutare i nuovi eletti Benedetto XVI ha speso parole speciali proprio per Amato: «In particolare saluto l’Arcivescovo Angelo Amato - ha concluso il pontefi ce - e lo ringrazio per le gentili espressioni che mi ha indirizzato». Questo a suggello della profonda stima che lega le due personalità religiose. La cerimonia, rigorosamente celebrata in latino, in una atmosfera piena di luci, colori, suoni, canti é iniziata con il trionfo delle trombe d’argento solenni, un vissuto diffi cile da dimenticare proprio come ha ricordato la signora Spagnoletta.«Una delle più grandi emozioni della mia vita – confi da la molfettese ‘americana’ – Sembrava di essere in Paradiso per il benessere interiore che sentivo e forse anche perché ero partecipe di qualcosa che avvertivo da tempo, un segno che si è avverato». L’INCONTRO DOPO LA CELEBRAZIONE Al termine della funzione religiosa di sabato i nuovi Cardinali hanno incontrato dalle 16 fi no alla sera parenti, amici, fedeli e varie autorità nella Sala Regia del Palazzo Apostolico del Vaticano. Una folla immensa ha circondato di aff etto e auguri il Cardinale Amato nello spazio a lui riservato. Oltre ai 150 molfettesi (fra cui il direttore di “Quindici” Felice de Sanctis) e ai moltissimi originari della cittadina accorsi, non potevano mancare a salutare Amato il Cardinale Camillo Ruini, il Monsignore Pietro Amato, anche lui di Molfetta e direttore del Museo Storico del Vaticano e il Vescovo di Molfetta Luigi Martella. Tra i parenti più stretti Angela Facchini, moglie di Carmine, il fratello di Amato morto pochi anni fa, con i due fi gli Giuseppe e Zaccaria e la fi glia di Mauro, il secondo fratello del Cardinale, con il marito e la loro bambina. Poi un fi ume di gente fi no alla sera: i fedeli della Chiesa di San Giuseppe guidati dal parroco don Ciro Solofra, il presidente degli ex-allievi Don Bosco, Nicolò De Robertis, il gruppo della Diocesi con don Franco Sancilio, una delegazione del Comune composta dal vicesindaco Pietro Uva, dal vice presidente del Consiglio comunale Saverio Patimo, dal consigliere comunale Domenico La Forgia, dal comandante della Polizia Locale Mauro Giuseppe Gadaleta. Presente anche il direttore di Quindici Felice De Sanctis. «L’ho visto molto commosso – confessa la signora Antonia – Ha rivisto dopo moltissimi anni persone a lui care ma lontane che gli hanno ricordato i tanti bei momenti della sua vita vissuti con gli altri». Ora Molfetta aspetta solo che il suo secondo Cardinale venga a fargli visita, una città che ancora esulta per il lieto evento come testimoniano i maxi-poster sparsi per la città che riportano la notizia.

Autore: Domenico Sarrocco
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