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Al via oggi a Molfetta la IX Rassegna “Fuoco centrale” del “Carro dei comici”
19 novembre 2016

MOLFETTA – Inizia oggi la rassegna teatrale “Il fuoco centrale” giunta alla IX edizione. Organizzata dall' Associazione Culturale “Il carro dei comici” e diretta dal regista Francesco Tammacco, la rassegna “Il fuoco centrale” consta di sei eventi in abbonamento e tre fuori abbonamento e ha come palco prediletto la sede operativa dell'Associazione molfettese ovvero “Il teatro del carro”.

IL FUOCO CENTRALE

IL FUOCO CENTRALE è il nome preso a prestito da una silloge della poetessa- attrice Mariangela Gualtieri. Giunta alla IX edizione la nostra rassegna teatrale si è contraddistinta nel tempo per aver promosso spettacoli classici per la drammaturgia e per aver conferito la giusta importanza alle nuove generazioni. Il Fuoco centrale è dunque una “messa a fuoco” dell’animo umano, del Soggetto, dell’Essere visto nelle molteplici angolazioni e del suo riverbero speculare teatrale.

Tra i numerosi attori, drammaturghi, registi, poeti a calcare il palco de il Teatro del Carro sono stati  Giorgio Albertazzi, Andrea Buscemi, Nathalie Caldonazzo, Carlo Formigoni, Carmela Vincenti, Mauro Pulpito e tanti tanti artisti che ci han lasciato il segno.

Ecco dunque qui di seguito Il teatro del carro inizia la sua stagione di “macina” con un ventaglio di proposte sorprendenti:

 

19 Novembre- "La Sposa Perplessa"

Testo, regia e interpretazione di Palma Spina

La sposa perplessa, scritto, diretto ed interpretato da Palma Spina.

Miglior Testo al Concorso "Ecce Dominae" di Roma nel 2015, "La Sposa Perplessa" è il monologo più rappresentato dalla sottoscritta perché tutti fra il pubblico si sentono rappresentati: il single scettico sul matrimonio, la coppia che resta tale anche senza sposarsi, il figlio che cerca nella moglie una fotocopia della madre ma più sexy, la nuora che non vuole abitare nella tavernetta della suocera, l'amica che va agli appuntamenti al buio perchè non trova l'anima gemella e una serie di figure fra amici, parenti e colleghi che hanno vissuto il giorno del matrimonio, se non da protagonista, da invitato. Le perplessità della sposa non risparmiano nessuno, si ride perchè si dice il vero.

Con La Sposa Perplessa l'autrice/attrice si avventura in una divertente descrizione del percorso d'amore che porta due persone a scegliersi e poi a sposarsi, con tutti i risvolti del caso, analizzando certezze, previsioni e paure. L'analisi che fa dell'uomo nei confronti del rapporto di coppia e del matrimonio è a volte indulgente, a volte spietata, ma sempre divertente. Tutti i personaggi evocati dalla protagonista costruiscono un universo familiare e sociale in cui riconoscersi facilmente. C'è il mondo dei single messo a confronto con quello delle coppie e c'è la descrizione lieve e puntuale delle situazioni più familiari e delle reazioni emotive più comuni. L'autrice analizza con umorismo sottile la psicologia femminile in contrasto con quella maschile sulle questioni più banali che riguardano la convivenza tra i due sposi e le rispettive famiglie; vengono descritte le reciproche ossessioni, quella della nuora di piacere alla suocera, che invece non perde occasione per rinfacciarle l'incapacità di rendere felice il suo piccolo, e quella dello sposo affinché fidanzata e madre vadano d'accordo. Il pubblico si affeziona a questa sposa fisicamente ingombrante e comicamente analitica che si auto-definisce "un'ottimista con esperienza" e la segue nell'analisi delle perplessità che accompagnano la scelta di vita del matrimonio e le sue conseguenze. Spoglia la scenografia ed incongrue le scelte musicali ma valida la presenza scenica della protagonista di cui si apprezza anche il talento autoriale. Un gradevole spaccato di realtà visto con gli occhi critici ed autoironici di un brava interprete.

3 dicembre - Effe.Luna - Frammenti di Frida

Autore: Maria Elena Germinario
Regia: Maria Elena Germinario
Genere: drammatico
Compagnia/Produzione: Marluna Teatro
Cast: Maria Elena Germinario assistente alla regìa: Licia Lanera; direzione tecnica: Vincenza Carbonara, Gianluigi Carbonara; scenografia e disegno luci: Gianluigi Carbonara; costumi: Daniela Tinelli; montaggio: Roberto Tafuro

Descrizione
Arrivata quasi alla fine della sua vita Frida raccoglie le sue ultime monete d’oro: cerca di ricomporre la sua identità frantumata, riattraversando vividi ricordi, che talvolta si fanno “presente”, dà loro un suono, non più quello del surreale colore dei suoi quadri, ma quello della sua voce. Ricordare per confermare la propria esistenza, per riconoscersi in uno specchio, ripensarsi nel passato per consolidare la realtà del suo presente e potersi così librare “in volo”.
L’amica immaginaria, i genitori, la magìa della combinazione dei colori su di lei, così come sulle tele, Diego Rivera, i viaggi all’estero e il suo ritornare in Messico, per affondare le sue radici, i suoi piedi, e rendere concreta la sua esistenza. Riconosce la bellezza della sua terra e si aggrappa ai suoi valori, come a quelli del comunismo, mentre il suo corpo fragile va a pezzi. E mantenere saldi i frammenti del suo corpo e della sua mente diventa l’obiettivo di quel continuo confrontarsi con il proprio sguardo.

 

 14 gennaio - “Retratos”- Donne dai tratti irregolari”

Uno spettacolo di Manfredi Gelmetti ed Ana Rita Rosarillo

Voce: Ana Rita Rosarillo
Chitarra : Sergio Varcasia
Violoncello: Rossella Zampiron 
Flauto e Bandoneòn: Monica Tenev
Percussioni: Paolo Monaldi 
Danza : Ivana Caffarati
Testi Recitati : Manfredi Gelmetti


Cantante Italo-Argentina, Rosarillo nasce a Buenos Aires, una città composta da un puzzle di culture migranti.
Qui studia Canto, Teatro e Flamenco, sviluppando una personalità artistica variegata che la porta ad interpretare diversi generi musicali: dal Tango al Flamenco, dalla Canzone popolare Argentina a quella Partenopea.
Accompagnata da un ensemble di 4 elementi, Rosarillo racconta in musica e parole tanti personaggi, delineandoli con la sua voce profonda, graffiante, toccante.
"Retratos" racconta donne dai tratti irregolari, unici, con un omaggio alla grande Anna Magnani.

 

18 febbraio - QuizQuilia di e con Franco Liuzzi

Professore universitario a contratto del Laboratorio di Tecniche

Pubblicitarie e Marketing al Corso di Laurea in Scienze della

Comunicazione, Università di Bari

Membro dell’area Comunicazione dell’Università di Bari

Direttore di Moscabianca

Membro del Comitato Direttivo di Dialogoi Distretto della Comunicazione della Puglia

 Per quanto possa far sorridere, l'origine del quiz attinge a piene mani da quel progetto di televisione pedagogica che tanto stava a cuore a Filiberto Guala, l'amministratore della prima Rai. Il bisogno di alfabetizzazione degli Italiani fu bene interpretato da programmi come Telescuola (1958) e Non è mai troppo tardi (1959). Ma furono gli ascolti del quiz a generare    un cambiamento ed una decisiva accelerazione.

Non c'é dubbio che un ruolo strategico fu assolto da Mike Bongiorno che, reduce dalla sua esperienza negli Usa e da quella radiofonica di Un motivo in maschera (1954), introdusse un elemento decisivo, una interpretazione italiana dei format americani che attingeva a piene mani dal Varietà, dalla Rivista, dall'Avanspettacolo, dal Teatro. La presenza della valletta (sia pure muta), l'avvento degli ospiti e la messa in onda di filmati a sostegno delle domande rappresentano un'evoluzione del metodo americano e fanno del quiz televisivo italiano un programma di grande successo, capace di incidere sui modelli comportamentali dell'Opinione Pubblica.

È Fortunatissimo il primo quiz a conquistare la ribalta televisiva. Presentato da Bongiorno insieme a Adriana Serra andrà in onda dal 1954 al 1955.

Seguirà sempre nel 1955, Duecento al Secondo, quiz rimasto alla storia per essere stato sospeso per via delle punizioni a cui venivano sottoposti i concorrenti.

Ma nel 1955 prende luce Lascia o raddoppia?, rimasto nella storia per la sua formula semplice, capace di dimostrare che coloro che "le risposte le sanno" possono evolversi socialmente. Condotto da Mike Bongiorno e da Edy Campagnoli, questo quiz registra lo slittamento della messa in onda dal sabato al giovedì, per effetto della protesta dell'Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici, che vedevano andare deserti i loro cinema. E da allora la collocazione del quiz nel palinsesto televisivo è rimasta al giovedì.

Nel 1957 è la volta di Telematch condotto da Enzo Tortora e da Silvio Noto, che cede poi lo scettro a Il Musichiere, quiz condotto da Mario Riva che introduce nuovi elementi. Riva viene dalla Rivista ed è un padrone di casa perfetto, un amico di famiglia, capace di introdurre una nota di divertimento in un quiz.

Con Campanile Sera del 1959, Bongiorno, Tortora e Tagliani conducono il quiz nelle piazze e lo trasformano in un gioco popolare creando un coinvolgimento che va oltre la competizione territoriale.

Appartiene al 1961 l'esordio di Chissà chi lo sa, quiz riservato ai ragazzi che, sotto la guida di Febo Conti, mette a confronto la preparazione degli studenti delle superiori. Il programma otterrà uno share mai più eguagliato.

Meno fortuna ha invece Teletris, quiz del 1962 orchestrato sul gioco del filetto, presentato da Roberto Stampa e Silvio Noto.

Con Giochi in famiglia, nel 1966 Bongiorno introduce nell'agorà del quiz due nuclei familiari. Il confronto è tra genitori, tra figli, tra nonni e nipoti.

Sempre nel 1966 fa il suo esordio nel quiz Pippo Baudo con Settevoci. In verità il varo del programma avviene in modo un po' rocambolesco ma il programma, improntato sulla musica, funziona. Nel 1970 Mike Bongiorno lancia Rischiatutto, un quiz elaborato e sofisticato che introduce il cartellone e presenta domande rese attraverso filmati.  5 lunghi anni di successo. Con Spaccaquindici, del 1975, il quiz condotto da Baudo accoglie i primi elementi del gioco d'azzardo. E nel 1976 con Scommettiamo, Bongiorno introduce nuovi elementi che segneranno la storia del quiz.


25 e 26 febbraio Bar qui si gode con L’Anonima Gr

Il bar è un luogo d’incontro di persone, quotidianità, follie e abitudini. Di quell’umanità variegata dove ogni individuo è un personaggio che racconta se stesso e le sue storie. Il vissuto di ogni avventore s’intreccia a quello del cliente abituale, in un melting-pot di caratterizzazioni e personaggi fuori dagli schemi ma dentro la normalità più amara, in cui ciascuno scarica lo stress di problemi che lo attanagliano tutti i giorni. Una commedia dolceamara, divertente e meditativo al tempo stesso.                                                                                                                    E ogni sfogo, ogni chiacchierata, ogni battuta è condita in salsa barese, rispolverando usi, costumi, tradizioni, proverbi, racconti della cultura antica della Terra di Bari.

18 Marzo - Mannaggia!! di e con Roberto Petruzzelli

 Omaggio a Peppino De Nittis, Pittore, con Sandro Cardascio e Roberto Petruzzelli.

 Spettacolo teatrale per attore e fisarmonica per incontrare il pittore Giuseppe De Nittis, grande interprete dell’impressionismo in Italia. De Nittis, nato a Barletta nel 1846 e morto a soli 38 anni, visse e lavorò a Napoli, Londra e Parigi, scoprendo nell’ultimo periodo della sua vita che a breve avrebbe perso la vista.
L’interpretazione, che tenta di immaginare come il pittore De Nittis visse questo dramma, svela un artista che ha raccontato la vita attraverso i colori delle sue tele, gli stessi colori di cui ha fissato non solo la luce ma anche l’anima, quando ormai la vista si annebbiava sempre più.
“Non ho bisogno di vederti! Io ti sento, tu sei rosso, figlio del fuoco sotterraneo, passione che viene dalla luce! Ecco il giallo colore dell’illusione!….E mo il grigio cenere! Adoro il grigio..che nasconde e protegge, avvolge la vita che scorre...colore della nebbia, regno dell’impenetrabile. Ti riconosco…riesco a sentirti da questo contatto! (…) Conosco tutti i colori della terra e dell’aria….ho svelato i loro misteri più intimi! Il buio non mi fa paura…vieni ti aspetto! Devo imprimerli ovunque…nella mente…sulla mani…sulla pelle…con calma, senza fretta! Non devo dimenticare mai più il loro gusto, gli odori…devono ora diventare parte completa di me. Così li riconoscerò sempre!”.
Lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Roberto Petruzzelli, che si definisce “semplicemente uno che ha provato emozioni guardando le tele dell’impressionista barlettano respirando l’aria della terra dove anch’egli è nato”, vuole essere un omaggio a un grande personaggio italiano del XIX secolo, che nel corso della vita non ha mai dimenticato la sua terra d’origine. 
A fare da sottofondo musicale le note di Beethoven, composte nel periodo in cui il musicista era già sordo.

 

SPETTACOLI FUORI PROGRAMMA

 

17 dicembre - L’albero a cura di Legambiente;
 

25 Marzo - Eroine all’opera -  Il carro dei comici

Spettacolo teatrale in collaborazione con l'Albania e la supervisione del Teatro Pubblico Pugliese. Lo spettacolo è indicato per "ragazzi" da 9 ai 99 anni

Drammaturgia e Regia : Francesco Tammacco

Interpreti 
Pianoforte: Francesco Giancaspro
Soprano: Marilena Gaudio 
Attori: Francesco Tammacco - Pantaleo Annese - Claudia Castriotta 

Progetto Scenografico : Claudia Castriotta 
Realizzazione Scenografica: Matteo Altomare, Claudia Castriotta
Direzione Tecnica: Matteo Altomare 
Costumi Di Scena: Michele Napoletano
Organizzazione - Promozione: Maria Giovanna De Biase


TRAMA
Cosa ci fa un capannello di persone attorno ad un Carro di Commedianti? Certamente sono persone che attendono l’inizio di uno spettacolo teatrale . La grande sorpresa è che non si tratta di uno spettacolo qualunque ma ci sono due attori stralunati di nome Colbacco e Portacorvi, a loro si aggiunge una Signora guardia che da tanto tempo nutre una passione focosa per la recitazione e tutto quel che fa spettacolo. Portacorvi è riuscito a salvare dal rogo di un teatro del Sud gli spartiti di alcune delle più belle Opere della lirica italiana: Montecchi e Capultei del compositore Bellini, La Traviata di Verdi e in ultimo Lucrezia Borgia di Donizetti. E proprio mentre la cantante di nome Intonata al seguito ora degli attori, sì, proprio mentre stava eseguendo l’aria celebre della Traviata scorgeva d’avere l’inferno attorno a sé e fuggiva. Quell’esperienza l’ha fatta diventare “muta” o melologica, ovvero canta sempre anche per chiedere di mangiare e non riconosce il suo fidanzato, il pianista che da sempre l’accompagna e che di lei è innamorato. 
Si sa, la musica fa miracoli ed il belcanto pure, difatti eccoci ad un finale imprevisto e divertente… Un’Opera per ragazzi e per adulti che mette in moto una vera “macchina teatrale” fatta di muppets, teatro di figura e soprattutto attori e cantanti lirici in carne ed ossa.

Pensiamo difatti che sia più che un capriccio artistico, un impegno serio e importante quello diretto alla trasmissione dell’Arte canora e lirica Italiana solleticando il palato, sì dei più piccoli ma certamente incuriosendo e perché no, istruendo anche gli adulti sul tesoro più conosciuto al mondo che è la composizione lirica e il belcanto italiano. Ecco le tre eroine i cui nomi corrispondono ai nomi delle più celebri eroine delle Opere che lo spettacolo propone. Solo per loro tutti ci auguriamo un destino felice, più di quello sortito dalle famigerate protagoniste.

Porta ore 20.30- Sipario ore 21

info e prenotazioni: t. 349 37 95 729- 349 23 80823- fb ilcarrodeicomici- whatsapp.

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