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Al Consiglio provinciale di Bari l'opposizione gioca sul numero legale. Divella critico "Slittano l'approvazione del rendiconto per assicurarsi il gettone di presenza delle commissioni?" si chiede il Presidente
20 maggio 2009

BARI -"Ancora una volta slitta l'approvazione del rendiconto di gestione in Consiglio provinciale, forse, per continuare ad assicurarsi, ancora per un po', il gettone di presenza delle Commissioni?". Lo afferma il Presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, "di fronte all'ennesima convocazione del Consiglio provinciale andata a vuoto per colpa dell'opposizione che, strumentalmente, ha fatto venir meno il numero legale". "Protrarre le convocazioni dell'assise provinciale - afferma Divella - forse conviene ai consiglieri di centro destra che, in questa maniera, continuano a percepire il gettone di presenza delle commissioni. Tale compenso, evidentemente, viene ritenuto più importante dell'approvazione di un atto istituzionale fondamentale per un Ente pubblico: ritardare l'approvazione del rendiconto crea, inoltre, problemi all'Amministrazione in materia di mutui contratti per la realizzazione di importanti opere di viabilità ed edilizia scolastica. Basti guardare - continua Divella - il calendario delle commissioni del mese di maggio, convocate nei giorni 11, 12 e 13, per il parere sul rendiconto e vi troviamo sempre presenti gli esponenti di spicco dell'opposizione, Pistilli e Roca, che hanno partecipato a tre sedute al giorno per tre giorni. La contraddizione è quella di aver partecipato ai lavori, remunerati, delle Commissioni, senza sentire l'obbligo morale e giuridico di rendere partecipe l'aula dei risultati di tale attività. Il Consiglio provinciale - conclude Divella - sarà riconvocato a breve. Mi chiedo: quante altre sedute di commissioni si terranno fino a tale data?"
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Caro Angelo, non so se il tuo è un ritorno a Cuba, io ci sono stato due anni fa, ti racconto la mia esperienza: se vuoi, puoi farne oggetto di riflessione. Entriamo nel vivo della questione e parliamo della vacanza e di Cuba, che, sotto certi aspetti mi ha deluso: se infatti devo partire dalle cose belle di Cuba, vi potrò parlare del mare, di quell'oceano di un azzurro così intenso; dello snorkelling sul reef, la grande barriera corallina; della splendida foresta fluviale, dei mogotes della valle di Vinales, un paesaggio davvero unico al mondo e che mi ha tolto il fiato...del fascino antico e decadente della capitale, L'Habana, tutta rovine ma in cui si intravede ancora il bagliore di un passato regale, fatto di tesori e delle ricchezze di uno sfavillante periodo coloniale. Ma veniamo alle note dolenti, e cioè a parlare di quello che tutti mi avevano descritto come l'aspetto più interessante e originale di Cuba, ovvero i cubani, i suoi abitanti, le cubane. Mi dispiace, forse sarà che io e i miei amici siamo stati a Cuba per troppo poco tempo per conoscere a fondo i suoi abitanti; sarà che abbiamo percorso gli itinerari per la maggior parte fra i più tutistici e quindi siamo probabilmente incappati in quei cubani particolari che vedono il turista solo come un portafoglio ambulante, sarà che andando di fretta conosci solo le persone più approfittatrici e forse andando con più calma avremmo conosciuti cubani più profondi. Insomma l'impressione dei cubani che abbiamo avuto è stata pessima, sia per gli uomini che per le donne; pronti a spillarti dei soldi alla prima occasione e a fregarti se necessario; le donne, meglio sorvolare, una semplice mistura di.......! Dove erano le cubane calienti, interessate a conoscere il turista e pronte a fingersi innamorate di cui ho sentito parlare? Io ho incontrato solamente......ciniche e sfrontate, pronte a fare figuracce per qualche spicciolo in più, e parecchie neanche troppo carine (anzi) e neppure a buon mercato (anzi). Insomma io e i miei amici ci aspettavamo un atteggiamento un po' più disinibito rispetto alle ragazze italiane, più voglia di divertirsi, più voglia di conoscere gente nuova, quello che doveva essere la qualità delle cubane, in quid in più, l'erotismo, la carica di energia e invece ci siamo imbattuti in ragazzotte fredde, recitanti pantomime stucchevoli per tirare su qualche cuc in più. Abbiamo avuto nostalgia dell'Italia e della sua gente, delle sue donne e ragazze, della vita italiana, a dispetto di quello che si dice di noi...... . Non penso che questa sia la Cuba che molti hanno visitato anni fa, ora le ragazze hanno perso il gusto di fare l'amore, lo fanno per il gusto di guadagnare, non credo che questa sia la Cuba che aveva in mente Che Guevara quando a rischio della sua vita fu decisivo nel portare a termine la revolucion, il Che si starà rivoltando nella tomba, conoscendo i suoi ideali, a osservare questo night-club a cielo aperto dove l'unica cosa che conta è il denaro, anzi, pochi spiccioli....... Meglio che in Italia? Io penso e credo - a parte la politica della gnocca -, meglio che a Cuba. Le vacanze facciamole in Italia. Buone vacanze.


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