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Villa Roth a Bari tra il vento di polemiche e l'occupazione
21 gennaio 2014

BARI - Grande tensione a Villa Roth. Pochi giorni fa l’immobile di Via Annibale Maria di Francia, al quartiere San Pasquale di Bari è stato sottoposto a  sequestro preventivo su disposizione della magistratura. L’ edificio di proprietà della Provincia di Bari è stato occupato il 26 novembre 2011 da un gruppo di studenti, precari, migranti, artisti ed è stato sgomberato martedì 14 gennaio 2014.
Per  l’occupazione è stata avviata un indagine dalla Procura di Bari.
In seguito, i tecnici della Provincia hanno disposto i lavori di muratura per la messa in sicurezza dell’immobile.
Ma i ragazzi del collettivo di occupazione non si sono arresi e hanno tentato di opporsi all’ingresso di camion e materiali.
Villa Roth è al centro di una grande polemica perché in primo grado i giudici hanno riconosciuto la Provincia come proprietaria dell’ immobile, in appello invece ha vinto il Comune. Al momento si attende la posizione della Cassazione.
Il sindaco di Bari, Michele Emiliano ha ribadito ai suoi cittadini che se la Provincia vorrà donare l’immobile, Villa Roth verrà restituita ai cittadini con  l’obiettivo di ritornare ad essere il luogo di aggregazione per i giovani, gli artisti, gli intellettuali, gli immigrati.
Un luogo di trasmissione del sapere, di idee, di valori, di socializzazione non può essere bloccato. Sono giovani e adulti che si incontrano per creare opportunità e occasioni culturali.
In rete c’è una petizione firmata da numerosi giovani e hanno aderito anche persone di spicco come  l’ex rettore Corrado Petrocelli, la filosofa Francesca Romana Recchia Luciani, gli attori Elio Germano e il molfettese Giulio Bufo, la band dei Radiodervish, la casa editrice Caratteri Mobili, lo scrittore Daniele Di Maglie e un lungo elenco di realtà dell’ associazionismo cittadino e nazionale.
Ogni cittadino può firmare on line sul sito www.petizionepubblica.it.
La band molfettese Esette Live Rock si è schierata a favore del centro sociale. Il gruppo ha lasciato un messagio ai fans sul profilo facebook dichiarando che chiudere Villa Roth è un’ ingiustizia sociale.
“La cultura è scomoda al potere sempre, Villa Roth ha aperto un’isola di tolleranza, cultura, solidarietà nell’ indifferenza di una città assonnata ed in perenne digestione. Chiudere Villa Roth è chiudere le vostre coscienze.
100 nuove Villa Roth rinasceranno”
, ha scritto Francesco Regina, cantante della band.
C’ è un fermento tra artisti, scrittori, liberi professionisti che si oppongono a queste scelte contro il popolo.
Non dobbiamo nasconderci dietro le finestre e obbedire alle logiche del potere. La cultura, il sapere, l’ arte sono i nostri strumenti  di libertà e di emancipazione. Abbiamo il dovere di difenderli sempre e ovunque per  un’ Italia non da migliorare ma da cambiare radicalmente.
Si tratta di una rivoluzione culturale che deve partire dalla conoscenza e dalle coscienze.

Autore: Maria del Rosso
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