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Veglia di preghiera per i 150 anni dell'Ordine francescano a Molfetta
19 luglio 2011

MOLFETTA - Le pietre della chiesa del SS. Crocifisso (p.zza Cappuccini) testimoniano una storia lunga 150, quella dell’ordine secolare francescano a Molfetta. Raccontano anche la storia recente, l’inagibilità del 2001 e la riapertura al pubblico nel gennaio 2005, dopo i restauri della sua struttura, dei suoi dipinti e delle sue decorazioni barocche.
Oggi considerata la chiesa madre dei cappuccini di Puglia, i frati hanno organizzato una notte di preghiera non solo per raccontare la loro storia religiosa e la loro funzione sociale, ma anche per meditare con i fedeli sul mistero della fede, sull’amore di Dio e sulla salvezza dell’uomo. Per lasciare un segno di speranza nella vita attraverso preghiera, musica (cantati brani su San Francesco) e poesia (letti alcuni estratti dagli scritti di don Tonino Bello, poesie di Madre Teresa, di San Francesco, ecc.), fino all’adorazione eucaristica finale (in piazza alcuni stand).
Il primo convento dell’Ordine Cappuccino (fondato nelle Marche nel 1528) a Molfetta risale al 1540, sito nei pressi del Pulo. Per la sua fondazione, nella «Relazione dello stato di tutti i Conventi Cappuccini d’Italia» (1703-16), conservata nell’Archivio Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini di Toscana, si legge che «la città di Molfetta fu una delle prime nella Puglia a mostrarsi ben affetta alla nostra riforma […] i cittadini […] fecero concordemente istanza a’ Cappuccini che volessero pigliare abitazione nel loro territorio. […] quivi furono gettati i fondamenti con la debita licenza dell’Ordinario […] e ciò seguì l’anno 1540 alla presenza di gran moltitudine di popolo non ostante la distanza dalla Città. E questo fu il secondo convento che si pigliasse nella Provincia di Bari […]».
Rimasti nel convento del Pulo per circa 30 anni, per facilitare l’assistenza, l’apostolato e l’esercizio della carità, fu edificato un nuovo convento più vicino alla città e il Comune di Molfetta offrì il terreno nella località Petrullo (permesso ottenuto nel 1554).
Ma all’inizio del sec. XIX anche l’Ordine dei Cappuccini fu investito dal movimento di anticurialismo francese (decennio 1806-1815). Dopo il concordato del 1818 tra Pio VII e i Borbone per riaprire le case religiose, anche l’unità d’Italia decretò la definitiva soppressione degli ordini religiosi.
I frati presero in affitto una casa in via Terlizzi, dove rimasero fino al 1867. Il convento fu acquistato dall’amministrazione comunale (la chiesa fu affidata al prof. Corrado Salvemini che per circa mezzo secolo provvide al mantenimento del culto, mentre ai frati superstiti furono concesse per abitazione poche celle del convento). Solo nel 1913 i frati poterono tornare nel loro convento (decreto del prefetto di Bari del 2 ottobre 1913).

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Autore: Angelica Vecchio
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