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Una giornata particolare Teatro - Il Collettivo “Freedom” ripropone il film di Scola
15 dicembre 2003

6 maggio 1938. È una giornata storica per i Romani, che si riversano in strada a rendere omaggio al duce e all'immarcescibile alleato Hitler. Antonietta, casalinga, madre di sei figli, collezionista di ritagli di giornale fascisteggianti, rimasta, affaccendata, in casa, s'imbatte, per coincidenza, nell'inquilino omosessuale del piano superiore, Gabriele (come il famoso vate, D'Annunzio), ex annunciatore EIAR, ora condannato al confino per le sue tendenze sessuali 'pervertite'. Ne nascerà un disperato e delicatissimo incontro d'amore, poi ciascuno farà ritorno alla propria solitudine. È la trama d'un memorabile film di Ettore Scola del 1977, con Sofia Loren, reduce da “Cassandra Crossing”, e Marcello Mastroianni, compianto protagonista di “8½”. Il collettivo “Freedom”, guidato dal prof. Onofrio Antonio Ragno, ha riproposto presso il Teatro don Bosco, il lavoro di Scola, avvalendosi di una sceneggiatura teatrale offerta dal regista medesimo. Protagonisti Stefania Silvestri, nel ruolo di Antonietta, e Daniele De Gennaro, in quello di Gabriele (la sua interpretazione si segnala per qualità di timbro e sensibilità). La rappresentazione si apre con la proiezione di alcuni spezzoni del film di Scola, immagini di repertorio del periodo fascista; si segnala subito tamburellante, marziale, l'inno delle S.A. 'La strada è sgombra, / i ranghi ben serrati; / marciano le S.A. / con passo silenzioso e fermo'... Poi, ecco l'immagine di una casa e d'una donna, Antonietta, che si sbraccia parlando in romanesco. Lo spettatore ha subito la dimensione di uno spettacolo che si svolgerà in due ambienti: sullo sfondo si stagliano due porte, a simboleggiare le abitazioni della donna e di Gabriele, collocate sullo stesso piano perché poste in comunicazione dalle finestre, che consentono da ciascun appartamento di osservare ciò che accade nell'altro. Successivamente, la storia prende il volo e seguiamo i due protagonisti nel loro lento, ma inesorabile, entrare in empatia, sino all'amplesso, dopo la coinvolgente scena della terrazza. Così Antonietta passa dalla lettura di ridicoli slogan fascisti a quella del delicato 'Roman de la Rose', mentre Gabriele, il 'vate' invertito, va incontro al suo destino, forse di morte... Efficace la trovata di Ragno di alternare il recitato a scene girate dai giovani attori stessi. Così l'arresto dell'annunciatore omosessuale è preannunciato sul maxi-schermo dall'arrivo, in un caseggiato (ovviamente molfettese), di due loschi agenti del regime; al linguaggio cinematografico è affidato anche il momento della partenza di Gabriele, con l'immagine della porta chiusa con veemenza. Questo fotogramma, inutile dirlo, ci fa ripensare alla conclusione d'un altro lavoro realizzato da 'Freedom', 'Casa di bambola'. Antonietta ha perduto il suo amante d'un giorno solo e ritorna alla miseria della propria vita familiare. 'Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole: / ed è subito sera'. L'amarezza del finale non rende questa storia meno degna di essere raccontata, anzi... 'Una giornata particolare' è una di quelle fiabe sempre attuali che i giganti della montagna spesso non amano ascoltare. Proprio per questo non deve cadere nell'oblio... Gianni Palumbo
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