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Una borsa di studio a ricordo di padre Paolo Monterisi di Trani
11 giugno 2008

TRANI - L'istituzione di una borsa di studio che sia da sostegno nella formazione di nuovi giovani sacerdoti, “soprattutto in un momento di profonda crisi vocazionale”. E' l'impegno preso dall'intera famiglia vincenziana nel corso della giornata dedicata al ricordo di padre Paolo Monterisi (foto), il sacerdote originario di Trani scomparso all'età di 34 anni il 1 giugno del 1988 stroncato da un male incurabile. A 20 anni dalla sua morte i confratelli hanno voluto rendere omaggio alla figura di un uomo sempre “fedele al carisma di San Vincenzo nella carità verso i poveri”, attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto nel corso del suo breve sacerdozio durato appena 4 anni. Tante le attestazioni di stima e soprattutto di amicizia da parte di chi è stato vicino a padre Paolo durante gli anni della giovinezza trascorsi a Trani e poi in quelli della formazione divisi tra Napoli e Posillipo, e poi a Lecce come responsabile della Scuola Apostolica. Struggenti i ricordi dei giovani sacerdoti da lui formati che hanno ricordato il “forte travaglio vocazionale di Paolo” per come emergeva dal suo diario in cui si legge di una “chiamata” talmente forte da fargli rinunciare anche ai suoi affetti più cari. Un uomo, prima che un prete, “tormentato da Dio e assetato di Dio”, viene ricordato, “un sacerdote dalla fede profonda, entusiasta della vita, disposto a tutto per il prossimo”. Sorriso aperto e grande entusiasmo, le frasi più ricorrenti per descrivere questo giovane prete con una “grande voglia di vivere” e di essere “per gli altri”, soprattutto i poveri. Lo ha ricordato nella sua omelia anche l'Arcivescovo della diocesi di Trani Mons. Giovan Battista Pichierri che, nella chiesa di San Francesco, ha concelebrato una messa solenne insieme al Vescovo Mons. Cristoforo Palmieri, missionario vincenziano in Albania, e al Vescovo Emerito Mons. Vincenzo Franco. Sull'altare anche padre Biagio Falco, superiore provinciale dei vincenziani di Napoli, i sacerdoti del clero di Trani e gli altri confratelli vincenziani, da Melfi, da Roma, da Napoli, che avevano conosciuto padre Paolo, che seguono i suoi insegnamenti e che ora li diffondono. La decisione di istituire una borsa di studio intitolata a padre Paolo nasce proprio da questa esigenza: proseguire il cammino del giovane sacerdote il quale prima di morire disse: “dite ai miei ragazzi che è bello essere preti”. Convinto com'era che “i ragazzi di oggi non hanno bisogno di belle parole perché ne ascoltano troppe”, diceva, “loro sono alla ricerca di modelli a cui rifarsi, di uomini credibili per la loro testimonianza”. Proprio come era padre Paolo.
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