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Truck Center, processo da rifare: i parenti sperano di avere giustizia La Cassazione annulla le assoluzioni per la morte di 5 operai nella maledetta cisterna
15 febbraio 2019

La Cassazione annulla le assoluzioni per la tragedia della cisterna della Truck Center nella zona industriale. In quella tragedia del 3 marzo 2008 morirono 5 operai per le esalazioni dell’acido solforico.
La strage avvenne il 3 marzo 2008 per le esalazioni di acido solforico in una cisterna persero la vita Guglielmo Mangano, di 44 anni e, nel tentativo di salvarlo, i colleghi Michele Tasca, di 19 anni, Luigi Farinola,
di 37 anni, l’autotrasportatore Biagio Sciancalepore (dipendente di una società di trasporti che lì custodiva i mezzi), di 24 anni, e Vincenzo Altomare, di 64 anni, amministratore della stessa Truck Center. Unico
superstite, ferito, Cosimo Ventrella. I giudici della IV sezione penale di Roma ora hanno annullato con rinvio la sentenza choc della Corte di Appello del 19 luglio del 2011 che aveva assolto tutti gli imputati. Il 
processo è tutto da rifare. A sollevare la questione davanti alla Corte di Cassazione era stato il procuratore generale chiedendo l’annullamento con rinvio della sentenza dell’estate 2017 con la quale molti imputati, condannati in primo grado, furono assoli “per non aver commesso il fatto”. Ora dovrà essere la Corte d’Appello di Bari a fissare il nuovo processo. A proporre ricorso in Cassazione fu anche il Comune di Molfetta. I parenti delle vittime sperano in una decisione diversa che possa individuare le responsabilità di questa tragedia il cui ricordo è ancora vivo nei molfettesi. Fece molto discutere la sentenza della Corte di Appello di Bari che assolse tutti gli
imputati “per non aver commesso il fatto”, per altri dichiarò la prescrizione del reato di omicidio colposo aggravato e confermò solo la responsabilità della società Truck Center Sas per violazione delle norme sulla sicurezza
sul lavoro (con riduzione della sanzione amministrativa a 300mila euro) il cui titolare, Vincenzo Altomare, morì anch’egli nella maledetta cisterna. Furono assolte anche tre delle quattro società coinvolte nel processo, Fs Logistica, Cargo Chemical Spa, La Cinque Biotrans Snc, Nuova Solmine Spa. Revocati i risarcimenti danni alle parti civili, Regione Puglia, Comune di Molfetta e alcuni familiari degli operai morti. Naturale la reazione dei parenti delle vittime:“E’ una vergogna”. Alcuni di loro, presenti in aula, indossavano le magliette con i volti delle vittime della tragedia. “Questa non è giustizia!”, affermano con rabbia i parenti che sperarono in una impugnazione della sentenza da parte della Procura generale, cosa puntualmente avvenuta. Al Tribunale di Trani l’11 luglio 2014 il processo bis ebbe origine proprio dalla sentenza del primo processo del 26 ottobre 2009, quando il giudice ordinò nuovi accertamenti per Eni, Nuova Solmine e Meleam. Eni e i suoi sette funzionari vennero assolti, già nel dicembre 2011, con il rito abbreviato dal Gup. E nel processo bis ci furono sette nuove 
condanne: 2 anni e 9 mesi, a cinque tra dirigenti e dipendenti della Nuova Solmine di Grosseto, l’azienda in cui la cisterna venne svuotata dello zolfo liquido caricato all’Eni di Taranto e poi ripartita vuota verso la Puglia. Si tratta dell’amministratore delegato Ottorino Lolini, del presidente Luigi Mansi, del direttore dello stabilimento Giuliano Balestri e dei dipendenti Gabriele Pazzagli e Mauro Panichi. Invece il giudice monocratico Roberta Savelli condannò a due anni (pena sospesa) Loris  Poccetti, per la falsa testimonianza resa  durante il primo processo, mentre la stessa Nuova Solmine fu stata condannata a pagare 420 mila euro, sulla base della  responsabilità  giuridica delle società derivante dal reato contestato. Furono assolti, invece, la Meleam di Bitonto (che certificò l’affidabilità della Truck Center) e il suo rappresentante legale, Pasquale Bacco, per non
aver commesso il fatto. Invece fu prescritto il reato di illecito smaltimento di rifiuti per Alessandro Buonopane, Mario Castaldo e Pasquale Campanile (i primi due della Fs Logistica e il terzo de La Cinque Biotrans, tutti condannati nel primo processo per omicidio colposo), che affidavano le operazioni di bonifica da rifiuti pericolosi alla Truck Center, “priva delle necessarie autorizzazioni”. Nel primo processo, conclusosi il 26 ottobre 
2009, erano stati condannati a quattro anni Antonio Castaldo e Alessandro Buonopane della Fs Logistica, la  società proprietaria della cisterna, e Pasquale Campanile de La Cinque Biotrans; assolto l’autista Filippo 
Abbinante; mentre Fs Logistica era stata condannata a pagare 1,4milioni di euro e altri 400mila a testa La Cinque Biotrans e la stessa Truck Center, per l’illecito amministrativo in materia di sicurezza del lavoro, da cui sarebbe scaturita comunque la tragedia.

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