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Tradurre il CV in inglese: ecco come farlo in maniera efficace
17 gennaio 2022

Perché vuoi seguire una specializzazione post-universitaria all’estero o cercare lavoro al di fuori dell’Italia convinto di avere maggiori opportunità d’impiego  ma, anche, perché i tuoi capi ti hanno offerto di partecipare a un programma aziendale o una promozione ma solo a patto di accettare il trasferimento in una filiale estera della compagnia: sono tante la ragioni per cui potresti aver bisogno di tradurre il CV in inglese e quello che faremo qui di seguito è provare a scoprire insieme il modo migliore per farlo.

Gli errori da evitare e gli alleati migliori per tradurre il CV in inglese efficacemente 

La prima tentazione potrebbe essere, infatti, quella di usare Google Translate o qualunque altro dei numerosi traduttori online disponibili gratuitamente ma, se ci tieni a fare bella figura con chi leggerà il tuo curriculum vitae, faresti bene a evitarli. Sono sistemi automatici, infatti, che semplicemente trasformano un testo da una lingua all’altra procedendo parola per parola o quasi e non salvandoti da strafalcioni ed espressioni che hanno poco o nessun senso nella lingua di destinazione. Soprattutto l’inglese business ha del resto molti false friend e parole, cioè, che suonano molto simili a termini in italiano ma hanno significato completamente diverso; senza contare che, soprattutto se sei alle tue prime esperienze nel mondo del lavoro, potresti non avere ancora abbastanza familiarità con termini come chef executive officer, data protection officer, project manager junior e via di questo passo. A volte si tratta, in casi come gli ultimi, di qualifiche e ruoli professionali che non hanno neanche un esatto corrispondente in italiano: chi per lavoro si occupa di traduzioni italiano – inglese, insomma, più che semplicemente tradurre il CV in inglese ti aiuterà ad adattarlo perché risulti più accattivante agli occhi dei recruiter.

Recruiter che per altro, per via della grande quantità di curriculum che devono esaminare ogni giorno, scartano di prassi quelli in cui ci sono refusi o errori grammaticali evidenti. È questa la ragione per cui anche se eri bravo in inglese a scuola, hai sostenuto esami di lingua in università o conseguito certificazioni di inglese B1 o B2 faresti bene a non avventurarti nel tradurre il CV in inglese da solo e facendo conto sulle tue reminiscenze linguistiche. L’inglese imparato sui banchi è in genere molto diverso dall’inglese parlato negli ambienti lavorativi internazionali e potrebbero mancarti, per questo, il giusto dizionario e tutta una serie di espressioni idiomatiche che suggeriscono immediatamente una certa idea di professionalità. Quanto appena detto vale soprattutto se insieme al CV tradotto in inglese devi presentare anche lettera motivazionale, lettera di referenze, portfolio in lingua: solo un traduttore professionista può assicurarti in questo caso buoni risultati in poco tempo.

Certo più hai fretta e più potresti essere tentato di approfittare di modelli di CV in inglese già pronti e compilabili, come quelli che si trovano ormai facilmente e numerosi in Rete. Fai attenzione, però, che questi formati di CV – un po’ come il formato europeo – tendono a stancare i recruiter e a non distinguersi di fatto da quelli dei competitor. Se quello per cui ti stai candidando è un lavoro creativo, non ami tutto ciò che è standard e preconfezionato o hai bisogno nel tuo CV di mettere in evidenza anche altro oltre alle solite esperienze lavorative e formative faresti bene a far tradurre il CV in inglese da un professionista che sappia cucirlo su misura per te.    

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