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Tesi copiate e niente dimissioni: le differenze tra Italia e altri Paesi democratici
18 aprile 2017

Caro Direttore,
ancora episodi riprovevoli nel nostro Parlamento. Anche questa volta, sono coinvolti due grandi figure; mi riferisco alla ministra della pubblica amministrazione, Marianna Madia, e all’on. Francesco Boccia, presidente della 5° commissione bilancio della Camera. Tutti e due vengono accusati di aver copiato parte della tesi. La difesa dei due, non credo possa essere accettata.
La ministra si difende dicendo che, nella tesi, ha sempre citato le fonti, (evidentemente dimenticando di citare alcune parti). Il nostro conterraneo si difende dicendo che: “sicuramente non ha controllato bene la documentazione, composta da oltre 20 pubblicazioni”. Nessuno dei due, ha pronunciato una sola parola sulla possibilità di aver potuto copiare.
Mi domando, perché in Italia nessuno sente mai il bisogno di dimettersi, di sentirsi colpevole, di vergognarsi di fronte a comportamenti disdicevoli, se non disonesti e sleali? Caro Direttore, fatti simili, si sono verificati anche in altri Paesi, ma risolti sempre con le dimissioni. Basterebbe ricordare la ministra tedesca alla pubblica istruzione, Annette Shavan che, accusata di aver copiato parte della tesi, sì dimette e l’Università le revoca la laurea. Stessa sorte era toccata al ministro della difesa Guthenberg. Abbiamo anche il caso del presidente della Repubblica Ungherese, Pal Schmitt. Il presidente era stato due volte campione olimpico, nella scherma, era stato eletto dal parlamento con l’85% per cento dei voti, era da tutti stimato, apprezzato ed amato. Appena però, apparve sulla stampa, la notizia di aver scopiazzato nel lontano 1992 la sua tesi, il Rettore della prestigiosa università Semmellweis di Budapest, gli revocò subito la laurea. Questo avveniva il 29/3/2012; il 2 aprile il Presidente si dimette, motivandole: “sento di non poter più rappresentare l’unità della nazione”.
Qui emerge, tutta la grande differenza, tra la nostra cultura con i nostri comportamenti e quella degli altri Paesi. Assistiamo al rettore che, revoca la laurea al suo Presidente della Repubblica e il Presidente che, immediatamente si dimette. Da noi non si dimette nessuno! Tutti rimangono inchiodati alle loro poltrone; completamente assente la cultura della vergogna.  Comportamento ignobile, assurdo, insostenibile.
Ancora due parole sul caso Boccia. Questi, potrebbe aver vinto il concorso, grazie alla “copiatura” e, sia pure involontariamente, aver potuto danneggiare altri concorrenti. La mia è solo un’ipotesi, ma penso sia un motivo in più per dimettersi. La ministra invece, secondo il Fatto Quotidiano, non ha mai frequentato la università olandese, dove afferma di aver svolto le ricerche.
La ministra ha detto una bugia, ha mentito? Non conosciamo i fatti, possiamo solo ricordare che, il Presidente USA, Bill Clinton, fu processato per aver mentito. Da noi niente dimissioni, niente processi, niente revoche. Completamente silente anche il Parlamento, indebolendo così, sempre di più, la già scarsa fiducia dei cittadini nei riguardi della classe politica.
Dobbiamo necessariamente cambiare “registro” perché è un problema culturale, serio ed improcrastinabile che, solo la scuola potrebbe risolvere. Ovviamente, con un ministro della P.I. idoneo. Penso sarebbe molto utile un dibattito sull’argomento.

Vitangelo Solimini
Cittadinanzattiva

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