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Tartarughe spiaggiate colpa dei lavori del porto
15 settembre 2009

Da quando sono i n i z i a t e le operazioni di dragaggio e bonifica dei fondali per il nuovo porto, voluto dal sindaco Antonio Azzollini, sono tante le tartarughe in giovane età spiaggiate sulle coste molfettesi in apparenti buone condizioni e che vengono portate al Centro di recupero tartarughe marine del WWF di Molfetta. Questo sta a significare, secondo gli esperti, che gli esemplari ritrovati hanno accusato i colpi di quello scempio ambientale che si sta consumando nelle acque molfettesi con la costruzione del nuovo porto commerciale e in particolar modo con le decine di esplosioni di ordigni bellici che avvengono al largo della costa durante le operazioni di bonifica in corso delle acque antistati il porto. E’ per questo che i responsabili del WWF puntano il dito su quelli che potrebbero essere i danni all’ecosistema marino vessato dalle continue esplosioni di elevata potenza. ‹‹La situazione delle tartarughe in Puglia come in tutta Italia - ci spiega Pasquale Salvemini, coordinatore regionale del WWF - è in continuo monitoraggio, infatti è questo l’obbiettivo del progetto nazionale “WWF Italia” a cui siamo legati. Il nostro compito come WWF non è solo quello di salvare le tartarughe, ma capire il perché sono in aumento i rinvenimenti di carcasse di esemplari sulle coste e di capire le cause che portano alla morte di questi esemplari. Ecco perché la stretta collaborazione che abbiamo instaurato con la facoltà di veterinaria dell’Università degli studi di Bari e a dir poco preziosissima. Sappiamo - continua Salvemini - che spesso ritrovare una tartaruga significa per i pescatori perdere una giornata di lavoro, è per questo che preferiscono ributtarla in mare, segnando la fine di molte tartarughe che durante le battute di pesca rimangono ferite o addirittura ingoiano ami grossi anche sette otto centimetri. Stiamo per questo – aggiunge Salvemini – attuando una stretta sinergia con Assopesca e Federpesca, ed è in cantiere un vademecum del pescatore in caso di ritrovamenti di tartarughe. Insomma ciò che il pescatore deve e non deve fare in caso di avvistamento o ritrovamento di esemplari››. Sono molte le tartarughe arrivate al Centro di recupero molfettese. Non ci sono dati ufficiali, ma si può parlare anche di due ritrovamenti al mese in media. ‹‹Anche se - aggiunge Pasquale Salvemini – nell’ultimo periodo stanno aumentando i ritrovamenti, frutto di una maggiore sensibilità dei cittadini a questo problema››. Si sta pensando per questo di ampliare il centro che al momento può ospitare solo due vasche per l’accoglienza delle tartarughe e una sola infermeria dove avvengono le medicazioni e i piccoli interventi chirurgici. Il Centro, attivo dal 16 dicembre 2006, è interamente gestito dai volontari del WWF di Molfetta in collaborazione con la facoltà di veterinaria dell’Università degli studi di Bari, che mette a disposizione esperti e attrezzature per la cura degli esemplari. Molte le scolaresche che in questi anni hanno visitato i locali del centro di recupero tartarughe di Molfetta, nei periodi in cui erano ospiti le tante tartarughe salvate dal WWF. Nei locali del centro è allestita anche una piccola mostra permanente, dedicata al socio WWF, Corrado Tatulli, scomparso qualche anno fa durante una immersione subacquea. Molte delle immagini in mostra sono suoi scatti, raffiguranti fondali marini, quei fondali che lui tanto amava scrutare. Al momento della nostra visita nel centro di recupero molfettese, unico centro WWF in Puglia, e uno tra i più grandi del sud Italia dopo quello di Lampedusa, era ospite del centro un esemplare di caretta caretta di circa 18-20 anni, che con i suoi 53 centimetri per 48 di carapace sguazzava in una delle vasche in dotazione al centro in attesa della sua liberazione. La tartaruga in questione aveva ingerito due grossi ami, uno con la lenza, che gli erano stati asportati con un delicato intervento chirurgico dal prof. Antonio di Bello della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari, ed era in attesa della sua prossima liberazione. Un centro di recupero per tartarughe, quello di Molfetta, che lascia spazio anche ad altri piccoli animali selvatici, ritrovati dai volontari, curati e rifocillati, e poi liberati quando sono ormai in grado di badare a se stessi. Un piccolo paradiso naturale, tutto molfettese, dove ogni animale riceve cura affetto e soprattutto protezione in momenti in cui le condizioni fisiche non gli permettono di badare a se stesso e di svolgere le sue funzioni vitali.

Autore: Giovanni Angione
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