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Servizio di riscossione tributi a Molfetta: il Centrodestra chiede l'annullamento del bando di gara
28 ottobre 2022

MOLFETTA – «Gara da annullare»: lo hanno affermato con forza i consiglieri di opposizione di centro-destra Pietro Mastropasqua, Adamo Logrieco (Fratelli d’Italia), Mauro Binetti (Molfetta Nostra) e Ippolita Germinario (Obiettivo Molfetta) nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nei giorni scorsi a Palazzo Giovene.

La gara in questione è quella relativa all’affidamento a terzi della riscossione dei tributi maggiori ossia Tari (imposta sui rifiuti) e Imu (imposta sulle unità immobiliari, ad eccezione casa in cui si risiede).

Dopo una introduzione della consigliera Germinario, il consigliere Binetti ha ricostruito l’iter sinora seguito.

Nel 2021, con la nota di aggiornamento del Dup (Documento unico di programmazione), la precedente amministrazione ha previsto il passaggio del servizio di riscossione da un ente pubblico (dopo l’abolizione di Equitalia, la riscossione dei tributi è affidata all’Agenzia delle Entrate) a una società privata e si è impegnata a stilare un bando per individuare il soggetto affidatario.

Con la delibera di Giunta n. 141 dell’11 maggio 2022, si indice la gara per l’affidamento in concessione del servizio di riscossione stragiudiziale e coattiva delle entrate tributarie maggiori e affidamento del servizio di supporto all’accertamento e alla riscossione ordinaria.

Mauro Binetti, leggendo la delibera ha sottolineato un particolare passaggio, con l’intento di evidenziare come alcuni strumenti restino una prerogativa dell’ente pubblico: la normativa non garantisce la perfetta equiparazione degli strumenti di riscossione coattiva riservati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione spa (ruolo) o ai concessionari privati (ingiunzione di pagamento), in quanto alcune tutele e/o strumenti previsti dal d.P.R. n. 602/1973 al fine di garantire l'efficacia della riscossione sono riservati unicamente al ruolo.

Il consigliere ha, poi, riferito che la Determina dirigenziale 601/626 del 7 giugno 2022 stabilisce che la società di recupero potrà applicare una percentuale del 3% o del 6% (l’aliquota varierà a seconda del periodo trascorso per recuperare la morosità) quali oneri di riscossione.

Il consigliere Mastropasqua ha, innanzitutto, messo a confronto la procedura sinora in vigore con quella che si dovrebbe seguire a conclusione del bando. La procedura avviata sino allo scorso dicembre prevede che il contribuente moroso riceva dall’Agenzia delle Entrate un avviso bonario, senza sanzione; a questo segue un ulteriore sollecito. In caso di mancato pagamento dopo il sollecito, si applica una maggiorazione del 3% per oneri di riscossione, se il debito non viene saldato, l’aliquota sale al 6%.

Secondo la delibera approvata, il concessionario privato dovrebbe inviare un primo avviso applicando già l’aliquota del 3%. In caso di persistenza del debito, porterebbe l’aliquota al 6%. Al tempo stesso avrebbe diritto a un aggio (a una quota del credito) pari a un massimo del 10% (su 100 euro riscossi, 10 andrebbero al Concessionario e 90 al Comune), anche se è corretto precisare che l’aggio è soggetto a offerta al ribasso nel corso della gara.

I consiglieri di centrodestra, contrari al provvedimento, nello scorso luglio hanno diffuso un comunicato stampa e inviato una lettera al sindaco Tommaso Minervini, alla Giunta e agli uffici preposti, invitandoli a verificare la legittimità e la convenienza del procedimento, questione ripresa nel primo Consiglio comunale e riproposta alla città con un ulteriore comunicato stampa del 3 agosto.

La richiesta è sempre quella dell’annullamento ma, stando a quanto affermato durante la conferenza stampa, qualche giorno fa si è dato seguito alla gara con l’apertura delle buste.

Secondo i quattro consiglieri di opposizione, i motivi per l’annullamento sarebbero molteplici.

Il consigliere Logrieco ha sottolineato innanzitutto che, rispetto alla delibera del 2021, è intervenuto un fatto nuovo, ossia la Legge di Bilancio 2022 (L. n.234 del 30.12.2021) che, dal 1 gennaio 2022, ha cancellato completamente gli oneri di riscossione e ha stabilito che l’aggio sia pari all'1%.

A proposito del bando, è intervenuta anche una delibera dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), la n. 448 del 28/9/22, nel quale si legge: “data la distinzione tra l'attività di accertamento e riscossione da un lato e le attività di supporto e propedeutiche dall'altro, a cui corrisponde l'esistenza di due mercati potenzialmente diversi, occorreva inserire all'interno del bando le motivazioni della mancata suddivisione della gara in lotti”, in altre parole avrebbe evidenziato una carenza di motivazione della scelta dell’amministrazione comunale. Il bando di gara, infatti, riguarda tre servizi che richiedono requisiti diversi ma prevede un affidamento unico, dunque, ogni impresa partecipante deve rispondere a tutti i requisiti.

«Sarebbe stato più opportuno indire tre gare diverse, garantendo maggiore concorrenza – ha affermato Mastropasqua – è legittimo bandire un’unica gara ma il Comune dovrebbe motivare la scelta».

In sintesi, il centrodestra ritiene la procedura non conveniente né per i cittadini, che dovrebbero pagare degli oneri cancellati dal Governo Draghi, né per il Comune stesso poiché pagherebbe un aggio maggiore a quello stabilito dall’attuale Legge di Bilancio.

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Autore: Isabella de Pinto
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