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Sciopero generale domani. Corteo a Bari con appuntamento ore 9.30 in Piazza Eroi del Mare
01 dicembre 2022

BARI - In Italia, unico tra i Paesi dell’OCSE ove i salari sono più bassi di 30 anni fa, l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di prima necessità e delle bollette di luce e gas, insieme all’esplodere della inflazione ormai sopra l’11% (…il 15% per le classi popolari), stanno portando milioni di persone sotto la soglia di povertà.

È in tale contesto che gran parte dei sostegni sono andati alle grandi imprese anziché ai lavoratori, ai pensionati e ai disoccupati mentre si è registrato un clamoroso incremento della spesa militare. BASTA!

L’Italia è stata trascinata nel conflitto in Ucraina, divenendo un Paese belligerante. È ora di organizzarsi e mobilitarsi contro la guerra, contro il carovita e per fermare l’attacco ai salari e l’aumento delle disuguaglianze sociali. 

Altro che flat tax, taglio del cuneo fiscale, cancellazione del reddito di cittadinanza e riduzione dei servizi pubblici, controriforma della scuola e ulteriore taglio della sanità pubblica: serve che si colpiscano i grandi patrimoni accumulati per decenni; la crisi non dev’essere più pagata dai lavoratori, dai disoccupati e dalle classi subalterne, ma dai padroni e dal grande capitale industriale e finanziario, che in questi anni ha continuato ininterrottamente a fare profitti e ad arricchirsi.

Mentre la speculazione impazza e si porta via più di 40 miliardi solo con gli extraprofitti sul gas, ci raccontano che non ci sono le risorse per difendere i nostri salari e i nostri stipendi: nel frattempo, i governi passati e presenti (ieri Draghi, oggi Meloni) reprimono e criminalizzano le lotte sociali e sindacali. È ora di dire basta!

L’escalation bellica e l’incombente pericolo di utilizzo di armi tattiche nucleari ci devono spingere ad agire, qui ed ora, contro la guerra, e per imporre lo stop all’invio di armi in Ucraina. Senza la pace sarà molto difficile poter uscire da una crisi economica che viene pagata, come sempre, dai lavoratori e dai ceti meno abbienti in tutta Europa.

Lo SCIOPERO GENERALE di domani 2 dicembre (appuntamento a Bari in Piazza Eroi del Mare alle ore 9) è l’arma fondamentale che hanno i lavoratori e le lavoratrici per contrastare le politiche economiche “lacrime e sangue” e per fermare la guerra. Nonostante la legge liberticida che in Italia, a differenza degli altri paesi europei, regolamenta il diritto di sciopero, È POSSIBILE FERMARE IL PAESE E SOSTENERE CON FORZA CHE SERVE FERMARE LA GUERRA, AUMENTARE I SALARI, RILANCIARE SCUOLA, SANITÀ, SERVIZI PUBBLICI E WELFARE.

Serve organizzare una resistenza capillare e dare sbocco alle campagne di lotta, a cominciare da quelle contro il carovita.

Serve un’azione coordinata e condivisa. Unire le forze per fermare il Paese è il primo passo per invertire la rotta

ADL VARESE – CIB UNICOBAS – CONFEDERAZIONE COBAS – COBAS SARDEGNA -

CUB – SGB – SICOBAS – USB – USI CIT

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