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Elezioni amministrative vicine: mai tanta confusione sotto il cielo di Molfetta. Le ambiguità del Pd. E la fiction continua
18 marzo 2026
MOLFETTA
– La politica molfettese ancora nel pantano a circa due mesi dalle elezioni amministrative, con il Pd o meglio una sua parte, cerca di mettere insieme una coalizione con i ferri arrugginiti della vecchia amministrazione Minervini, con i trasformisti in primo piano. Nell’ultima assemblea di partito, come scrive Pietro Capurso, un iscritto storico fin dai tempi di Sandro Fiore e del Pci, sarebbe stato votato un documento fantasma: «
A Molfetta sta accadendo una cosa piuttosto singolare. Esiste un documento politico. È stato votato dalla maggioranza dei presenti all’assemblea del circolo del PD. Il suo contenuto circola nelle chat di chi segue la politica cittadina ed è ormai noto a molti. Eppure, ufficialmente, quel documento sembra non esistere.
Non è stato pubblicato dal segretario del circolo. Non è stato diffuso sui canali ufficiali del partito. Nessuna testata giornalistica lo ha ricevuto o lo ha rilanciato. Insomma: un documento votato, discusso, conosciuto… ma che nessuno sembra voler rendere pubblico.
E dire che durante l’assemblea dell’11 marzo l’approvazione di quel testo appariva una priorità assoluta. Tanto che Piero ha invitato i propri sostenitori a non intervenire per non allungare i tempi del dibattito, lasciando alla minoranza la possibilità di “sfogarsi”, pur di arrivare rapidamente al voto finale. Il documento viene approvato da una trentina di presenti. E poi… puff! Sparisce. Da quel momento silenzio assoluto.
A questo punto una domanda sorge spontanea: perché? Perché un documento politico, votato in assemblea, non viene reso pubblico?
Forse si teme che possa essere letto con attenzione dai livelli provinciali del partito?
Forse qualcuno si è spinto un po’ troppo avanti rispetto alla linea politica generale?
Oppure l’eventuale abbraccio con forze politiche lontane dal centrosinistra rischierebbe di risultare poco comprensibile?
Non lo so. So solo che esiste un documento votato da circa 30 persone che ufficialmente sembra non esistere.
So che, in politica, la trasparenza dovrebbe essere la regola. E che un documento votato da un’assemblea non dovrebbe avere paura della luce. Una novità interessante per la scienza politica: il primo documento approvato per acclamazione… e poi reso invisibile. Chissà. Magari prima o poi qualcuno lo pubblicherà.
Oppure resterà così: una sorta di documento fantasma.
E, come tutti i fantasmi, prima o poi qualcuno dovrà pur spiegare da dove viene
». La vicenda del concorso all’Arca Puglia, bloccato dal presidente della Regione Decaro, sta creando imbarazzo non solo al Pd e al suo giovane segretario Alberto D’Amato, il primo della graduatoria dei vincitori, ma all’intero partito. Di qui la “sparizione” del documento finale con esiti imprevedibili. Ma mentre continua la caccia al documento misterioso che probabilmente è stato bloccato dalla direzione provinciale del partito, le altre liste civiche si stanno organizzando con trattative segrete che, comunque, non sembrano prescindere dal passato, con ciambotti ancora più vergognosi. Mentre c’è chi prende già la volata per le pubblicità elettorali, la presenza di ben 3 consiglieri regionali, come non accadeva da tempo, è destinata a condizionare anche le scelte locali. Ancora una volta la politica locale si deciderà a Bari, come ci ha abituato nefastamente Emiliano, condizionandola fortemente? Tanti pezzi del vecchio ciambotto cercano di rifasi una verginità, lasciando tutta la colpa dell’intervento della magistratura e degli errori della passata amministrazione a Tommaso Minervini, che rischia di restare il capo espiatorio della politica gattopardistica. E così torna di attualità il vecchio proverbio: “Chi ha colpa del suo mal, pianga se stesso”. Ma l’ex sindaco non ci sta e probabilmente sta studiando le prossime mosse anche in vista del voto comunale. Anche se, oggettivamente, malgrado il comprensibile tentativo di non essere la vittima della situazione, Minervini, sembra fuori gioco, anche ad opera dei suoi stessi compagni di cordata. In questa confusione totale, sembra voler tornare in campo il vecchio ex senatore ed ex sindaco Antonio Azzollini che, per il momento non viene avanti personalmente, ma mobilita i suoi fedelissimi e perfino i parenti, come ballon d’essai, per saggiare la direzione del vento, viste le difficoltà del campo largo, a sinistra, non solo a trovare un candidato credibile, ma a mettere insieme un’alleanza in discontinuità col passato, per l’ingombrante figura di Saverio Tammacco, che non ci sta a restare fuori da un asse decariano, in verità molto problematico. In questo bailamme politico, a guadagnarci sembra la figura di Pietro Mastropasqua, ex centrodestra ed ex assessore della prima amministrazione Minervini, che vuole accreditarsi in una coalizione eterogenea, dopo aver fatto l’opposizione alla passata giunta. Insomma, mai tanta confusione sotto il cielo. E la fiction continua.
Felice de Sanctis
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