Recupero Password
Ricordo di Antonio Balsamo a un anno dalla morte
15 luglio 2012

Molto semplice, ma anche sentita e commuovente la commemorazione in onore del prof. Antonio Balsamo nell’Auditorium san Domenico, organizzata dal prof. Damiano D’Elia. Del professore si è evidenziato il lavoro di critico letterario e di scrittore più che la sua persona, e questo per ragioni di tempo, perché la stessa sera della commemorazione la nazionale italiana avrebbe giocato la semifinale degli Europei di calcio.E forse non è stato un caso che questi due eventi coincidessero: come ha ricordato il prof. Gianni Antonio Palumbo, redattore di “Quindici”, il protagonista del capolavoro di Balsamo, Giordano, era un grande appassionato delle partite dell’Italia. Balsamo era un professore molto amato dai suoi allievi, nonostante la sua severità. Infatti, pur mettendo voti assurdi come uno o uno e mezzo, era lui il professore che si amava chiamare quando i suoi studenti organizzavano delle rimpatriate, a dimostrazione della sua umanità, ma anche che del suo grande talento: era capace di far amare la letteratura ai ragazzi. Con molta delicatezza e un pizzico di rimpianto affettuoso, il prof. Palumbo, curatore della commemorazione e amico di famiglia, ha ricordato le e-mail “terribili” che Balsamo inviava, molto difficili da decodificare perché scritte in un misto di italiano, lingue straniere e lingue morte, che lui riusciva in qualche modo a rendere vive. Era anche un grande amante della musica e in modo particolare di Sergio Endrigo, Gino Paoli e Luigi Tenco. Tra l’altro, alcuni brani di Tenco sono stati eseguiti con grande partecipazione dal M° Emanuele Petruzzella, oltre ad altri brani di musica classica che hanno fatto da sfondo alle poesie di Balsamo (tratte dal suo inedito poema lirico e civile Satura Lanx), lette con un’intensità gioiosa o lacerante, a seconda del tema, dalla prof.ssa Tania Adesso. Satura Lanx può essere paragonata a un piatto pieno di deliziose e succose primizie. È un po’ un codice miscellaneo: dalla fanciullezza nella guerra, che vede la società riemergere nella ricostruzione, alla ricostruzione urbana, dalla politica di sinistra all’intimismo, dove Balsamo si rivolge con rara dolcezza alla moglie Anna e ai suoi tre figli. Le esortazioni alla figura femminile richiamano alla mente quelle vibranti de La pioggia nel pineto di Gabriele d’Annunzio, anche se l’ambiente è differente. L’amore, tuttavia, è anche da Balsamo presentato nella sua nudità. Il suo lavoro di critico letterario si concentra sulla figura di Dante, da cui è stato attratto - quasi “ossessionato” - nel corso di tutta la sua vita. Le opere da lui dedicate a Dante sono «Dante fedele amante e sodomita pentito», «Altro fu il mio Giubileo» e «Siamo sicuri di aver ‘letto’ Dante (e Omero)?». In maniera innovativa, Balsamo ha applicato alla Vita Nova e alla Commedia il metodo di Koehler (adoperato per i poeti elegiaci latini), secondo cui gli scritti che parlano d’amore in realtà mascherano altre tematiche. Così, ad esempio, Beatrice appare come un compromesso storico tra la borghesia e i Guelfi. Affascinante e significativa è anche la sua visione di Dante come un “sodomita pentito”. Il termine “sodomita” non va letto come un riferimento alla presunta omosessualità del poeta fiorentino, bensì nel contesto politico cui si riferisce il canto dell’Inferno dedicato ai sodomiti, visione che il professor Balsamo ha contribuito a dare. Balsamo si è occupato anche di novellistica con «I novellieri italiani» e «Novelle di Renato Fucini e altri testi». Reanto Fucini era un autore poco noto del Verismo, che sceglieva per le sue antologie dei filoni poco noti, come quello degli animali. Basti ricordare la novella, poco nota, di Grazia Deledda su un cinghialetto ucciso da un bambino per puro diletto. Ma questa era una caratteristica di Balsamo che evitava di scegliere le novelle più famose, preferendo contribuire a diffondere quelle meno famose. Ma il professore amava moltissimo anche Molfetta, cui ha dedicato le opere «L’Università popolare nella vita della città », scritto in collaborazione con Giovanni de Gennaro, e «La piccola italiana», in cui ricostruisce con molta perizia la storia della scuola molfettese durante il periodo fascista, prendendo in esame i quaderni di alcune piccole alunne degli anni ’38 e ’40. Infine, il suo capolavoro, «Bella maliosa estate», romanzo postmodernista di formazione. Il protagonista, Giordano (dal nome del secondogenito di Balsamo), altri non è che lo stesso Balsamo, che si sdoppia nelle figure di Giordano, appunto, e di suo padre. Il padre di Giordano si presenta come un professore di latino, che odia Mimnermo perché vuole trasmettere al figlio l’amore per la vita e iscriverlo non al liceo, bensì all’ITIS. Ma Balsamo è presente soprattutto in Giordano, che preso dall’amore per Franca, ascolta alla radio la canzone Non andar via di Gino Paoli (canzone preferita dallo scrittore) e comincia a cantarla a squarciagola, stonandola completamente. Nel romanzo emergono alcune peculiarità robinsoniane: Giordano e il padre, infatti, si ritirano in una torre, ma il nonno di Giordano porta loro da mangiare prelibatezze, quindi si pone quasi in chiave ironica nei confronti di quest’altro romanzo. Ma, allo stesso tempo, anche Giordano e suo padre, così come Robinson Crusoe, si fanno portatori della ricostruzione della società, sgominando una banda di trafficanti di droga, dalle cui grinfie salvano una ragazza, Mina. Questo episodio presenta anche echi boccacceschi. Da notare l’uso dell’espressione, riferita a Franca, “lorida di mare”, che richiama la “lorida di morte”, usata dal Manzoni nell’episodio della morte di Ermengarda («Adelchi»). È forse uno dei migliori casi di recupero di un aggettivo associato alla tragedia e usato con grande e acuta ironia. «Bella maliosa estate» è il romanzo della meraviglia che, come ci ricordano i poeti, è sempre negli occhi di chi guarda.

Autore: Olimpia Petruzzella
Nominativo
Email
Messaggio
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet