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Ricordata a Molfetta Rosaria Scardigno a 50 anni dalla sua scomparsa
17 dicembre 2022

 MOLFETTA - L'istituto comprensivo “R. Scardigno –San D. Savio” di Molfetta, ha dedicato l'intera giornata del 15 dicembre 2022, alla celebrazione del 50° anniversario della scomparsa dell'intellettuale molfettese Rosaria Scardigno.

Già nella mattinata ciascuna classe di scuola primaria e secondaria di primo grado ha potuto riflettere sulla figura della scrittrice, educatrice, dialettologa molfettese, scoprendone ancora una volta l’importanza del suo pensiero così attuale, ma ancora poco presente negli archivi della storia letteraria pugliese.

Nel pomeriggio è avvenuta l'inaugurazione e la benedizione di una targa a Lei dedicata posta all'interno della scuola primaria “R. Scardigno”. La cerimonia è avvenuta alla presenza della Dirigente Nicoletta Paparella, dell’assessore alla Socialità Anna Capurso in rappresentanza del Sindaco di Molfetta Tommaso Minervini e del parroco della vicina Parrocchia San Pio X, don Vincenzo di Palo. Presente anche la pronipote della autrice Anastasia Mezzina emozionata e fiera del tributo che l’Istituzione Scolastica ha dedicato alla sua amata prozia.

La Dirigente Paparella ha accolto i presenti con un sentito discorso sulle motivazioni che hanno portato la scuola a commemorare la figura di Rosaria Scardigno, evidenziandone le qualità umane e professionali, ricordandola per  il suo alto valore sociale e culturale e per il contributo offerto nella salvaguardia della “molfettesità”.  La scuola primaria nasce nel settembre del 1978 e il 4 giugno 1983 è intitolata a Rosaria Scardigno come atto d’amore, di riconoscimento della propria identità e di esempio da additare alle giovani generazioni.

Anche l’assessore Capurso ha voluto omaggiare la figura della Scardigno, ricordandone il fervido impegno a favore delle donne in un contesto patriarcale quale era l’Italia degli inizi del Novecento.

La celebrazione prosegue con la visione della mostra-tributo, frutto dei vivaci laboratori creativi degli alunni e delle alunne di scuola primaria e secondaria di I grado “San D. Savio”, all’interno della Piazza dell’Amicizia, colma di genitori, insegnanti, piccoli e grandi alunni che insieme alle autorità presenti hanno voluto rendere omaggio al ricordo della studiosa molfettese.

A seguire, varie presentazioni della protagonista e delle sue opere attraverso video, racconti, “interviste impossibili” in vernacolo molfettese, a cura della scuola primaria e secondaria “San D. Savio” .

La tecnologia e la tradizione si sono fuse nei vari linguaggi utilizzati dai ragazzi e dalle ragazze per raccontare ai presenti una Rosaria Scardigno insolita attraverso l’arte, la musica e la poesia, grazie anche alla collaborazione con altri artisti, come ad esempio l’autore molfettese Corrado Spadavecchia che ha deliziato i presenti con la declamazione della poesia in vernacolo “Resàrie”. Proprio l’importanza del dialetto si evince dagli scritti della nostra autrice che, come scriveva Vincenzo Valente, suo illustre amico, nella premessa al “Nuovo lessico Molfettese -Italiano”, opera forse più famosa della sua bibliografia “Vi sono infiniti modi e vie di indagare la realtà. R. Scardigno ha scelto (…) la parola dialettale come “specchio” in cui si riflette continuamente la coscienza del popolo e si fa verbo”.

Per l’occasione è stato anche donato alla dott.ssa Fontana, direttrice della biblioteca comunale di Molfetta, un bellissimo ritratto di Rosaria Scardigno, opera del giovane artista Corrado Piccininni, alunno dell’Istituto, che ha voluto omaggiare l’autrice molfettese, ormai chiamata da tutti i piccoli alunni semplicemente Rosaria.

È stata una celebrazione ricca di momenti emozionanti che a sera, si è conclusa all’interno della chiesa San Pio X con l’esibizione della SaviOrchestra e degli alunni delle classi quinte di scuola primaria nel “Gran concerto di Natale” che ha regalato ai presenti un momento di musica, gioia e condivisione, registrando un clamoroso successo.

Un’intera giornata di grande coinvolgimento dedicata alla riscoperta della figura di questa donna che a distanza di 50 anni è tornata ad essere protagonista della nostra scuola e dell’intera città, a dimostrare come l'istruzione e la formazione possano essere un grande elemento di emancipazione, in particolare per il ruolo delle donne nella società.

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