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REGIONANDO – Il Consiglio approva la nuova legge elettorale
27 gennaio 2005

BARI – 27.1.2005 È la maggioranza, con la sola astensione del consigliere Balducci, ad approvare la nuova legge elettorale. Il sistema con il quale i cittadini pugliesi eleggeranno il presidente della Puglia ed il Consiglio regionale i prossimi 3 e 4 aprile. Si conclude così una vicenda durata oltre quindici giorni che ha visto momenti aspri di scontro, ma che si è conclusa attraverso una mediazione fra le proposte dei due schieramenti contrapposti. I punti fondamentali di differenziazione dal "vecchio" Tatarellum sono, l'eliminazione del listino, la ineleggibilità dei presidenti delle province ed i sindaci, la "taratura" dell'intera elezione e quindi anche della distribuzione del premio di maggioranza (a garanzia di governabilità) su un assemblea formata da 70 consiglieri (10 in più del precedente), così come peraltro previsto dal recente Statuto approvato dal Consiglio regionale pugliese e la previsione di un "equilibrio fra i generi", la cosiddetta quota rosa. Proprio su questa ultima questione, Rifondazione comunista, ha "tentato" di far passare un vincolo di 50 a 50%, quindi assolutamente paritario, per le quote di partecipazione nelle liste dei partiti. La proposta non è stata accolta perché ritenuta peraltro "peggiorativa" nel senso che, come ha sottolineato l'unica consigliera eletta, Tina Fiorentino, "sarà la sensibilità dei partiti ad inserire le donne nelle liste e poi la capacità di farle eleggere a rendere possibile la reale partecipazione al femminile in questa aula, nella prossima legislatura". Anche la Margherita aveva la "sua proposta", quella di estendere la ineleggibilità anche agli assessori delle amministrazioni provinciali e fissando peraltro il tetto che riguardava i sindaci per i Comuni con un minimo di 15.000 abitanti. Ma nulla di fatto, l'accordo raggiunto era blindato sulla proposta così come elaborata dal gruppo di lavoro confortato dalla consulenza del prof.Agosta dell'università di Roma e dall'avv.Ancora. Eliminato completamente "lo spauracchio dello sbarramento, con la proposta di previsione del 4% per la tornata elettorale del 2010. Riportiamo alcuni interventi del dibattito in consiglio: Sandro Frisullo (Democratici di sinistra): "Esprimo apprezzamento per il faticoso lavoro svolto, che ha vissuto momenti di grande tensione - ha detto - ma che ha portato ad un percorso condiviso così come rea giusto che fosse in riferimento ad una legge importante, quale è quella elettorale". "Abbiamo recuperato - ha continuato il consigliere dei Ds - lo spirito costituente e la capacità di raggiungere un compromesso". Emanuele Sannicandro (Margherita): L'esponente del centrosinistra ha espresso le sue perplessità circa alcuni punti della legge sottolineando però che è prevalso alla fine il buon senso di tutti. Michele Saccomanno (Alleanza Nazionale): La serenità - ha detto - ha dimostrato di essere la carta vincente per risolvere questa vicenda, la disponibilità al compromesso che ci consentirà di svolgere in maniera corretta le prossime elezioni regionali e poter iniziare, per quelli che ci saranno, un nuovo comune progetto per il bene della nostra Regione". Enrico Balducci (Udc): Il voto di astensione dell'esponente della Cdl, è "per ragioni di coerenza". Balducci ha ribadito, infatti il suo dissenso nei confronti dell'intero progetto,"animato" a suo dire, "dalla sola paura di perdere le elezioni". Mimmo Lomelo (Verdi): Ha espresso il suo ringraziamento a quei colleghi del centrodestra, che, "grazie al loro voto favorevole in commissione, hanno consentito l'approvazione di quel testo in forza del quale è stato possibile approdare a questa tipologia di legge elettorale". Alfonso Pisicchio (Rinnovamento Puglia): "Il confronto - ha detto - ci ha condotti all'approvazione di un testo che consentirà il rispetto della democrazia e la governabilità". Mimmo Mele (Udc): "Questa è una legge - ha detto - che consente una rinnovata fiducia da parte dei cittadini nelle istituzioni". Giovanni Valente (Comunisti italiani): "Mi auguro che nella prossima legislatura - ha ribadito il consigliere - si possa rivedere la questione dello sbarramento al 4% previsto a regime". Leo Magarelli (Cdu): Anche il consigliere del centrodestra ha espresso gli stessi auspici di Valente, sottolineando anche la necessità che si recuperi il listino. Lucio Tarquinio (Forza Italia): "Non faccio spot elettorali - ha detto - ma sottolineo che attraverso un importante confronto si è giunti con lo stesso spirito costituente, all'approvazione di questa legge necessaria". "Dobbiamo salutare, la legislatura che volge al termine - ha concluso Tarquinio - come una legislatura importante, nel corso della quale si è approvato il nuovo Statuto e tutte le leggi ad esso connesse". Carlo Madaro (Italia dei valori): "Il centrosinistra - ha detto - ha impedito che si compisse un misfatto" Il consigliere si riferisce alla legge così come era stata concepita dagli iniziali proponenti. Alberto Tedesco (Socialisti autonomisti): Più che dichiarazioni di voto, quello di Tedesco è stato un intervento di commiato da presidente della Commissione affari istituzionali. "Un saluto ed un ringraziamento - ha detto - rivolto a tutti coloro che con grande spirito di collaborazione hanno lavorato all'interno dell'organismo da me presieduto". Raffaele Fitto: "Dopo lo Statuto, l'approvazione della disciplina che regolerà le prossime elezioni regionali completa una fase importante, che mette la Puglia in una posizione positiva". Il presidente Fitto ha espresso la "personale soddisfazione e quella del governo regionale" per l'adozione della legge elettorale. Sono poche le Regioni a statuto ordinario che hanno rinnovato la propria 'costituzione' e ancora meno quelle che hanno rivisto, come consentito, le procedure per il rinnovo del Consiglio". Soddisfazione "non per forma ma per sostanza" quella del presidente della Regione. Il risultato è merito "di quanti hanno espresso uno sforzo tecnico e politico che ha portato alla soluzione. Fitto ha ringraziato in particolare il vicepresidente Dipietrangelo, gli assessori Carrieri e Ruocco, il presidente della commissione affari istituzionali Tedesco, componenti del gruppo di lavoro che ha steso il testo finale. Un obiettivo qualificante è stato raggiunto, ha detto Fitto, anche per l'impegno della commissione "Statuto", che ha svolto "in modo positivo un lavoro non semplice, dotando la Regione di strumento importanti". Il "grazie" di Fitto è andato inoltre alla presidenza del Consiglio regionale, per un "risultato comune così importante", conseguito con il coinvolgimento dell'intera Assemblea, capace di superare tensioni che sono state "frutto solo del momento in cui si sono verificate". "Passi avanti - ha concluso - si possono compiere soltanto quando tutti compiono un piccolo passo indietro". Carmine Dipietrangelo: "A nome dell'Ufficio di Presidenza ringrazio tutti coloro che hanno offerto un valido e significativo contributo per giungere all'approvazione di questa legge. Devo dare atto a chi ha ripreso le fila del dialogo, trovando forme e strumenti per giungere a questa soluzione. Devo fare una considerazione: abbiamo compiuto un vero e proprio miracolo, approvando una legge così importante e delicata, a pochi giorni dalla conclusione della legislatura e dallo scioglimento del Consiglio regionale. Lo sforzo unanime di quanti hanno lavorato non ha prodotto una legge qualunque, ma una buona legge e questo anche grazie al prezioso apporto dei tecnici, ad iniziare dal prof. Antonio Agosta". Commento La legge regionale, comunque, con l'approvazione dell'aumento del numero dei consiglieri da 60 a 70 (erano già stati aumentati di 10 unità in passato) non offre una buona immagine del consiglio all'opinione pubblica alla quale si chiedono sempre sacrifici e tasse e cosa si offre in cambio? Da un lato si operano tagli dolorosi alla sanità e dall'altro si aumenta il numero dei consiglieri (per garantirsi la rielezione) con un prevedibile aumento dei costi (indennità, segretari, uffici e quant'altro) a carico dell'Ente regionale e quindi dei cittadini, che domani potranno essere chiamati a nuovi sacrifici economici. E' strano come in questi casi si riesca a raggiungere l'unanimità dei consensi. E' una considerazione che riteniamo giusto sottolineare anche a nome di un'opinione pubblica sempre più amareggiata.
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