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Questa notte torna la tradizione di San Nicola per i bambini di Molfetta
05 dicembre 2008

MOLFETTA - Sarà la notte più lunga dell'anno per la maggior parte dei bambini molfettesi. Tutti andranno a letto presto, non senza aver prima lasciato sul tavolo il fatidico 'piatto'. Infatti, se saranno stati buoni durante tutto l'anno, l'indomani lo ritroveranno ricolmo di dolci e leccornie attorniato da diversi giochi. Per i bimbi sarà una notte magica e il loro pensiero non farà altro che seguire con l'immaginazione gli spostamenti ideali del loro santo preferito. Lo cercheranno con lo sguardo fra le stelle o tendendo l'orecchio dal proprio lettino con il cuore che batterà a mille dall'emozione. Il sonno farà fatica a farsi strada fra l'eccitazione del momento e le palpebre non si chiuderanno facilmente. Qualsiasi rumore nella notte sarà associato a quell'anziano signore che varcherà la soglia di casa di lì a poco con il proprio sacco o magari si calerà dal camino. Quante emozioni suscita in tutti i molfettesi quest'antichissima tradizione, anche nei più grandi. Tantissimi saranno coloro che si abbandoneranno a un po' di nostalgia ricordando i momenti, forse ormai troppo lontani purtroppo, in cui da bambini si attendeva con fervore il santo di Mira. Verranno alla mente volti di persone care che non appartengono più a questo mondo, persone con cui si è divisa, in passato, l'emozione della fervida attesa e del felice risveglio la fatidica mattina di S. Nicola. La festa non può essere circoscritta soltanto al 6 dicembre ma può essere collocata in un periodo molto più ampio che corrisponde ad un vero e proprio rito di avvicinamento. Infatti, appena la bella stagione lascerà spazio all'incombere dell'autunno, verranno fuori immediatamente le raccomandazioni fatte dai genitori a propri figli affinché essi siano buoni, per non incorrere in spiacevoli sorprese proprio il sei dicembre. Poi sarà la volta della fatidica letterina che i bimbi scriveranno a S. Nicola per metterlo a conoscenza dei propri desideri. C'è chi la imbucherà e chi la lascerà la sera accanto al proprio cuscino e, come per magia, al risveglio la letterina sarà sparita. A completare la tradizione vi sarà l'allestimento del mercatino di S. Nicola fra viale Gramsci e via gen. Amato assieme alla bellissima iniziativa, organizzata per la sera del 5 dicembre in cui S. Nicola sbarcherà presso banchina Seminario a bordo di una piccola imbarcazione a remi. Per quest'anno sarà organizzata la mattinata del 6 dicembre un'escursione al Pulo di Molfetta, che ha di recente riaperto i battenti, dedicata a bambini e ragazzi di scuole elementari e medie della città. L'evento di S. Nicola dimostra che nonostante la nostra città stia vivendo un periodo in cui la modernità e il progresso avanzano molto velocemente assieme alla nuova e marcata tendenza a ricevere i doni anche da Babbo Natale, le tradizioni popolari rimangono sempre più radicate nel tempo e nei cuori dei molfettesi.
Autore: Francesco Tempesta
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Al giovane V.Serlenga e a tutti quei giovani che ancora credono in quelle magie con l'anima di un bambino. Non uccidete "quel bambino dentro di voi", difendetelo a spada tratta contro chi vuole sopprimerlo.Per quel "bambino che è dentro di voi", la vita non è un modo per procurarsi il cibo, ma un atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia: anche se la strada è irta e piena di trappole e pericoli vari. Nei gesti quotidiani si rinnova per sempre il miracolo della nascita. Triste è chi non conosce questi sentimenti perchè è morto dentro. Un calice senza acqua. Il "bambino che è dentro" diventa tuo figlio e necessita del tuo aiuto per non morire, e tu con lui. C'è un figlio in ogni angolo di strada e sta a te porgergli la tua mano, anche quando si gira per morderti, come un cane ferito e prevenuto.Triste è chi non conosce il bambino che è in ognuno di noi. In ogni anima c'è una parte nascosta, intima, personale che cela il bambino che non vuole diventare adulto. Quelle sono le speranze, gli ideali, gli angolini reconditi ove rifugiarsi quando fuori tira vento e la tempesta incombe. Quando il cielo a poco a poco si riempie di nuvolosi e il vento soffia tanto da trascinarti via, con se. Solo allora quel "bambino" esce allo scoperto e tenendoti per mano, ti riconduce verso lidi più sereni, con la speranza che il domani torni a splendere il sole. E' quando quel bambino non viene più alla luce che è finito il tempo. Ci sono persone vive che sono già morte. Sono fantocci senza anima e sono poveri di cuore. Sopravvivono privi di fede e di umanità. Hanno come solo unico scopo il raggiungimento del massimo benessere fisico ed economico. Per fortuna però esiste anche un altro tipo di essere umano, quello che accetta ciò che gli è riservato sia nel bene che nel male. E' lui che riesce a godere delle piccole e grandi cose che la vita gli riserva ed è capace di accettare la sua sorte guardando dentro di se. Emana un particolare fascino che spaventa alcune persone; questo crea problemi perchè la stragrande maggioranza degli esseri umani non capisce che spesso il segreto della felicità è nascosto nelle piccole cose. Soprattutto nel saper apprezzare quello che di buono la vita ci propone, rivolgendo il pensiero a chi è meno fortunato di noi. -


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