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Processione a mare della Madonna dei Martiri, sempre più in difficoltà il Comitato nella ricerca dei pescherecci disponibili
14 agosto 2015

MOLFETTA – In vista della festa patronale della Madonna dei Martiri di Molfetta, dopo il sorteggio del motopesca che dovrà portare la statua, il “Nicolangela” dei fratelli Gadaleta, accompagnato dalla “damigella” “Santa Grazia Seconda”, è stato predisposto il contributo da parte del Comune: 26mila euro per l’intera sagra.

Intanto il Comitato feste patronali è sempre più in difficoltà per l’organizzazione e, come già avvenuto negli anni scorsi, c’è il rischio di non fare più la processione a mare (vedi foto Mauro Germinario), in quanto al sorteggio si presentano sempre meno pescherecci. Quest’anno sono stati solo in due: oltre al “Nicolangela” anche il “Pasquale e Cristina”. E si era pensato anche di ricorrere all’aiuto della marineria di Bisceglie.
Quando si pensa che una volta si faceva veramente a gara per partecipare al sorteggio, si capisce come la crisi abbia inciso in maniera pesante sulla marineria locale.
Forse si dovrebbe tentare di fare più economia sulle luminarie e sui fuochi pirotecnici e destinare la somma ricavata come incentivo a partecipare da parte delle imbarcazioni locali, già ridotte di numero e sempre più contrarie a sostenere la spesa che comporta l’allestimento del peschereccio per ospitare il simulacro della Madonna. La vera essenza della festa, infatti, non è costituita dalle luminarie o dai fuochi d’artificio, ma dalla processione a mare.

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Non ricordo l'anno preciso so soltanto che quando il motopesca di mio marito fu sorteggiato ( era vescovo don Donato Negro ), conoscendo le difficoltà economiche in cui già versava l'impresa, per le spese eccessive di gestione, il costo del gasolio, il pescato sempre meno remunerativo , fui scontenta. Avrei preferito che dichiarasse la non-disponibilità al sorteggio. Ma mai e poi mai un armatore si sarebbe reso indisponibile o rifiutato l'onore. Avrebbe dovuto (e potuto ) così denunciare la situazione critica della sua azienda e del settore ( non era l'unico a lamentarsi delle difficoltà del settore) .Alla fine della festa alle difficoltà già pregresse se ne aggiunsero altre di carattere sempre economico. La ragazza racconta bene cosa è costretta a fare un motopesca per prepararsi al trasporto della effige e nel dover poi ripristinare tutto per tornare a pescare. Chiesi a mio marito perchè non intervenisse il comitato feste patronali nel sostenere le spese che un motopesca doveva affrontare. Ma non era nella norma nè mai scritto da qualche parte. Manco a dirlo ..sempre per l'onore! Magari sarebbe stato opportuno iniziare questa modalità ( pensavo io ) per il futuro che già presagivo. Adesso che la situazione ( e non da quest'anno) è conclamata e lo si sapeva da anni che sarebbe andata sempre peggio, varrebbe la pena pensare con calma per mantenere questa tradizione ( non entro nel merito del valore religioso ..troppe le divergenze ) nel miglior modo possibile motivando le barche assicurando loro il recupero totale delle spese. La devozione , l'onore va bene ma lasciamo che l'onere sia condiviso da tutti i devoti che amando questa manifestazione sarebbero disposti a dare una mano "economica". Grazie per l'attenzione.

Impressionato, presumo, che la fede “in Nomine Dei” sia stata donata all'umanità sin dal primo momento del concepimento. È un dono che non tutti sanno di averlo. Con umiltà presumo, che la fede è tutto il contrario di tutto, potenza, debolezza, dolore, gioia, passione, amore, ingegno, sofferenza… follia. Chi la sa gestire, e crede fortemente in qualcosa, diventa forte. Una precisazione, è vero non conosco le condizioni economiche dei singoli armatori. È altrettanto vero che la crisi in questo momento storico la stanno vivendo con difficoltà altre categorie di lavoratori, questo non giustifica, né significa allontanarsi dalla fede. Poi presumo che la signora “figlia di marinaio” sia soltanto tale, che è diverso dall'essere marinaio come il padre. Presumo, che la signora non abbia il libretto di navigazione di prima categoria, che sia iscritta al numero di matricola … della Gente di Mare del Compartimento Marittimo di… E quindi non gli consente di immaginare quello che succede quando il marinaio - e non figlia - si trovi ad affrontare una tempesta scoppiata all'improvviso, quando la barca o nave che sia, perde il controllo del timone e diventa ingovernabile in balia di onde altissime, sperando che il motore propulsore non si fermi da un istante all'altro. In quel momento quando si diventa impotenti davanti alle forze della natura , non resta che pensare alla Madonna e pregare, invocare “Vergine Santissima Madonna dei Martiri aiutaci Tu”. Questa è la vera fede cara signora figlia di marinaio. Ora faccio un appello a tutti i marinai molfettesi, anche se non mollate gli ormeggi e restate in banchina, l'otto settembre issate a riva il Gran pavese, imbandierate le vostre barche, al suo passaggio suonate sirene e corni da nebbia, fate festa. Presumo che tutto ciò non vi costerà un centesimo di euro. Tutto il resto è relativo. Mi fermo qui.





Ho l'impressione, che sia il signor Stanzione che il signor in vino veritas la stiano veramente facendo insieme in maniera torrenziale fuori dal vaso WC. Sono sicuro che tra poco ci inonderemo, ci bagneremo le scarpe e allora il lezzo ci farà compagnia per un po' di tempo. Sono impressionato e presuntuoso. Pertanto mi permetto di dirvi che le vostre opinioni sono fuori luogo e non stanno né in cielo né in terra ma in mare. È questione di fede. Sì perché la crisi se così la vogliamo qualificare di questa festa sta proprio nella poca fede che i nostri marinai hanno acquisito in questi ultimi anni verso la Madonna. Si sentono abbandonati. La prova sta nella scarsa o quasi nulla partecipazione alla bussola dei pescherecci aspiranti portatori. Quest'anno solo due. L'anno prossimo chissà! S'imputa la colpa alla crisi economica. Penso invece che, chi ci tiene veramente a portare con onore il Simulacro, inizi già nei primi tempi a mettere un poco alla volta da parte dei risparmi per affrontare le spese. C'è un particolare, in passato i pescherecci molfettesi di stanza a Capo Passero, a Siracusa o a Crotone pur di partecipare alla festa affrontavano anche col maltempo fino a tre giorni di navigazione. Consumavano gasolio e anche giornate senza essere pagati. Oggi notiamo che il giorno dell'otto settembre la maggior parte delle nostre barche rimane in banchina, non issa il gran pavese, non è imbandierata. Sembra che i nostri marinai siano arrabbiati e hanno ragione da vendere. La nostra flotta man mano sta scemando. Tra qualche anno non ci saranno più barche locali disposte a portare la Madonna per mare, le radici della tradizione marinara stanno seccando. Potete immaginare le conseguenze. Perciò il Comitato delle Feste Patronali non centra nulla in questa storia. Strano a dirsi, qui a Molfetta non esiste una guida spirituale per i marittimi. Una Pastorale del Mare c.d. “Stella Maris”. Mi fermo qui.


Egregio Stanzione, come volisi dimostrare, sei il classico "presuntuoso" con tutti gli "sballi" dei presuntuosi, sapientoni e portatori di verità. "Ognuno può esprimersi come vuole"? Non è la mia risposta e credo di non aver mancato di rispetto a nessuno, ho solo espresso un mio "parere" senza additarla come "verità". Non capisco poi l'uscita forzata di altra religione non in tema. - "A mali estremi, estremi rimedi" afferma la saggezza popolare. La storia umana non è scritta da nessuna parte: non nel passato, poichè ciò che è stato scritto su di essa sono solo testimonianze molto filtrate dal vaglio del potere, dell'informazione e dal caso. La storia reale degli uomini è più profonda e più misteriosa. Tantomeno la storia è scritta nel futuro, anche se profeti e intellettuali ne possono predire gli avvenimenti. La storia umana è nelle mani della stessa umanità, anche quando è retta da forze e ideali che essa stessa non controlloa. "Dio lasciò il mondo alle dispute degli uomini" dice un testo della Bibbia nella sua versione latina. Se è certo che quasi sempre le minoranze dei più valorosi, dei più intelligenti o di coloro che si fanno meno scrupoli hanno retto i destini della storia, quando si solleva la protesta popolare poichè è stato oltrepassato il limite di ciò che si può impunemente manipolare, l'umanità stessa prende il destino nelle proprie mani - anche se non sempre per il suo bene. E' quanto sembra stia succedendo ai nostri giorni. ( - Pace e disarmo culturale, pag.11-12. - Raimon Panikkar)



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