Presentato "Arti e mestieri di una volta": un viaggio tra antiche occupazioni e personaggi iconici di Molfetta
Da sinistra: Corrado Pappagallo, Alina Gadaleta Caldarola, Francesco Minervini
MOLFETTA – Il fotografo ambulante, l’acquaiolo, il limozzaro sono solo alcuni dei settanta mestieri descritti nell’agile ma intenso volume “Arti e mestieri di una volta”, scritto a quattro mani da Corrado Pappagallo, collaboratore di Quindici, e Francesco Minervini.
Il testo è stato presentato nel corso di una gradevole serata promossa dall’Archeoclub Giuseppe Maria Giovene Molfetta e coordinata dalla presidente Alina Gadaleta Caldarola, la quale ha tracciato un rapido excursus sulle finalità e sulle attività svolte dal sodalizio.
“Arti e mestieri di una volta” delinea figure, caratteristiche, tradizioni, strumenti di lavoro, gestualità di mestieri che, ormai, sono scomparsi o si sono evoluti a causa del progresso e delle nuove tecnologie.
Una narrazione che intreccia testimonianze orali, ricordi, fonti d’archivio e documentazione fotografica.
Come è emerso nel corso del dialogo, tutto è nato dall’incontro tra i due autori e dal loro confrontarsi intorno a una immagine della scomparsa Torre dell’Orologio, un tempo costruita sull’Arco della Terra (all’ingresso del centro antico di Molfetta) e dalla comune passione per la storia locale.
Hanno, quindi, deciso di valorizzare le numerose testimonianze raccolte da Francesco Minervini, che gestisce uno storico salone da barba ed è fermamente convinto che il suo “mestiere” non si esurisca in una serie di azioni ma sia anche stare con la gente e ascoltarla con pazienza. Egli stesso ha sottolineato come diversi suoi clienti, soprattutto i più anziani, gli abbiano raccontato esperienze lavorative essenzialmente artigianali, suscitando in lui la volontà di salvare queste storie dall’oblio.
La collaborazione con Corrado Pappagallo, certosino ricercatore di documenti, ha dato vita al libro che vuole rendere omaggio a tanti lavoratori che, non a caso, sono definiti artieri.
A ciascun artiere è dedicata una scheda I mestieri rispondevano alle necessità delle comunità dei tempi passati, diventavano, dunque, fondamentali per la vita cittadina.
«Hanno costruito il nostro mondo con ingegno, sacrificio, sudore» ha rimarcato Minervini.
È innegabile, del resto, che il lavoro artigianale non richieda solo grande manualità ma necessiti di conoscenza, progettazione, riflessione, cura.
Nel suo intervento, Corrado Pappagallo ha presentato alcuni dei settanta mestieri, catalogati in rigoroso ordine alfabetico, illustrando attrezzi e contesti, riportando alla memoria di tanti, scene di vita quotidiana di un tempo passato ma anche personaggi iconici, come il banditore soprannominato “Chèmmis’a Longhe”.
Il volume, dunque, consente di intraprendere un «viaggio alla scoperta della storia delle arti e dei mestieri di una volta, con lo scopo di preservare e pubblicizzare il patrimonio culturale delle nostre tradizioni», come dichiarano all’unisono gli autori.
@Riproduzione riservata
Autore: Isabella de Pinto