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Piscina, il Comune di Molfetta prosegue verso la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni. La resistenza della società, le bugie e la verità dei fatti La Molfetta Nuoto SSD tenta di giustificare il gravissimo inadempimento, che ammonta a circa 514.000 euro, sostenendo attraverso un decreto ingiuntivo che il Comune non le avrebbe rimborsato l'importo di 201.499. Non c'è nessuna sentenza solo una azione legale pretestuosa che troverà opposizione
17 gennaio 2016

MOLFETTA – In questa città accadono cose incredibili, che sono indiscutibile frutto di una passata gestione raffazzonata di Molfetta, non si sa quanto volute o oggetto di naturale incompetenza del centrodestra che ha amministrato il Comune per 10 anni.

Tra le varie anomalie, vi è anche quella della “Molfetta nuoto” che ha gestito la piscina comunale con molte anomalie, già segnalate da “Quindici” in passato e oggetto di un articolo che trovate sul numero di gennaio della rivista mensile “Quindici”, da ieri nelle edicole, con l’intervista all’assessore Giulio Germinario.
Alcuni giorni fa l’amministrazione comunale di centrosinistra del sindaco Paola Natalicchio è stata costretta a risolvere il contratto con la società perché non pagava i canoni di gestione, di acqua, elettricità e gas al Comune dal mese di dicembre 2012.
Una scelta giusta e obbligata, soprattutto per rispetto dei cittadini, che subiscono il danno dell’insolvenza della società. Certo, si dovrebbe chiedere alla passata amministrazione di centrodestra e, in particolare, ai consiglieri di opposizione, che tacciono sempre quando si tratta di “peccati” pregressi, di spiegare come potessero tollerare queste mancate entrate, che, assieme ad altre si configurano come spreco di denaro pubblico. E oggi, al centrosinistra tocca mettere le toppe ai buchi e alle troppe incongruenze del centrodestra, con relativi danni economici per i cittadini, fra i quali anche quelli derivanti dalla gestione della piscina comunale.
Sulla decisione dell’amministrazione Natalicchio di risolvere il contratto, la società “Molfetta nuoto” aveva presentato ricorso al Tar, e il Tribunale amministrativo regionale lo aveva respinto, dichiarando la propria incompetenza.
Ecco perché la stessa società oggi, pur di non pagare, tenta un’altra strada chiedendo al Tribunale civile di Trani un decreto ingiuntivo. Il giudice dopo l’esame del ricorso decide di concedere al Comune 40 giorni di tempo per pagare o proporre opposizione. Non si tratta, quindi, di sentenza di condanna, come ha sostenuto  qualche commentatore sprovveduto sul piano tecnico-giuridico, abituato ad alterare la verità al servizio del suo nuovo padrone. Ma nell’«errore» cade anche qualche dilettantistico e improvvisato organo di informazione locale (uno di quelli che a Molfetta si aprono dalla sera alla mattina), che, con scarsa onestà, prende in giro i propri lettori dichiarandosi libero, quando, in realtà, si rivela un organo politico e appare chiaramente fiancheggiatore del centrodestra e voce degli ex Dc Annalisa Altomare e Lillino Di Gioia, ai quali concede visibilità, nella speranza di favorire un accordo fra le due componenti, per ribaltare la situazione politico-amministrativa contro il voto popolare, portando Molfetta a una dannosa gestione commissariale.
A fare chiarezza ora è la stessa amministrazione comunale che, in un comunicato, annuncia opposizione al decreto, motivando dettagliatamente tale scelta a tutela dei cittadini e dei lavoratori, denunciando all’opinione pubblica l’assurda pretesa della società in questione, esponendo la verità dei fatti.

«Il Comune di Molfetta farà opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto dalla Molfetta Nuoto Società Sportiva Dilettantistica s.r.l. che ha in gestione la piscina – annuncia il comunicato del Comune -. La notizia di una condanna circolata questa mattina non è veritiera ma artatamente contraffatta.
Il Comune ha dovuto risolvere il contratto di affidamento della gestione della piscina comunale a causa dei molteplici inadempimenti consumati dalle imprese appaltatrici riunite nell’associazione temporanea (la cui capogruppo è la Molfetta Nuoto SSD) ed in particolare per mancato pagamento del canone per 207.000 euro dal mese di dicembre 2012 al mese di dicembre 2015, per mancato rimborso dei consumi idrico, elettrico e gas per 307.632 euro al mese di dicembre 2015, per mancato pagamento delle retribuzioni dei dipendenti e collaboratori e per mancata consegna di valide polizze fideiussorie a garanzia dei predetti obblighi. 
La Molfetta Nuoto SSD ha tentato di giustificare il gravissimo inadempimento (che per inciso ammonta a circa 514.000 euro) sostenendo che il Comune non le avrebbe rimborsato l’importo di 201.499,20 euro speso a titolo di opere di manutenzione straordinaria e quindi non di sua competenza.
Tale giustificazione non è veritiera poiché le uniche spese per opere di manutenzione straordinaria di competenza comunale effettivamente sostenute dal gestore sono quelle autorizzate dagli uffici competenti nell’anno 2012, tutte debitamente specificate in un verbale redatto in contraddittorio. Tali spese sono state integralmente rimborsate alla Molfetta Nuoto SSD nella misura di 71.479,28 euro (delibera di Giunta Comunale n. 243 del 29.10.12).
Il Comune ha in seguito assunto il costo di tutte le spese di manutenzione di sua spettanza dapprima con determinazione dirigenziale 141 del 14.3.2013 per 2.480 euro e poi con determinazione dirigenziale n. 1052 del 21.9.2015 per 42.790 euro. 
Celando queste notizie ed utilizzando fatture emesse dalle imprese riunite in associazione temporanea o da società amministrate dal presidente della Molfetta Nuoto SSD quest’ultima ha, tramite il suo avvocato, formulato in danno del Comune ricorso per decreto ingiuntivo per 201.499,20 euro ed ha ottenuto dal Tribunale il decreto n. 71 del 12.01.2016 notificato in data 15.01.2016.
Si tratta di un decreto monitorio emesso, come previsto dalla legge, senza previa instaurazione del contraddittorio con il Comune sulla base dei documenti fiscali prodotti dalla società ricorrente e sulla fede delle dichiarazioni rese dalla stessa (palesemente reticenti e non veritiere).
Il giudice non ha dichiarato il decreto immediatamente esecutivo (ritenendo che non ve ne fossero i presupposti)  ed ha concesso al Comune il termine di 40 giorni per pagare o proporre opposizione. Una volta proposta l’opposizione si avvierà un ordinario giudizio di cognizione che, dopo una puntuale istruttoria, si concluderà con una sentenza.
Naturalmente il Comune non pagherà affatto quanto indebitamente richiesto dalla Molfetta Nuoto SSD e ha già conferito mandato al legale di fiducia di proporre immediatamente opposizione onde ottenere la revoca del decreto ingiuntivo e la condanna dell’incauta società ricorrente al pagamento delle spese e competenze di giudizio e del risarcimento del danno per lite temeraria.
In definitiva il Comune di Molfetta non è stato affatto condannato a pagare alcunché alla Molfetta Nuoto SSD ma è stata semplicemente avviata in danno dell’Ente una pretestuosa azione.
Stupisce che in queste ore nell'impianto continuino a svolgersi manifestazioni patrocinate dalla Federazione italiana nuoto. Il Comune di Molfetta segnalerà quanto sta accadendo al Presidente del Coni Giovanni Malagò.
Sarà impegno di questa amministrazione mettere in campo ogni azione a tutela della città, dei lavoratori che da mesi non ricevono lo stipendio, degli atleti e degli utenti per dare alla piscina un futuro stabile e migliore
».

PER CAPIRE MEGLIO LA SITUAZIONE DELLA PISCINA LEGGETE L’APPROFONDIMENTO DEL TEMA SULLA RIVISTA MENSILE “QUINDICI” DA IERI IN EDICOLA

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