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Piegarsi ma mai spezzarsi l’umanità è un giunco davanti al Covid
15 giugno 2021

Al liceo ho studiato la Divina Commedia, che non smetterà mai di affascinarmi e sorprendermi, principalmente per la sua capacità di trattare e racchiudere i temi più disparati, universali, umani: in parole spicciole resto incantata davanti all’abilità di Dante Alighieri di parlare dell’umanità nella sua completezza. Ancora oggi mi chiedo come un’opera scritta così tanto tempo fa possa risultare così attuale e possa parlare di tutti noi. Un particolare molto importante della Divina Commedia è rimasto stampato nella mia mente: Canto primo del Purgatorio, verso 102: Catone, il quale sorveglia l’ingresso del secondo regno ultraterreno, ordina a Virgilio di far cingere i fianchi del poeta con una pianta particolare: un giunco. Quest’ultimo cresce su fertili rive, in balia delle onde. È una pianta che s’incurva, ma non si spezza e l’unico modo che ha per sopravvivere è quello di assecondare il movimento delle onde, di piegarsi. Dante Alighieri, 700 anni fa, ha descritto esattamente ciò che è diventata l’umanità oggi: un giunco che si piega davanti ai colpi che la vita gli infligge, ma resiste, non si spezza, si adatta alla situazione e sopravvive. Se ci fermiamo un attimo a pensare, ci rendiamo conto che l’umanità resiste ai colpi più duri, non perché ha davvero la forza per resistervi, ma perché non ha altra scelta. Se non per tutta l’umanità, almeno questo principio è valso per me, quando, il 9 novembre 2021, sono risultata positiva al tampone molecolare per la ricerca sul Sars-Cov 2. Non ho avuto altra scelta che isolarmi nella mia cameretta e rimanere sola fino a quando il mio corpo non fosse riuscito a sconfiggere questa malattia strana e sconosciuta. Non ho avuto contatti con nessuno per più di 20 giorni, trascorrendo le mie giornate cercando di essere produttiva (studiando per gli esami universitari), ma allo stesso tempo concedendomi delle serate tranquille, tra chiamate, film e serie tv. Quando il Covid però mi causava stanchezza, mal di testa, spossatezza e quindi mi “ordinava” di restare a letto, io obbedivo, in preda all’ansia provocata dal pensiero di poter stare peggio. In pratica quindi, mi piegavo al volere della malattia, come un giunco si piega davanti alla forza delle onde del mare. Non credo di essere stata forte in quel periodo, ma solo di aver accettato passivamente la mia situazione e di aver sperato ogni giorno che tutto finisse al più presto. Sono stata solo speranzosa. Non posso dire che il Covid non mi abbia cambiata: trascorrere molto tempo da sola mi ha aiutata a conoscermi meglio, a capire i miei punti di forza e le mie debolezze, e dopo aver terminato l’isolamento, mi ha aiutato ad apprezzare momenti a cui non davo più importanza, come un semplice pranzo con la mia famiglia o una tranquilla passeggiata vicino al mare. Ovviamente, il Covid non ha reso diversa solo me, ma tutto il mondo. Ormai è da più di un anno che le nostre vite si basano sui dati della Pandemia, e solo adesso, dopo tanti mesi, si inizia a scorgere uno spiraglio di luce infondo a questo tunnel che sembrava essere infinito. Sono i vaccini che ci stanno illuminando, che ci stanno donando di nuovo speranza. Negli ultimi mesi sono state effettuate migliaia di vaccinazioni e per questo si sta iniziando a parlare di riaperture totali e ritorno alla normalità. Io personalmente ripongo molta fiducia nel piano vaccinale che sembra dare i suoi frutti, ma non spero di poter tornare alla normalità, perché credo che per quella dovremo aspettare ancora un po’. Spero almeno che si possa iniziare a convivere con il virus, perché ormai da più di un anno l’umanità sta solo sopravvivendo, e si sta piegando come un giunco. Nei prossimi mesi, potrà accadere di tutto: potranno aumentare i contagi e quindi le restrizioni, o potranno scendere repentinamente o addirittura azzerarsi. In ogni caso, l’umanità utilizzerà quell’industria boccacciana che ha acquisito negli anni, quella capacità cioè, di adattarsi ad ogni situazione e riuscire a superarla, perché l’uomo, con la sua instancabile voglia di crescere e imparare, si è evoluto per sopravvivere a tutto. © Riproduzione riservata

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